La sostenibilità è sempre più un parametro concreto nelle decisioni di acquisto relative a infrastrutture dati, cloud storage e strategie di gestione dei workload aziendali. Secondo il Global Cloud Storage Index 2026 di Wasabi Technologies, azienda di hot cloud storage, il 44% delle organizzazioni italiane indica la sostenibilità tra i principali criteri nella scelta di un provider di cloud storage – secondo fattore più importante dopo la protezione dei dati in Italia (53%) – includendo elementi quali l’efficienza dell’architettura infrastrutturale, le iniziative e gli impegni assunti dal provider, nonché strumenti integrati per il calcolo della carbon footprint.
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Sostenibilità del cloud essenziale per le aziende italiane
Il dato posiziona l’Italia tra i Paesi europei più attenti al tema: subito dopo la Germania, dove la sostenibilità viene indicata dal 52% delle organizzazioni, e davanti a Francia (42%) e Regno Unito (31%). Il valore italiano risulta inoltre superiore a quello registrato negli Stati Uniti (37%).
Questa attenzione si inserisce in un contesto in cui cloud storage e infrastrutture dati assumono un ruolo sempre più strategico. Il 59% delle aziende europee prevede di aumentare la spesa in infrastruttura a supporto dell’Ai, mentre il 65% dei budget Ai è destinato a dati, storage e potenza di calcolo. In Italia, la quota di aziende pronte ad aumentare gli investimenti in infrastruttura Ai sale al 63%.
I criteri di scelta del provider cloud
“La sostenibilità sta diventando parte integrante delle decisioni infrastrutturali delle aziende. Per molte organizzazioni, scegliere un provider cloud significa valutare non solo performance e costi, ma anche la capacità di supportare obiettivi Esg, ridurre l’impatto ambientale e offrire strumenti concreti, come il monitoraggio della carbon footprint, per prendere decisioni più consapevoli e responsabili nel lungo periodo”, dichiara Eric Peters, Country Manager Southern Europe, Wasabi Technologies.
I dati confermano come la sostenibilità stia passando da tema reputazionale a criterio operativo: dalla possibilità di misurare la carbon footprint alla scelta di architetture più efficienti, le imprese iniziano a collegare le proprie strategie Esg alle decisioni infrastrutturali quotidiane.
Lo studio di Wasabi su investimenti, Roi e storage per l’Ai
Il quarto Wasabi Global Cloud Storage Index annuale, basato sul sondaggio globale di 1.700 intervistati aziendali e It, esplora come le aziende allocano la spesa per infrastrutture e archiviazione per supportare l’Ai, le sfide che le organizzazioni devono affrontare quando si tratta di implementare il carico di lavoro Ai e il ruolo sempre più critico che il cloud object storage svolge nel consentire un’implementazione conveniente di soluzioni Ai su larga scala.
Ne è emerso che la spesa per l’infrastruttura Ai è una priorità aziendale: il 60% degli intervistati afferma di prevedere di aumentare i budget delle infrastrutture per i progetti di intelligenza artificiale e il 37% manterrà il proprio budget esistente. Le allocazioni del budget favoriscono l’infrastruttura (dati storage, potenza di calcolo, 66% delle risposte), non il software Ai/soluzioni SaaS (33%). Inoltre, molti progetti Ai stanno ancora operando in perdita, ma il 32% degli intervistati afferma di aver già registrato un Roi. E i tempi per ottenere il ritorno si stanno accorciando. Le maggiori sfide restano superare le sfide di archiviazione e avere qualità dei dati.
Il 64% delle organizzazioni sceglie implementazioni di storage ibrido per soddisfare le esigenze di intelligenza artificiale, cioè un mix di cloud on-prem e pubblico.
Due le preoccupazioni emergenti delle imprese globali: i costi del cloud storage e la sicurezza dei dati nel cloud. Il 41% degli intervistati ha anche affermato che il proprio fornitore di cloud pubblico non fornisce gli strumenti/le funzionalità necessari per mitigare gli attacchi informatici, una novità nel report 2026 di Wasabi.






