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Consumi energetici delle reti mobili, Gsma ridefinisce le metriche



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Lo studio su 118 network in 76 Paesi introduce indicatori comuni per misurare l’efficienza di operatori e towerco. La RAN resta l’area più energivora, mentre dati e visibilità diventano leve strategiche per costi e decarbonizzazione

Pubblicato il 25 mar 2026



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I consumi energetici delle telecomunicazioni entrano in una fase cruciale. La pressione sui costi e gli impegni verso la neutralità climatica impongono a operatori mobili e towerco un cambio di passo. Il nuovo benchmark pubblicato da Gsma Intelligence analizza 118 reti distribuite in 76 Paesi e introduce una lettura più ampia del ruolo dell’energia nelle infrastrutture mobili, con dati trasversali che evidenziano convergenze e differenze tra aree geografiche e modelli industriali. Il report, alla quinta edizione, si rafforza grazie alla partecipazione crescente di provider infrastrutturali e gruppi tower, che per la prima volta affiancano gli operatori mobili nella rilevazione. L’obiettivo consiste nel definire metriche comuni e confrontabili, cruciali per pianificare investimenti e strategie di riduzione delle emissioni.

L’indagine conferma una tendenza nota ma spesso sottovalutata. La radio access network rimane la componente più energivora dell’ecosistema: rappresenta l’87% dei consumi totali, mentre core e data centre contribuiscono per l’11% e le attività operative per il 2%. Questa concentrazione influenza le scelte tecnologiche, determina la velocità di modernizzazione delle reti e condiziona anche la struttura dei contratti tra operatori e towerco. Il tema dell’efficienza, tuttavia, non si limita al traffico dati: emerge la complessità della gestione energetica dei siti, soprattutto in Paesi con clima ostile o connessioni elettriche intermittenti.

Il quadro globale dell’efficienza

La ricerca Gsma adotta come metrica principale la quantità di energia necessaria per trasmettere 1 GB di dati, un indicatore considerato comparabile e adatto a monitorare nel tempo evoluzioni strutturali. Gli operatori registrano in media 0,08 kWh per GB nella sola RAN e 0,09 kWh considerando l’intero perimetro di rete, un miglioramento rispetto ai valori del 2024. La variabilità rimane ampia, con deviazioni standard elevate dovute a differenze climatiche, densità di popolazione, età delle infrastrutture e tecniche di ottimizzazione.

Il consumo annuale per connessione si attesta intorno ai 17 kWh nella RAN, mentre un sito utilizza mediamente 23.474 kWh all’anno. Il dato sulla produttività energetica risulta altrettanto rilevante: servono 303 MWh per generare un milione di euro di ricavi. Questi numeri diventano determinanti nelle strategie finanziarie degli operatori, soprattutto in contesti inflattivi e con margini sotto pressione.

Lo studio dedica inoltre attenzione all’origine dell’energia. La quota proveniente da fonti non rinnovabili si ferma al 69%, mentre i rinnovabili coprono il 27% e il diesel il restante 4%. Il ricorso al gasolio resta circoscritto soprattutto a Sud Asia e Africa sub‑sahariana, dove l’accesso stabile alla rete elettrica risulta ancora limitato. In Europa si osserva un calo significativo dell’uso del diesel, sostenuto dalla maggiore disponibilità di elettricità verde e da target ambientali più rigidi.

Le dinamiche delle towerco

Il benchmark introduce un elemento decisivo: la misurazione dei consumi energetici delle towerco attraverso una metrica dedicata, la site Pue. Questo rapporto confronta l’energia totale di un sito con quella effettivamente utilizzata dalle apparecchiature attive degli operatori ospitati. Il valore globale medio si stabilizza a 1,19, il che significa che per ogni kWh utilizzato dalla radio serve un ulteriore 0,19 kWh per alimentare sistemi di supporto come ventilazione, conversione di potenza, batterie e sicurezza.

La variabilità geografica risulta marcata. Il Medio Oriente registra i valori più alti a causa della forte dipendenza dal raffreddamento forzato, mentre l’Africa mostra livelli più bassi, con siti prevalentemente outdoor e minori esigenze di climatizzazione. Queste differenze spiegano perché le towerco rappresentino oggi uno snodo critico nella transizione energetica del settore. Il loro modello multilocazione consente agli operatori di ridurre costi e duplicazioni, ma introduce anche dipendenze operative e la necessità di standard comuni.

La presenza di batterie, diesel generatori e impianti rinnovabili nei siti infrastrutturali completa il quadro. Secondo la ricerca, circa metà delle torri integra batterie, una quota significativa utilizza generatori e solo il 9% adotta soluzioni rinnovabili locali, in prevalenza impianti solari. La scelta delle tecnologie influisce direttamente sulla Pue: batterie e fotovoltaico permettono di ridurre l’overhead energetico, mentre il diesel continua a rappresentare una componente inefficiente, ma necessaria in contesti off‑grid.

Il problema della visibilità dei dati

Un passaggio centrale del report riguarda la disponibilità delle informazioni necessarie per governare i consumi energetici. Molti operatori faticano a ottenere dati tempestivi e granulari, un ostacolo che impedisce l’adozione di sistemi di ottimizzazione basati su AI. Le difficoltà derivano da infrastrutture datate, pipeline non integrate e dalla scarsa collaborazione tra operatori e towerco in alcuni mercati, soprattutto africani.

La carenza di misurazioni puntuali penalizza decisioni cruciali come la gestione dinamica dei carichi, la programmazione della manutenzione o la pianificazione di investimenti in rinnovabili. Il documento sottolinea come la piena visibilità diventi indispensabile nell’era del 5G, in cui la complessità cresce e l’energia può incidere fino al 14% dei costi operativi.

Prospettive e implicazioni strategiche

L’analisi Gsma spinge l’intero settore verso un approccio più unitario. Gli operatori cercano di bilanciare l’esigenza di ridurre i consumi energetici con la necessità di garantire qualità di servizio e copertura. Le towerco, dal canto loro, acquisiscono un ruolo crescente, sostenute dalla possibilità di generare valore attraverso consolidamento, scala e nuovi modelli di servizio. Il benchmark suggerisce che un’estensione futura delle rilevazioni potrebbe supportare policy più efficaci e investimenti condivisi, facilitando il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla comunità internazionale.

Il percorso non appare semplice, ma il settore mostra una maturità crescente. I consumi energetici non sono più una variabile tecnica: diventano un fattore strategico e competitivo, capace di influenzare ricavi, sostenibilità e reputazione. Il lavoro di Gsma Intelligence fornisce un punto di riferimento prezioso e mette in luce come trasparenza, standardizzazione e innovazione possano guidare una trasformazione che interessa non solo le telecomunicazioni, ma l’intero ecosistema digitale globale.

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