Lo storage geo-distribuito entra in una fase operativa concreta nel sistema universitario italiano. Non come esercizio teorico, ma come infrastruttura reale, già attiva, pensata per reggere nel tempo la crescita dei dati scientifici. L’avvio della sperimentazione annunciato da Garr e Cubbit segna infatti un passaggio strutturale nel modo in cui università e centri di ricerca possono conservare, proteggere e condividere informazioni ad alto valore.
il progetto
Storage geo-distribuito: Garr e Cubbit lanciano il modello federato per la ricerca
Al debutto una nuova infrastruttura nazionale on‑premise che punta su controllo locale del dato, resilienza operativa e cooperazione tra atenei ed enti scientifici

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