l’indagine

Telco, i ricavi del settore restano stabili. Ma diminuiscono i lavoratori



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Secondo il “Focus Bilanci 2020-2024” di Agcom, a fronte di miglioramenti sui margini operativi gli operatori Tlc hanno perso in quattro anni circa 5.600 addetti. Nel 2024 si registra una contrazione su base annua pari all’1,4%, equivalente a circa 800 unità

Pubblicato il 8 apr 2026



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Il comparto delle Tlc mantiene livelli di ricavi stabili, a fronte però di un’emorragia di lavoratori. A scattare questa foto a luci e ombre è l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha pubblicato il “Focus Bilanci 2020-2024”, relativo a 130 tra le principali imprese attive nei settori, oltre che delle comunicazioni elettroniche, anche dei servizi di corrispondenza e consegna pacchi, televisivo e dell’editoria quotidiana e periodica.

Il rapporto fotografa lo “stato di salute” dei verticali di interesse istituzionale dell’Agcom, analizzando i dati relativi alle principali grandezze economiche, finanziarie, patrimoniali e occupazionali desumibili dai bilanci relativi agli ultimi cinque esercizi.

Telco, un settore in sostanziale equilibrio finanziario

Nel periodo analizzato, quello che va dal 2020 al 2024 il comparto delle comunicazioni elettroniche mostra, come anticipato, una dinamica dei ricavi complessivamente stabile. I ricavi aggregati delle principali 52 aziende rimangono infatti pressoché invariati, attestandosi a 28,6 miliardi di euro a fine 2024, con una lieve diminuzione (-0,6%) rispetto al 2023. In questo scenario, i principali operatori retail (Tim, WindTre, Iliad, Fastweb e Vodafone) generano oltre i tre quarti delle risorse complessive.

Per quanto riguarda la redditività, nel 2024 si registra un miglioramento dei margini operativi. L’Ebitda margin (margine operativo lordo in rapporto ai ricavi) cresce di sette punti percentuali rispetto al 2023 (dal 23,3% al 30,4%), grazie tra l’altro alla riduzione dei costi operativi e del personale. Anche l’Ebit margin (margine operativo netto in rapporto ai ricavi) migliora, tornando su valori positivi (+2,3% nel 2024), pur rimanendo inferiore al 9,6% registrato nel 2020.

Nel periodo 2020-2024, il livello di patrimonializzazione delle imprese analizzate – calcolato come rapporto tra patrimonio netto e totale delle passività – ha registrato una media annua pari al 28,6%. Nel 2024 il valore si attesta al 28,3%, evidenziando un incremento di 2,6 punti percentuali rispetto al 2023.

Gli investimenti tornano a crescere

Secondo l’analisi dell’Agcom, gli investimenti risultano consistenti e sostanzialmente stabili nel periodo preso in considerazione. In particolare, nel 2024 sono stimati in 7,1 miliardi di euro, pari al 25,1% dei ricavi, riflettendo l’elevato fabbisogno del settore legato, in particolare, allo sviluppo delle infrastrutture di rete e all’evoluzione tecnologica.

Nel corso dell’intero periodo considerato, il flusso finanziario generato dall’attività operativa in rapporto ai ricavi è stato mediamente pari al 23,4% annuo. Dopo il calo registrato nel 2021 e nel 2022, l’indicatore è tornato a crescere nel 2023, fino a raggiungere il 27,6% nel 2024. Tuttavia, se rapportato agli investimenti, nell’arco di tempo analizzato, il flusso finanziario generato dall’attività operativa risulta quasi integralmente assorbito dagli investimenti.

Ma calano gli addetti

Il tasto dolente è quello che riguarda il fronte occupazionale, dove si osserva una diminuzione di circa 5.600 unità rispetto al 2020. Nel solo 2024 si registra una contrazione su base annua pari all’1,4%, equivalente a circa 800 addetti.

Il calo, tuttavia, risulta meno marcato rispetto agli anni precedenti, suggerendo una possibile stabilizzazione del numero degli occupati nei prossimi anni, dopo una lunga fase di contrazione legata soprattutto ai processi di riorganizzazione aziendale degli operatori storici. Tale riduzione è stata solo parzialmente compensata dall’espansione dei livelli occupazionali da parte dei nuovi operatori entrati sul mercato nei segmenti retail e wholesale, nonché dal dinamismo di alcune realtà emergenti.

Una situazione in linea con gli altri settori analizzati

Va precisato che la diminuzione di lavoratori nell’ambito delle Tlc è in linea con i trend registrati anche negli altri comparti presi in considerazione da Agcom.

Nei servizi di corrispondenza e pacchi, per esempio, a una crescita dei ricavi (da 10,2 miliardi nel 2020 a 13,2 miliardi di euro nel 2024) pari al 29,7% si associa un calo di circa 1.570 unità sul fronte occupazionale (una riduzione, secondo Agcom, dovuta principalmente ai processi riorganizzativi del Gruppo Poste Italiane).

In ambito televisivo, i ricavi registrati nel 2024 dalle 20 principali imprese analizzate raggiungono gli 8,82 miliardi di euro, in crescita sia rispetto al 2020 (+8,4%), quando ammontavano a 8,14 miliardi di euro, sia su base annua (+6,7%). Ma il settore registra una perdita di circa 900 addetti: nell’ultimo anno gli occupati diminuiscono di 315 unità, soprattutto tra gli operatori di maggiori dimensioni in termini di fatturato.

L’editoria è infine il settore che registra il segno meno sia rispetto al fatturato sia in termini occupazionali: il mercato domestico è contraddistinto da una riduzione del 2,3% su base annua, attestandosi su di un valore pari a 3,59 miliardi di euro, e una flessione del 6,7% rispetto al 2020. A questa contrazione corrisponde la perdita di oltre 760 lavoratori (-5,7%), passando da un totale di circa 13.240 nel 2020 a poco meno di 12.500 nel 2024 (con un aumento però di circa 80 unità nel corso del 2024).

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