Il 5G ferroviario entra nella sua fase più concreta anche in Italia. Il Gruppo FS ha avviato i test operativi della propria rete mobile lungo la linea Alta Velocità Torino–Milano, su circa 60 chilometri tra Torino e Greggio. La sperimentazione rappresenta il primo passaggio reale del progetto di connettività proprietaria, uno dei pilastri del Piano Strategico 2025–2029, che prevede investimenti dedicati per 200 milioni di euro.
Secondo il rapporto Private 5G/4G Cellular Networks for Railways 2024-2030, il comparto sta entrando in una fase di consolidamento internazionale: le reti private basate su 5G e Lte Frmcs genereranno una spesa cumulativa di 1,2 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2027, segno di un’accelerazione verso tecnologie capaci di superare i limiti del Gsm‑R. L’iniziativa italiana si colloca dunque in un percorso globale che lega innovazione infrastrutturale, sicurezza operativa e nuovi servizi digitali per i passeggeri.
Come sottolineato dall’amministratore delegato del Gruppo FS, Stefano Antonio Donnarumma, “il Gruppo FS è impegnato a testare soluzioni avanzate di connettività lungo le linee Alta Velocità, con l’obiettivo di valutare nuove opportunità tecnologiche per migliorare l’esperienza di viaggio e l’efficienza delle infrastrutture”.
Il test ha coinvolto anche la dirigenza di Rfi, presente attraverso un collegamento diretto durante una sessione di prova a bordo di un Frecciarossa. La sperimentazione si è svolta in un contesto complesso, caratterizzato da alte velocità, gallerie e condizioni che mettono alla prova stabilità, continuità e capacità della rete.
Indice degli argomenti
Un’infrastruttura proprietaria per la mobilità ad alta velocità
La strategia di FS punta a una rete privata capace di sostenere applicazioni evolute, come sistemi di controllo avanzato dei treni, diagnostica predittiva, automazione e servizi digitali ad alta capacità per i passeggeri. Il progetto pilota sfrutta infrastrutture esistenti di Rfi e Tim, integrate con cinque nuovi siti dedicati. Questo approccio riduce tempi e costi, e prepara il terreno per un roll-out più esteso.
L’obiettivo è costruire un’infrastruttura che “non si vede, ma che cambia il modo di viaggiare”, come ha affermato Donnarumma in un recente intervento pubblico. La rete 5G ferroviaria promette infatti maggiore banda, latenza ridotta e un controllo diretto sulla piattaforma di comunicazione, elemento decisivo per applicazioni mission-critical.
Il contesto globale: accelerazione verso Frmcs
Il settore ferroviario mondiale sta abbandonando progressivamente il Gsm-R. La spinta arriva dalla crescita delle reti private Npn, capaci di offrire capacità e sicurezza superiori. Corea del Sud, Cina, Francia e Australia hanno già realizzato infrastrutture Lte mission-critical, mentre l’India sta costruendo una rete dedicata per il corridoio Delhi‑Meerut basata su Lte a 700 MHz, destinata a integrare Etcs e sistemi Ato.
Nel mondo occidentale il trend è analogo. La spagnola Adif AV sta sviluppando una rete 5G ibrida pubblico‑privata per ottimizzare i processi logistici, mentre nel Regno Unito il progetto England’s Connected Heartland Railways mira a distribuire una dorsale 5G privata lungo la linea East West Rail.
Le principali aziende ferroviarie, da Sncf a Deutsche Bahn, da Sbb a Tokyo Metro, stanno valutando modelli pre‑commerciali per accelerare la transizione verso architetture Frmcs. Secondo le stime, la spesa globale crescerà con un Cagr del 23% nei prossimi tre anni, trainata da esigenze di automazione, sicurezza e gestione centralizzata delle infrastrutture.
Perché il 5G ferroviario è cruciale per il futuro
Le reti 5G dedicate rispondono a tre esigenze strategiche.
- La prima riguarda la sostenibilità operativa: la mobilità su ferro necessita di una connettività capace di sostenere traffico dati crescente, sistemi di controllo evoluti e modelli di manutenzione predittiva basati su AI.
- La seconda riguarda la qualità del servizio ai passeggeri. Il test FS punta anche ad analizzare il contributo della rete al Wi-Fi di bordo, con una particolare attenzione alla stabilità in condizioni ambientali complesse, dove le reti pubbliche mostrano limiti evidenti.
- La terza è il controllo diretto delle infrastrutture digitali. Chi gestisce la rete ferroviaria deve poter monitorare in tempo reale, con livelli di affidabilità superiori, comunicazioni e sistemi che incidono sulla sicurezza operativa. Il 5G proprietario consente architetture isolate, dedicate e configurabili secondo esigenze specifiche.
Verso la prossima fase
La sperimentazione sulla Torino‑Greggio rappresenta un laboratorio a cielo aperto. FS raccoglierà dati sulle performance e testerà la resilienza della rete in scenari reali. I risultati orienteranno le scelte per le future implementazioni su altre tratte AV e sulle linee a più alta intensità di traffico.
Il passaggio alla fase di scale‑up rientra nella roadmap del piano industriale 2025–2029, che lega innovazione tecnologica, sostenibilità e digitalizzazione. La costruzione di un ecosistema nazionale basato su tecnologie di nuova generazione potrebbe, inoltre, alimentare un mercato ancora in formazione ma già caratterizzato da una forte competizione internazionale.
In una fase in cui le reti ferroviarie mondiali stanno ridefinendo il proprio assetto tecnologico, la mossa del Gruppo FS consolida la posizione dell’Italia nel nuovo scenario della connettività ferroviaria ad alte prestazioni.






