A una settimana dall’annuncio della joint venture tra Tim e Fastweb+Vodafone per la realizzazione a quattro mani di circa 6mila nuovi siti a supporto della rete mobile italiana, il gruppo guidato da Walter Renna ha notificato la disdetta del Master service agreement (Msa) con Inwit. Un’azione, sottolinea la società, “nel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali”.
La precisazione è d’obbligo visto che Inwit, all’indomani della divulgazione della notizia, aveva reagito dichiarando di voler far valere il proprio diritto di prelazione rispetto alla possibilità di costruire nuove torri.
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Le ragioni che hanno portato al termine dell’Msa
Ma Fastweb+Vodafone tira dritto e dichiara che “in conformità al periodo di preavviso previsto dal contratto, l’Msa avrà termine formalmente alla fine di marzo 2028”. In particolare, Fastweb+Vodafone avvierà le trattative con Inwit per definire un piano di migrazione pluriennale in linea con le disposizioni dell’Msa al fine di garantire la continuità operativa fino a marzo 2028 e oltre tale data. Il piano di migrazione si baserà su accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative che vedono la partecipazione di Fastweb+Vodafone.
La società spiega che la decisione di porre termine all’Msa deriva “dalla constatazione che i costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato, nonché dalla mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento. I prezzi superiori a quelli di mercato applicati da Inwit riducono la capacità di Fastweb+Vodafone di effettuare gli investimenti necessari per continuare a offrire reti mobili di alta qualità e contribuire alla digitalizzazione dell’Italia”.
La strategia di Fastweb+Vodafone
La disdetta dell’Msa con Inwit infatti, “consentirà a Fastweb+Vodafone di indirizzare gradualmente risorse finanziarie verso lo sviluppo di nuove infrastrutture, di migliorare la qualità e la copertura della rete, di accelerare il rollout del 5G, valorizzando i propri investimenti, attualmente pari a 1.5 miliardi di euro all’anno”.
Alla luce delle ripetute dichiarazioni di Inwit secondo cui l’attuale Msa ha durata fino al 2038, Fastweb+Vodafone – che conferma che tutte le azioni intraprese sono pienamente conformi allo stesso Msa, compreso il diritto di recedere dall’accordo con un preavviso di due anni, e con decorrenza da marzo 2028 – ha promosso un’azione legale presso le sedi competenti per far valere il proprio diritto contrattuale a porre fine all’accordo.
La risposta di Inwit
A stretto giro è arrivata la risposta Inwit, che precisa che l’atto di Fastweb-Vodafone “è privo di fondamento giuridico e come tale sarà impugnato in ogni sede competente; la società provvederà a richiedere con effetto immediato al Tribunale di Milano un provvedimento cautelare per inibire gli effetti della disdetta.
A tal proposito, il gruppo guidato da Diego Galli ribadisce che “gli Msa sono contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile effettuata nel 2020 che ha previsto l’acquisto da parte di Inwit dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Vodafone Italia, per un valore complessivo di circa 5,7 miliardi di euro, garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alla società venditrice”
Inoltre, “la struttura dell’Msa stipulato con Vodafone Italia, oggi Fastweb, è coerente con il modello di business infrastrutturale, che si fonda su flussi di ricavi contrattualizzati e a lungo termine. Tale modello di business, standard per il settore a livello globale, garantisce condizioni economiche competitive ai clienti e generazione di valore economico e industriale per tutte le parti coinvolte e la filiera industriale delle telecomunicazioni”.
Infine, “in base alla clausola di protezione ‘Msa Change of Control‘, a seguito del cambio di controllo congiunto su Inwit da parte di Tim e Vodafone pacificamente avvenuto nell’agosto del 2022, Inwit ha esercitato l’opzione contrattualmente prevista, che ha esteso la durata dell’accordo per un periodo di 16 anni, fino all’agosto 2038, arco di tempo durante il quale non è consentita alcuna facoltà di disdetta da parte di Fastweb. Le operazioni del Gruppo Vodafone risalenti al 2020 a cui fa riferimento Fastweb hanno natura di mera riorganizzazione interna, non hanno inciso sul controllo congiunto di Inwit e pertanto non hanno determinato la fattispecie giuridica rilevante ai sensi dell’Msa”. Pertanto, sottolinea Inwit, “qualsiasi tentativo di risolvere anticipatamente il contratto deve ritenersi pretestuoso e finalizzato esercitare indebite pressioni su Inwit volte a una rinegoziazione dei termini del Msa”.
A fronte di tali iniziative, la società – che aveva “invitato Fastweb a risolvere in via bonaria, in modo rapido e tempestivo, le divergenze interpretative insorte in merito all’Msa” – ha dato mandato ai propri legali di agire in ogni sede competente, anche cautelare, per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders.
Cosa prevede l’accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone
L’accordo stipulato tra Tim e Fastweb+Vodafone prevede la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile, con la prospettiva di realizzare, come anticipato, fino a 6mila nuovi siti sul territorio italiano.
Il progetto “consentirà a Fastweb+Vodafone e Tim di migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi delle infrastrutture passive alla media europea, mantenendo al tempo stesso standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione”.
L’iniziativa, subordinata alle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sarà inizialmente realizzata attraverso una joint-venture partecipata pariteticamente dai due operatori, con l’obiettivo di valutare in una fase successiva l’ingresso di investitori terzi nella compagine societaria al fine di ottimizzarne la struttura finanziaria. L’infrastruttura sarà inoltre resa disponibile anche ad altri attori del settore sulla base di un modello di accesso aperto.
Le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni. Fastweb+Vodafone e Tim opereranno come anchor tenant della nuova infrastruttura, sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato. Le parti valuteranno inoltre la possibilità di fornire ulteriori servizi.
Il commento di Intermonte
Secondo gli esperti della banca d’investimento Intermonte, la disdetta era in parte attesa, e l’iniziativa potrebbe rappresentare una minaccia strutturale al business futuro di Inwit. Dal canto suo, Tim non ha al momento manifestato alcuna intenzione di terminare l’Msa esistente, ma non ha escluso la possibilità di rinegoziare il contratto alla scadenza.
“Nel nostro target price di 6,50 euro per azione abbiamo già incorporato la revisione dell’outlook comunicata dalla società la scorsa settimana a seguito dell’annuncio della joint venture, ma anche l’ipotesi di una riduzione del 25% degli attuali Msa con entrambi gli operatori dal 2038 in avanti. Riteniamo che un accordo extragiudiziale tra le parti possa rappresentare uno scenario base (ragionevole uno sconto in area 15% per ciascun Msa prima del 2038, ovvero circa 50-60 milioni di euro per ciascun operatore, mentre sia l’ipotesi di mantenimento dello status quo (best case) sia quella di lungo e incerto contenzioso legale (worst case) ci sembrano oggi meno probabili, visto che nessuna delle parti dispone di un potere negoziale dominante. Infine, nonostante i continui rumors su un possibile delisting da parte dei fondi, riteniamo che l’operazione richieda una forte fiducia nella solidità dei Msa con gli anchor tenant e debba fare i conti con la natura politicamente sensibile del dossier”.






