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Cybersecurity ostacolo chiave per i deal nelle infrastrutture Digital & Telecoms



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Gli investitori globali rivedono strategie e priorità mentre la sicurezza informatica diventa l’elemento più incisivo nelle analisi di affidabilità degli asset e nei processi di valutazione lungo l’intero ciclo di investimento

Pubblicato il 27 mar 2026



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La cybersecurity si conferma il fattore più critico nei processi di investimento nelle infrastrutture Digital & Telecoms. Lo evidenzia il nuovo report “Forces of Change” di S‑RМ, che delinea un quadro in cui la sicurezza informatica incide più di qualsiasi altra variabile sulla riuscita delle transazioni. Lo studio, condotto su un campione di 150 investitori internazionali, mostra come la progressiva centralità delle reti digitali renda questi asset particolarmente esposti a minacce che impattano direttamente sul valore industriale e sulla stabilità operativa.

Secondo l’analisi, il 65% degli investitori ha visto almeno un deal sfumare negli ultimi tre anni a causa di vulnerabilità informatiche rilevate in fase di due diligence. La percentuale supera nettamente quella legata all’incertezza regolatoria e al contesto geopolitico, che restano fattori rilevanti ma non decisivi quanto la tenuta dei sistemi digitali. In questo scenario, la richiesta di verifiche approfondite e la necessità di interventi di remediation spingono gli operatori a ricalibrare le strategie e aumentare i budget dedicati alla protezione dei loro portafogli.

Cybersecurity come discriminante nei processi di investimento

L’importanza crescente del rischio informatico emerge con chiarezza dai dati del report. Il 76% degli intervistati considera la cybersecurity il principale driver che orienta le decisioni di investimento nel settore digitale e telco. Tale centralità deriva dalla natura stessa delle infrastrutture, ormai integrate in un ecosistema iperconnesso dove una vulnerabilità può generare impatti su larga scala.

L’esposizione a ransomware ed estorsioni digitali rappresenta il timore più diffuso, con il 58% del campione che la indica come criticità maggiormente rilevante nelle trattative. Seguono le debolezze nelle reti operative e nei sistemi OT, citate dal 52% degli investitori, e le fragilità all’interno delle catene di fornitura, che emergono nel 47% dei casi.

La presenza di asset legacy e infrastrutture datate aggiunge un ulteriore elemento di complessità, poiché limita l’adozione di standard aggiornati e aumenta i costi di messa in sicurezza. In parallelo, la gestione dei dati sensibili e il rispetto dei requisiti di privacy rafforzano la necessità di audit continui e verifiche di compliance, soprattutto per operatori che gestiscono grandi moli di informazioni.

Il peso crescente dell’operational technology

La trasformazione digitale del settore è uno dei principali catalizzatori dell’aumento del rischio. Le reti telco integrano componenti OT sempre più sofisticate, necessarie per gestire automazione, edge computing e servizi cloud distribuiti. Tuttavia queste tecnologie, se non correttamente protette, ampliano la superficie d’attacco.

La convergenza tra IT e OT obbliga gli investitori a valutare nuovi scenari, perché un incidente informatico non riguarda più soltanto la perdita di dati ma può generare disservizi e interruzioni operative. Le implicazioni, in alcuni casi, toccano la continuità di servizi essenziali come connettività, trasmissione dati e applicazioni industriali che dipendono dalla rete.

L’analisi di S‑RМ mostra che le transazioni più complesse riguardano proprio gli asset che integrano tecnologie più esposte o che non dispongono di programmi di mitigazione adeguati. Nei deal cross‑border, inoltre, cresce l’attenzione verso i requisiti normativi e i framework di sicurezza dei Paesi in cui gli asset operano, in particolare quando coinvolgono infrastrutture critiche.

Budget in crescita per rafforzare la resilienza

Il panorama rischioso non scoraggia gli investitori, che continuano a considerare il settore come uno dei più promettenti. Il 79% del campione valuta le infrastrutture digitali come opportunità di primo piano nei prossimi cinque-dieci anni, superando energia, logistica e comparto sociale.

Parallelamente, quasi tutti gli operatori stanno aumentando le risorse dedicate alla cybersecurity, che risulta l’area non finanziaria con la maggiore crescita di budget. Questa tendenza riflette un cambio di paradigma: la sicurezza informatica non viene più percepita come costo accessorio ma come parte integrante della strategia di investimento e della protezione del capitale.

Gli interventi più frequenti riguardano la revisione delle architetture di rete, il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio, l’adozione di standard internazionali e la formazione del personale tecnico. La maturità cyber di un asset diventa un indicatore chiave del suo valore prospettico, perché influenza non solo la continuità operativa ma anche la possibilità di espansione futura.

La prospettiva degli analisti

Il quadro delineato dal report trova una sintesi efficace nelle parole di Ian Massey, Head of Corporate Intelligence per l’area Emea di S‑RМ: “Gli investitori nelle infrastrutture Digital & Telecoms stanno navigando in un mercato in cui il rischio informatico è diventato un fattore determinante nel successo delle operazioni. Poiché gli asset diventano più connessi e la tecnologia operativa più esposta, la cyber resilienza sta determinando sempre più se le transazioni procedono, insieme alle pressioni geopolitiche e regolatorie.”

Massey aggiunge poi che “è incoraggiante che gli investitori abbiano riconosciuto la sicurezza informatica come la principale minaccia al valore e stiano allocando maggiori risorse per gestire e mitigare questi rischi. Con minacce destinate a intensificarsi nei prossimi anni, chi integra la resilienza cyber sin dalle prime fasi del ciclo di investimento sarà nella posizione migliore per proteggere il valore e capitalizzare sulla domanda crescente di infrastrutture digitali.”

Uno scenario destinato a evolvere rapidamente

Alla luce di queste evidenze, il ruolo della cybersecurity nel settore digitale e telco continuerà a crescere. Nei prossimi anni il livello di minaccia aumenterà, come prevede il 55% del campione, e richiederà un’evoluzione costante dei modelli di difesa. La protezione delle infrastrutture passerà attraverso un mix di tecnologie avanzate, governance più rigorosa e cooperazione tra attori industriali, investitori e regolatori.

Il valore degli asset digitali dipenderà sempre più dalla loro capacità di resistere agli attacchi e garantire continuità. In questa prospettiva, la cyber resilienza non rappresenta solo un requisito tecnico ma diventa un elemento strutturale del mercato, destinato a influenzare la competitività degli operatori e la sostenibilità delle strategie di investimento.

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