L'INTERVISTA

Delobelle (Grundfos): “Data center critici per la competitività Ue, serve una gestione integrata acqua-energia”



Indirizzo copiato

La domanda di elettricità in Europ salirà dal 3% del consumo totale al 9% nel 2030. Per non bloccare lo sviluppo dell’economia digitale occorrono tecnologie avanzate di raffreddamento, norme armonizzate e snelle e rendicontazione trasparente dei consumi. La manager: “Vanno gestiti come parte delle infrastrutture locali”

Pubblicato il 11 giu 2026



Data Centre World 2026_Grundfos
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


L’aumento della domanda di energia, i vincoli della rete e le crescenti pressioni sulle risorse idriche rischiano di influenzare le ambizioni europee nel campo dei data center e dell’Ai ancor più che la carenza di chip. Il legame tra acqua ed energia, spesso trascurato, è cruciale e le scelte relative ai sistemi di raffreddamento hanno un impatto diretto su entrambe le risorse che andrebbero, di conseguenza, gestite come entità integrate.

“Se non affrontiamo questa sfida, saranno proprio i limiti infrastrutturali a rallentare la capacità dell’Europa di espandere la propria infrastruttura digitale”, afferma Inge Delobelle, EVP e CEO della divisione Industry di Grundfos.

Grundfos, società delle soluzioni idriche ad alta efficienza energetica, ha appena pubblicato un policy brief, intitolato “Scale and Secure: Powering Europe’s Digital Sovereignty” (Scalabilità e sicurezza: potenziare la sovranità digitale dell’Europa, realizzato con il contributo di Alfa Laval e dell’istituto di ricerca svedese RISE), da cui emerge che, entro il 2030, la domanda di elettricità dei data center dell’UE è destinata a crescere dal 3% del consumo totale attuale fino al 9%.

Data center, la pressione su energia e acqua

Il report di Grundfos sottolinea che l’espansione dei data center sta esercitando una pressione sempre maggiore sulle risorse idriche, sulle reti energetiche e sugli obiettivi climatici dell’Ue, e sostiene che politiche più intelligenti in materia di acqua e raffreddamento potrebbero trasformare tali vincoli in un vantaggio competitivo.

“In molti Paesi europei, la capacità della rete elettrica sta già diventando un fattore limitante”, afferma Delobelle. “In aggiunta, i grandi data center possono richiedere fino a 19.000 metri cubi d’acqua al giorno per il raffreddamento, esercitando una pressione crescente sulle risorse idriche locali. La soluzione è chiara: occorre dare priorità a tecnologie di raffreddamento più efficienti, al riutilizzo dell’acqua e al recupero del calore, affinché i data center possano continuare a crescere senza aumentare la pressione sulle risorse locali”.

Il ruolo delle politiche pubbliche e degli indicatori di performance

Secondo Grundfos, è essenziale la presenza di quadri normativi chiari e stabili per accelerare gli investimenti in sistemi collaudati in grado di ridurre il consumo di acqua e di energia. Ciò offre un sostegno concreto a una crescita responsabile che salvaguarda le risorse locali.

“Le politiche pubbliche dovrebbero rendere l’efficienza il presupposto fondamentale della crescita”, afferma Delobelle. “I data center sono infrastrutture critiche e la loro espansione deve assolutamente procedere al pari passo con la tutela delle reti energetiche e delle risorse idriche. Il primo passo concreto da fare è la trasparenza. Indicatori come il Power Usage Effectiveness (PUE) e il Water Usage Effectiveness (WUE) offrono una visione chiara delle performance. Da qui, le politiche dovrebbero evolvere verso modelli basati sulle prestazioni. Procedure autorizzative più semplici, requisiti chiari e incentivi mirati possono accelerare gli investimenti in tecnologie di raffreddamento efficienti, riutilizzo dell’acqua e recupero del calore”.

La coerenza tra i diversi mercati è fondamentale, evidenzia la manager: “Gli operatori hanno bisogno di quadri normativi stabili per poter crescere in modo responsabile e sostenibile”.

I data center come parte delle infrastrutture locali

Delobelle spiega come gli investimenti nel recupero del calore, nelle reti di teleriscaldamento e nei sistemi basati sul riutilizzo delle acque possono contribuire a ridurre la pressione sulle infrastrutture locali, rafforzando al contempo la competitività digitale europea.

“I data center dovrebbero essere considerati parte integrante delle infrastrutture locali, e non strutture isolate dal contesto in cui operano“, evidenzia Delobelle. “Quasi tutta l’elettricità consumata da un data center viene trasformata in calore. Con le giuste infrastrutture, questo calore può essere recuperato e riutilizzato nelle reti di teleriscaldamento o nei processi industriali, generando benefici concreti per le comunità locali. Allo stesso tempo, il riutilizzo dell’acqua e l’impiego di fonti non potabili possono contribuire a ridurre la pressione sulle risorse idriche destinate al consumo umano”.

Queste misure consentono di alleggerire il carico sulle reti energetiche e sui sistemi idrici locali, contribuendo al tempo stesso alla decarbonizzazione e alla competitività di lungo periodo, sottolinea la manager di Grundfos.

Normativa Ue: armonizzazione come vantaggio competitivo

Secondo Grundfos, l’Europa può far leva sulla sua normativa per ottenere vantaggio competitivo. Ma deve evitare di appesantire gli operatori dei data center e delle reti Tlc, idriche e energetiche.

“L’Europa non ha bisogno di più regolamentazione, ma di regole più chiare e prevedibili”, afferma Delobelle. “Oggi gli operatori devono confrontarsi con normative frammentate e processi autorizzativi lunghi e complessi che variano da un mercato all’altro. Una maggiore armonizzazione potrebbe ridurre la complessità e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture. Se autorizzazioni, incentivi e strumenti di pianificazione fossero collegati a criteri di performance misurabili, l’Europa potrebbe favorire l’adozione di soluzioni più efficienti senza imporre ulteriori oneri burocratici. Politiche ben progettate possono infatti sostenere sia la competitività sia una crescita responsabile e sostenibile”.

L’AI rende più urgente agire sui vincoli infrastrutturali

Grundfos sottolinea che l’Ai mette sotto pressione i data center come nessun’altra tecnologia precedente. “I carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale richiedono una potenza di calcolo significativamente superiore rispetto ai servizi digitali tradizionali e generano quantità maggiori di calore”, afferma Delobelle. “Il raffreddamento rappresenta già oggi una quota rilevante dei consumi energetici dei data center e questa quota è destinata ad aumentare con la diffusione dell’Ai”.

La sfida diventa, dunque, “capire se le infrastrutture energetiche e idriche saranno in grado di crescere di pari passo con la potenza di calcolo richiesta. Problemi legati alla disponibilità di chip o alle catene di approvvigionamento possono essere risolti nel tempo, ma i vincoli infrastrutturali sono di natura diversa. Se la capacità della rete elettrica non è sufficiente o le risorse idriche sono già sotto pressione, l’espansione semplicemente si ferma. Per questo motivo, l’efficienza energetica e la resilienza idrica stanno diventando fattori fondamentali per la capacità dell’Europa di sviluppare e scalare l’intelligenza artificiale”.

Data center, energia e sovranità

Delobelle aggiunge che anche la sovranità digitale dipende dalla solidità delle infrastrutture fisiche che la supportano. “Se l’Europa non è in grado di garantire ai data center un accesso stabile all’energia e alle risorse idriche, la sua economia digitale resterà vulnerabile. Per rafforzare queste fondamenta, è necessario sviluppare e gestire i data centre nel rispetto dei limiti delle risorse locali, mantenendo al contempo un contesto attrattivo per gli investimenti”, sostiene la manager. “La collaborazione tra industria, fornitori di tecnologia e istituti di ricerca è essenziale per sviluppare le competenze e le soluzioni necessarie a una crescita sostenibile del settore”.

Per Delobelle “l’Europa ha oggi l’opportunità di definire un nuovo standard globale, dimostrando che crescita digitale ed efficienza nell’uso delle risorse possono procedere insieme”.

Gli investimenti in efficienza: le soluzioni di raffreddamento

Nell’attuale quadro geopolitico ed economico complesso, quali investimenti potrebbe fare l’Europa per proteggere la competitività tecnologica? Per Delobelle, “L’Ue dovrebbe dare priorità agli investimenti in tecnologie in grado di migliorare l’efficienza dei sistemi e ridurre il consumo di risorse. Tra queste rientrano soluzioni di raffreddamento avanzate, sistemi di pompaggio intelligenti, recupero del calore e riutilizzo dell’acqua. La tecnologia necessaria esiste già. La vera sfida oggi non è svilupparla, ma accelerarne l’adozione su larga scala”.

Secondo Grundfos, le politiche pubbliche dovrebbero concentrarsi sulla creazione di quadri normativi chiari e incentivi mirati capaci di attrarre investimenti privati. Allo stesso tempo, la collaborazione tra operatori, utility e autorità locali sarà fondamentale, soprattutto per lo sviluppo delle infrastrutture legate al calore e all’acqua. Delobelle sottolinea anche che “In molti casi, i risultati più rapidi possono essere ottenuti migliorando l’efficienza delle infrastrutture esistenti, piuttosto che attendendo l’arrivo di nuove tecnologie”.

Le infrastrutture critiche devono essere sostenibili

L’impatto dei data center sul consumo di energia e acqua non intacca il loro ruolo di infrastrutture critiche per l’economia digitale e la sicurezza dei Paesi. Come sottolinea Delobelle, “I data center rappresentano la spina dorsale delle moderne infrastrutture digitali. Rendono possibili servizi essenziali come i sistemi sanitari, le transazioni finanziarie, le operazioni industriali e la connettività su cui la società fa affidamento ogni giorno. Sono inoltre fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che richiede elevate capacità di calcolo per supportare applicazioni quali la ricerca scientifica, la scoperta di nuovi farmaci e la modellazione climatica”.

Con la crescente digitalizzazione delle economie, disporre di infrastrutture digitali affidabili diventa sempre più importante per sostenere la crescita economica, la competitività e la resilienza della società: per questo i data center, nella visione di Delobelle e Grudfos, devono essere considerati infrastrutture critiche, al pari delle reti energetiche e dei sistemi idrici, in quanto un numero crescente di servizi essenziali dipende dal loro funzionamento continuo.

“Allo stesso tempo, la possibilità di espandere la capacità digitale dipende dalla disponibilità di adeguate infrastrutture energetiche e idriche”, conclude Delobelle. “Se questi sistemi non riescono a tenere il passo con la domanda, rischiano di diventare un freno alle ambizioni digitali dell’Europa. Per questo è fondamentale pianificare e gestire i data center in modo responsabile ed efficiente, così da consentire la crescita digitale nel rispetto delle risorse locali e mantenendo la fiducia delle comunità in cui operano”.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x