Il comparto delle telecomunicazioni, “almeno per la parte dell’infrastruttura di rete fissa, ci vede come un unicum in Europa”. Lo ha detto Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop, intervenendo alla presentazione della Relazione annuale 2026 dell’Organo di Vigilanza sulla parità di accesso alla rete, nella Sala della Regina a Montecitorio.
Secondo Sarmi, l’attuale assetto posiziona il Paese all’avanguardia nell’approccio al mercato e nel rapporto con operatori e clienti, in una fase segnata da trasformazioni profonde. “Nell’ultimo anno abbiamo assistito al determinarsi di cambiamenti che non avremmo neanche immaginato”, ha sottolineato.
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Sarmi: “Oggi oltre il 77% delle unità abitative collegate in fibra”
In questo quadro, ricorda il manager, si inserisce anche la proposta di rivisitazione dei prezzi presentata all’Autorità, con l’obiettivo di “dare un contributo alla digitalizzazione del Paese” e favorire la transizione verso le tecnologie più innovative, in particolare la fibra fino a casa. “Abbiamo cercato di dare una visibilità di medio periodo – spiega – per permettere a tutti gli operatori di programmare la propria proposta commerciale”.
Sarmi ha quindi richiamato i dati di copertura e gli obiettivi europei. “Oggi siamo a oltre il 77% di unità abitative collegate in fibra, mentre fino a due anni fa eravamo significativamente al di sotto della media europea”, ha evidenziato il presidente di FiberCop, attribuendo il risultato sia agli investimenti degli operatori sia agli interventi pubblici, a partire dal Pnrr e dal Fondo di connettività nazionale.
Pur riconoscendo la necessità di fissare scadenze a livello europeo, Sarmi ha rimarcato il ruolo delle autorità nazionali nel leggere le specificità dei singoli mercati: “Sono convinto che le specificità nazionali vadano affidate alle autorità nazionali, che sanno come leggerle e trasferirle sul mercato a vantaggio del sistema”.
Albano: “Connettività fattore di coesione e cittadinanza”
Il tema della rete come infrastruttura abilitante è stato richiamato anche dalla Sottosegretaria al Mef, Lucia Albano. “La crescita della rete in fibra non è solo un obiettivo tecnologico, ma anche una sfida territoriale. Significa garantire pari opportunità a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. I numeri raccontano di un’Italia che accelera sulla linea ultraveloce e la presenza di regole chiare rappresenta un elemento decisivo anche per l’attrazione degli investimenti. La connettività è oggi un fattore di coesione e cittadinanza”.
La Relazione, ha aggiunto Albano, “restituisce un’immagine di un sistema delle telecomunicazioni in piena trasformazione, ma anche capace di garantire equilibrio e trasparenza. Ora la sfida nei prossimi anni è accompagnare l’evoluzione tecnologica con regole efficaci. La transizione sarà davvero compiuta se nessuno resterà indietro”.
Eichberg: “Le reti sono un abilitatore di opportunità”
Sulla centralità delle infrastrutture digitali per la competitività del Paese è intervenuto anche Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy. “Il Mimit ha lavorato, lavora e continuerà a lavorare concependo le reti come un abilitatore di opportunità. Fin dall’inizio della legislatura sono stati affrontati dossier strategici, come lo scorporo della rete e l’innalzamento dei limiti di emissioni elettromagnetiche”.
Secondo Eichberg, i risultati di questo percorso sono visibili nella crescita delle infrastrutture e dei servizi digitali: “Oggi vediamo i risultati di questo percorso attraverso la crescita delle connessioni in fibra, mobili e satellitari, ma anche dei data center, dei centri di supercalcolo e delle AI factories, che stanno rafforzando il ruolo dell’Italia come hub per le telecomunicazioni avanzate”.
In questa prospettiva, ha aggiunto, “stiamo lavorando anche a un possibile Ddl dedicato alla sicurezza delle reti e alla cybersicurezza, per accompagnare l’evoluzione del settore con strumenti adeguati ed efficaci”.
Lasorella: “Avviata la ricognizione sullo spegnimento delle centrali in rame”
Nel passaggio al nuovo assetto di mercato, uno snodo centrale è il riconoscimento a FiberCop della qualifica di operatore wholesale only. Una scelta che, secondo il presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella, ha un “rilievo sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello industriale” e “si traduce in un sostanziale alleggerimento degli obblighi di accesso”.
Lasorella ha inoltre richiamato l’obiettivo dello spegnimento della rete in rame, deciso in ambito europeo: “È stata avviata l’attività di ricognizione sul processo di spegnimento delle centrali in rame”. Quanto al ruolo dell’Organo di Vigilanza, il presidente dell’Agcom lo ha definito “un punto di riferimento importante per l’Autorità” in un anno di transizione dopo il riconoscimento di FiberCop come operatore wholesale only.
Martusciello: “Con il wholesale only cambia la regolazione”
A inquadrare il nuovo scenario regolatorio è stato Antonio Martusciello, presidente dell’Organo di Vigilanza di FiberCop. “Il nuovo contesto di separazione della rete di accesso ha prodotto significative conseguenze di ordine sistemico, rilevate nell’analisi di mercato approvata dall’Autorità lo scorso 11 marzo”, ha spiegato.
“Il nuovo quadro regolatorio – spiega Martusciello – trova fondamento nel Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche, volto a promuovere reti ad altissima capacità, incentivare l’innovazione e garantire elevati standard di tutela dei consumatori. Il Codice ha introdotto un modello di business wholesale-only volto a massimizzare l’utilizzo della rete, offrendo condizioni attrattive e neutrali per creare una concorrenza effettiva nei mercati al dettaglio”.
Il superamento della verticalizzazione tradizionale e il passaggio a un modello wholesale only rappresentano, secondo il presidente dell’Odv, una discontinuità significativa rispetto al passato. “Disruptive”, ha dichiarato Martusciello, sottolineando come vengano a cambiare i presupposti storici della regolazione del settore. Un passaggio che implica non solo un nuovo ruolo del soggetto gestore della rete, ma anche un riposizionamento degli attori di mercato e delle istituzioni di controllo, incluso l’Organo di Vigilanza.
Martusciello: “Da governance statica a governance adattiva”
In questo scenario, secondo Martusciello, si assiste al passaggio da una “governance statica a una governance adattiva”, fondata su criteri dinamici e fasi regolatorie più rapide. “A seguito della separazione proprietaria di Tim e della conseguente disintegrazione verticale – sottolinea – il provvedimento dell’Autorità ha apportato significativi aggiornamenti per garantire la prevedibilità della regolamentazione. Primo fra tutti, il riconoscimento della qualifica di operatore wholesale-only per FiberCop, che ha determinato un alleggerimento degli obblighi regolamentari previgenti, il mantenimento di quelli di accesso in non discriminazione e l’applicazione di prezzi equi e ragionevoli”.
Martusciello ha poi richiamato la proposta del Digital Networks Act, che punta a semplificare e armonizzare ulteriormente le regole a livello europeo: “L’obiettivo è delineare un contesto più favorevole agli investimenti, migliorare la resilienza delle reti e sostenere la competitività europea. Le reti digitali sono infatti infrastrutture essenziali per intelligenza artificiale, cloud, IoT e servizi digitali avanzati”.
L’Odv rafforza il presidio su non discriminazione e qualità
Nel nuovo assetto, l’Organo di Vigilanza “assume un ruolo ancora più consolidato come presidio tecnico per la non discriminazione”. Nell’ambito delle attività di vigilanza sugli obblighi di non discriminazione, ai fini dell’adeguamento della relativa disciplina attuativa, Agcom ha deciso di avvalersi, per tutta la durata del ciclo regolamentare, del supporto tecnico dell’Odv.
La funzione evolutiva e proattiva dell’Organo, nel garantire trasparenza, non discriminazione e qualità nel mercato wholesale delle telecomunicazioni, si è tradotta in un’intensa attività di verifica tecnica. Monitoraggio dei KPI, collaborazione istituzionale e supporto all’Autorità sono gli aspetti principali che hanno caratterizzato il lavoro dell’Organo di Vigilanza nel 2025.
L’Autorità, nell’ambito della vigilanza sugli obblighi definiti dal Master Service Agreement tra FiberCop e Tim, si avvarrà del supporto tecnico dell’Odv per l’adeguamento della disciplina attuativa, attraverso l’aggiornamento di KPI e cause di sblocco coerenti con la natura wholesale di FiberCop. L’analisi dei mercati affida inoltre all’Odv un nuovo e aggiuntivo ruolo di supporto in relazione agli aspetti di qualità e di parità di trattamento nell’accesso ai servizi.



