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Reti 2G, la Francia avvia lo smantellamento: ecco cosa succederà



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Lo spegnimento graduale dell’infrastruttura dovrebbe continuare per tutto il 2026. Tra gli obiettivi dello shutdown c’è quello di liberare lo spettro che può essere riallocato per supportare i servizi 4G e 5G. Secondo Arcep, a fine 2025 c’erano ancora più di 2,4 milioni di sim attive in dispositivi di vecchia generazione

Pubblicato il 7 apr 2026



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Questa settimana la Francia ha avviato lo smantellamento delle reti e dei servizi 2G, con lo spegnimento graduale che dovrebbe continuare per tutto il resto del 2026. Tra gli obiettivi dello shutdown c’è quello di liberare lo spettro che può essere riallocato per supportare i servizi 4G e 5G.

Secondo un rapporto del regolatore d’Oltralpe Arcep, più di 2,4 milioni di sim erano attive in dispositivi 2G alla fine del 2025, rappresentando circa l’1,8% di tutte le tessere attive utilizzate per i servizi vocali, di testo e dati in Francia e circa il 3,9% dei dispositivi machine-to-machine attualmente in uso.

Orange ha già completato l’arresto previsto dei suoi servizi 2G, stando a quanto riferito da Agence France-Presse.

L’osservatorio Arcep

Nell’ambito della progressiva dismissione delle tecnologie 2G e 3G nella Francia metropolitana, le cui tempistiche sono state annunciate dagli operatori di telefonia mobile, a settembre 2025 Arcep ha lanciato un osservatorio trimestrale dedicato alle schede sim 2G e 3G/2G. Lo studio punta a valutare l’efficacia delle azioni intraprese dagli operatori per sensibilizzare i clienti sull’imminente smantellamento delle tecnologie 2G e 3G e per agevolare la migrazione verso le tecnologie 4G o 5G.

A pochi giorni dalla prima ondata di smantellamenti della rete 2G di Orange nell’area urbana di Biarritz, Anglet e Bayonne (annunciata per il 31 marzo), Arcep ha pubblicato la terza edizione di questo osservatorio, che include i dati trimestrali, aggiornati a fine dicembre 2025, relativi al numero di schede sim installate su dispositivi compatibili solo con il 2G o con 2G e 3G, appartenenti ad abbonati di Bouygues Telecom, Free Mobile, Orange e SFR, e limitati alla sola Francia metropolitana.

Come si evolve il parco sim 2G

Secondo le rilevazioni Arcep, il ritmo di diminuzione del numero di schede sim installate su dispositivi compatibili solo con il 2G o con i sistemi 2G e 3G, appartenenti ad abbonati di Bouygues Telecom, Free Mobile, Orange e SFR, e solo nella Francia metropolitana, è leggermente aumentato nel quarto trimestre, raggiungendo il 7%, pari a 394mila unità, rispetto a una diminuzione del 4,8%, pari a 285mila unità, nel terzo trimestre del 2025. Il numero totale di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G e con il 3G/2G si attestava a 5,2 milioni alla fine di dicembre 2025. Il numero di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G, pari a 2,4 milioni alla fine di dicembre 2025, continua a diminuire più rapidamente rispetto al numero di schede sim compatibili solo con il 3G/2G.

Nel 2025, la base di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G è diminuita del 9,3%, rispetto al 4,9% per le schede sim in dispositivi compatibili solo con il 3G/2G. Alla fine di dicembre 2025, le schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G utilizzate per servizi voce/sms/internet mobile rappresentavano l’1,8% delle schede sim attive in tutti i dispositivi utilizzati per accedere a questi servizi, mentre le schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G utilizzate per servizi M2M rappresentavano il 3,9% della base di schede sim in dispositivi utilizzati per accedere a servizi M2M.

Le dinamiche che portano alla disattivazione delle reti 2G

Nello stesso periodo, la diminuzione trimestrale del numero di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G, utilizzati per servizi voce/SMS/internet mobile, era pari al 9,5%, rispetto al 4% alla fine di settembre 2025. La diminuzione trimestrale del numero di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G, utilizzati per servizi M2M, si è invece attestata al 9,2% alla fine di dicembre 2025, rispetto al 10,4% alla fine di settembre 2025.

Il numero totale di schede sim in dispositivi compatibili solo con il 2G ammontava a 2,4 milioni alla fine di dicembre 2025.

Con l’avvicinarsi della completa disattivazione delle reti 2G, si prevede che il ritmo di diminuzione dei dispositivi compatibili solo con il 2G in circolazione si intensificherà ulteriormente.

L’Arcep presterà particolare attenzione alle azioni intraprese dagli operatori per accelerare la transizione verso dispositivi compatibili con le tecnologie 4G o 5G, in vista della dismissione delle tecnologie 2G e 3G. I calendari di dismissione di queste due tecnologie, forniti dagli operatori, sono disponibili sul sito web dell’Arcep (cfr. “Per maggiori informazioni, visita il sito web dell’Arcep”).

Switch off, l’Europa è all’avanguardia

Europa è del resto all’avanguardia a livello mondiale nella dismissione delle reti 2G/3G, con una forte attenzione al ritiro dei servizi 3G. Ma permane una serie di preoccupazioni riguardo alla protezione dei consumatori durante la transizione. Lo sottolinea il rapporto di Omdia intitolato “2G and 3G Switch-off Regulations and Policies”.

Lo studio evidenzia la necessità di mantenere il 2G per le applicazioni M2M e IoT in diversi mercati europei. Paesi come Germania, Belgio e Paesi Bassi hanno già eliminato gradualmente il 3G, mantenendo una copertura 2G limitata per casi d’uso legacy. Nel Regno Unito, tutti gli operatori di rete mobile si sono impegnati a chiudere le reti 2G e 3G entro il 2033, in linea con gli obiettivi nazionali di liberare spettro per l’espansione del 5G. In ogni caso, tutte le reti 3G del Regno Unito dovrebbero essere disattivate entro l’inizio del 2026.

In questo scenario, lo studio evidenzia che le autorità di regolamentazione dovrebbero consentire il rilascio di licenze tecnologicamente neutre su tutto lo spettro esistente, piuttosto che attendere la scadenza delle licenze per introdurre la neutralità tecnologica. In altre parole, uno spegnimento di rete riuscito dovrebbe prevedere la collaborazione tra le autorità di regolamentazione e gli operatori di rete mobile.

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