LO STUDIO

Tlc, tre mosse strategiche per massimizzare il valore delle reti con l’Ai



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Analysys Mason traccia le linee guida con cui le telco possono cambiare il modo di investire e trovare rilevanza nell’era dell’intelligenza artificiale. Occorrerà essere region-specific e puntare sull’offerta mission-critical. La sfida: valutare modelli di business as a service e la creazione di un cloud edge proprietario

Pubblicato il 16 giu 2026



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L’utilizzo dell’intelligenza artificiale sta radicalmente trasformando le reti di comunicazione e le esigenze di connettività. Secondo l’ultimo studio di Analysys Mason, gli operatori delle tlc potranno assicurarsi una posizione migliore nella catena del valore dell’Ai rispetto a quella dell’era di Internet dando priorità agli investimenti nelle infrastrutture di comunicazione lungo tre direttrici: strategie mirate per area geografica, offerta mission-critical e uso dell’Ai per aumentare l’efficienza e il ritorno sull’investimento (Roi).

“Gli operatori che seguiranno queste linee guida di investimento saranno ben posizionati per monetizzare le proprie infrastrutture attraverso servizi per imprese, consumatori e all’ingrosso”, scrive Caroline Gabriel, Partner, expert in communications infrastructure and networks di Analysys Mason. “Tuttavia, l’ecosistema delle infrastrutture per l’Ai sarà affollato, quindi questa è probabilmente l’ultima opportunità per le telco di aumentare significativamente il valore delle proprie risorse”.

Rendere le reti Tlc rilevanti nell’era dell’Ai

Primo passo per le telco sono dunque le strategie mirate per area geografica. Tradizionalmente, gli operatori hanno dovuto aumentare la capacità dell’intera rete per supportare la crescita del traffico, ma l’Ai crea hotspot di elaborazione e connettività. Gli operatori dovrebbero mappare le proprie risorse di rete e di edge cloud e adottare strategie specifiche per singola area geografica.

“Gli operatori dovrebbero dare priorità a una costruzione selettiva per supportare servizi ad alto valore aggiunto”, si legge nel report.

Investimenti selettivi per servizi a valore aggiunto

Inoltre, secondo gli analisti, il traffico si concentrerà in precise aree geografiche; di conseguenza, gli operatori possono ridurre la spesa complessiva per le reti e investire selettivamente nelle aree ad alta densità di traffico e in tecnologie in grado di supportare servizi ad alto valore aggiunto come le soluzioni Gpu-as-a-service (GPUaaS).

Ciò significa che l’infrastruttura in cui le telco decidono di investire dovrebbe generare un valore aggiunto (sia per loro stessi che per potenziali partner o clienti all’ingrosso) perché allineata a opportunità di business come i servizi di intelligenza artificiale per le imprese o il network as a service.

Mission-critical: l’Ai richiede reti affidabili e sovrane

Altro elemento chiave per le telco per recuperare valore è garantire che le reti siano mission-critical.

L’Ai intensifica la necessità di una connettività ultra-affidabile, reattiva, sicura e sovrana. Gli operatori devono aumentare il valore e il potenziale di monetizzazione delle proprie risorse investendo nella capacità delle loro reti di essere mission-critical”, secondo Analysys Mason.

In termini di valore, affermano gli analisti, l’arma principale degli operatori sarà la criticità delle loro risorse. Molti governi, soprattutto in Europa, classificano le infrastrutture di comunicazione come infrastrutture nazionali critiche perché supportano reti vitali come i sistemi di pubblica sicurezza e difesa, oltre a consentire molti processi globali da cui dipendono le imprese e il commercio internazionale, come i sistemi di pagamento e di catena di approvvigionamento.

Ciò significa che gli operatori devono investire in reti in grado di supportare tale criticità, che implica accesso ubiquo, ultra-affidabilità e potenza di elaborazione localizzata esattamente dove è necessaria. Nonostante i costi, la criticità aumenterà il valore dell’infrastruttura e dei suoi proprietari nella catena del valore digitale, generando nuove opportunità di monetizzazione.

L’Ai per aumentare l’efficienza e il ROI delle telco

Ovviamente, le telco possono sfruttare l’Ai per aumentare l’efficienza e il ritorno sull’investimento (Roi). L‘intelligenza artificiale permette di prevedere le esigenze degli utenti e le variazioni del traffico, migliorare l’affidabilità e ridurre i costi attraverso l’automazione.

Ciò consentirà alle telco di migliorare il ritorno sull’investimento e di integrare in modo intelligente le loro risorse con quelle dei partner.

La sfida della monetizzazione degli asset fisici

Un’altra sfida per gli operatori infrastrutturali delle tlc è capire se e come far evolvere il business. Un’opzione è quella di rimanere concentrati su asset fisici, come i siti cellulari e le reti in fibra, e di implementarli in un numero crescente di luoghi critici e di alto valore dove possono supportare i servizi aziendali e attrarre clienti all’ingrosso come fornitori di servizi e operatori cloud.

Esistono molte nuove opportunità di monetizzare le risorse infrastrutturali proprietarie offrendo accesso e servizi in modo più flessibile e dinamico, in modo simile al modello delle società cloud che forniscono accesso a pagamento all’infrastruttura per una serie di aziende, fornitori di servizi e persino consumatori.

Analysys Mason prevede uno spostamento verso tecnologie definite dal software che consentano di far convergere e suddividere facilmente l’infrastruttura di comunicazione per supportare diverse applicazioni all’interno di un modello basato sul consumo.

L’evoluzione verso modelli basati sul software

Al tempo stesso, le telco potrebbero essere in grado di ottenere maggiore valore utilizzando la tecnologia software per integrarsi nell’intero tessuto dell’infrastruttura delle comunicazioni. Ciò può essere ottenuto utilizzando piattaforme di orchestrazione di rete intelligenti abilitate dall’Ai che abbracciano l’accesso mobile, fisso e satellitare, nonché le reti di trasporto, compresa la propria infrastruttura e quella di altri fornitori.

Gli operatori possono utilizzare l’orchestrazione dell’intelligenza artificiale per aggregare l’infrastruttura abilitata tramite Api e creare una piattaforma di rete completamente programmabile, assemblando e riconfigurando dinamicamente diverse risorse per soddisfare diversi requisiti applicativi e supportare un ampio ecosistema di sviluppatori.

Le evoluzioni imposte da Ai e cloud edge

Analysys Mason sottolinea che solo pochi operatori riusciranno a costruire una piattaforma del genere a livello nazionale o internazionale e dovranno competere per questa posizione con i rivali del settore cloud. Tuttavia, quelli che avranno successo diventeranno indispensabili per soddisfare i requisiti di un’infrastruttura di comunicazione ottimizzata per l’intelligenza artificiale e criticamente resiliente.

La decisione critica per gli operatori focalizzati sulle infrastrutture è: concentrarsi su risorse e servizi consolidati (come la fibra e la connettività mobile) ed espandersi attraverso la densificazione delle reti, oppure cercare di ampliare la propria quota di mercato investendo direttamente nelle tecnologie ad alta crescita trainate dall’intelligenza artificiale, come i data center edge, l’interconnessione avanzata dei data center (DCI) e la sicurezza e il calcolo quantistico.

Gli operatori dispongono di numerosi vantaggi intrinseci da sfruttare nel panorama infrastrutturale e questi diventeranno ancora più preziosi man mano che l’infrastruttura cloud diventerà sempre più distribuita per supportare la crescente localizzazione del traffico e dell’elaborazione dei dati.

In questo scenario, il cloud computing si sposta verso l’edge e si adatta molto meglio alla struttura delle reti di comunicazione (che sono altamente distribuite) rispetto al mondo centralizzato dei data center cloud di prima generazione.

Investire in cloud edge proprietario conviene?

La ​​prima ondata di investimenti nelle piattaforme cloud e edge proprietarie degli operatori si è rivelata deludente per molti: persino un grande player come Verizon ha rinunciato a possedere un proprio cloud. Tuttavia, con la crescente domanda di capacità cloud distribuita a supporto dell’inferenza Ai, molte telco intravedono un business case più solido per la proprietà di un cloud edge e potrebbero reindirizzare i risparmi in termini di spese in conto capitale derivanti da un approccio alla connettività più selettivo dal punto di vista geografico verso una propria infrastruttura cloud ottimizzata per l’Ai. Ciò potrebbe consentire agli operatori di offrire servizi cloud e di Ai, soprattutto alle imprese, anziché rischiare di essere esclusi dalla catena del valore dei servizi di Ai, come è accaduto a molti nei mercati di Internet e delle app.

Analysys Mason nel suo studio “Telecoms AI cloud infrastructure: worldwide forecast”, prevede che gli investimenti in questa infrastruttura specifica per l’Ai da parte degli operatori di rete fissa e mobile aumenteranno di 2,5 volte tra il 2024 e il 2030, con un Cagr del 17%, raggiungendo i 16,6 miliardi di dollari nel 2030. Gli operatori possono investire direttamente o tramite partner in nodi di edge computing.

Le telco di fronte a decisioni critiche

“Il crescente utilizzo dell’Ai rappresenta un’enorme sfida per coloro che implementano e gestiscono infrastrutture digitali. Realizzare il pieno potenziale dell’Ai dipende dal mettere insieme i pezzi di un complesso mosaico interconnettendo i componenti in modo efficiente”, si legge nel report. “Gli operatori sono direttamente responsabili di molti dei componenti dell’infrastruttura di Ai e sono coinvolti in altri tramite partner. Le decisioni in ambiti quali la sicurezza e la sovranità devono essere prese in modo collaborativo da tutti gli attori della catena del valore, inclusi operatori, fornitori di infrastrutture e i loro fornitori; queste decisioni plasmeranno il futuro dell’infrastruttura digitale che verrà infine implementata”.

Appuntamento a Telco per l’Italia

Di come efficientare e valorizzare le reti, anche con l’uso dell’Ai, si parlerà a Telco per l’Italia https://www.telcoperlitalia360summit.it/

Appuntamento mercoledì 24 giugno a Roma o in remoto. QUI il link per iscriversi. Vi aspettiamo!

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