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Telco, cloud e AI: la sfida della sovranità tra investimenti, reti e consolidamento



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Confronto tra Tim, WindTre, Fastweb+Vodafone, Retelit e Iliad: senza una politica industriale europea incisiva, regole eque e consolidamento, il rischio è di accrescere la dipendenza tecnologica. Bene l’Ue sul procurement pubblico: ora serve la scala per creare un ecosistema cloud-AI-connettività e non perdere terreno nella competizione globale

Pubblicato il 25 giu 2026



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Cloud, intelligenza artificiale, reti 5G e sovranità: la partita dell’innovazione digitale è sempre più intrecciata con quella delle infrastrutture delle telco e dell’autonomia tecnologica, come hanno evidenziato i ceo dei principali operatori italiani delle tlc intervenuti a Telco per l’Italia – summer edition. Ma servono investimenti, regole eque e una strategia industriale comune.

Tim, WindTre, Fastweb+Vodafone, Retelit e Iliad indicano nel procurement pubblico, nel consolidamento del mercato e nello sviluppo di un ecosistema europeo del cloud e dell’Ai le leve decisive per rafforzare competitività e sicurezza del continente. Essenziale la capacità delle telco di investire e operare in un level-playing field con gli attori digitali. Ma sarà cruciale anche risolvere questioni più specificamente legate al mondo delle tlc come il rinnovo delle frequenze.

Labriola (Tim): investimenti delle telco, questione di sovranità

Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha riconosciuto i meriti del pacchetto europeo sulla sovranità digitale e, soprattutto, del Cloud development act, con cui l’Europa prova a ridurre le dipendenze critiche. “È positivo che l’Unione europea abbia deciso di utilizzare la leva del procurement pubblico per incentivare cloud e Ai come industria europea“, ha affermato Labriola.

“Le telco non hanno la capacità di investire in cloud e Ai: per questo è giusto utilizzare il procurement pubblico come acceleratore”, ha proseguito l’Ad di Tim. “Ma dobbiamo agire ora o perderemo l’opportunità. Pensiamo a quanto sta accadendo nel mondo del satellite: entro il 2031 l’orbita low-Earth sarà riempita da satelliti non europei e allora sarà troppo tardi”.

Tim ritiene di poter svolgere un ruolo importante in quanto operatore con il maggior numero di data center, ha evidenziato Labriola, ma ha aggiunto che “ancora più importante sono l’ecosistema delle telecomunicazioni e la strategia che arriva dall’Ue. Senza cloud, l’AI non funziona e senza connettività, il cloud non funziona; per questo bisogna dare il giusto supporto alla capacità degli operatori di investire. Perché se le telco non investono, lo faranno gli hyperscaler e si porrà un problema di sovranità”.

Labriola: l’Ai richiederà connettività premium

Sul tema della rete, la sua qualità e il suo “giusto prezzo”, Labriola ha chiarito che “i clienti si renderanno conto che le offerte finora erano basate sul principio del best effort, ma con i servizi guidati dall’Ai occorreranno connessioni premium”. Con l’Ai, infatti, i volumi di traffico si stanno spostando verso l’upload e i clienti avranno bisogno di maggiore capacità in questa direzione, oltre che di bassa latenza.

“Non ci sono solo le applicazioni in sanità, come la chirurgia remota, ma anche quelle industriali e consumer, come gli occhiali con traduzione in tempo reale e i wearable. I servizi per le imprese e le famiglie, e le applicazioni che verranno lanciate, si baseranno su reti performanti fornite dalle telco. Qui potremo lavorare sulla marginalità e trovo normale che per la connettività premium si paghi il giusto prezzo”.

Hanssen (WindTre): 5G standalone per costruire il futuro

“Come ha sottolineato il sottosegretario Butti, il vero passaggio abilitante per il futuro delle telecomunicazioni è il 5G standalone“, ha dichiarato il co-Ceo di Wind Tre Benoit Hanssen, nel suo intervento a Telco per l’Italia. “Wind Tre ha già completato questo percorso ed è oggi l’operatore in grado di offrire pienamente i servizi di nuova generazione, con prime applicazioni concrete come le soluzioni di network slicing per i Giochi Olimpici invernali”.

Tuttavia, il potenziale di questa tecnologia rischia di rimanere parziale, ha aggiunto Hanssen: “la copertura 5G standalone in Italia non è ancora completa e, soprattutto, pesa l’incertezza sul rinnovo delle frequenze. Senza visibilità su tempi e costi, diventa difficile sostenere investimenti di lungo periodo. Per questo chiediamo un quadro chiaro e prevedibile: ogni euro risparmiato sulle licenze può essere immediatamente reinvestito nella rete, accelerando lo sviluppo infrastrutturale e generando benefici per tutto il Paese. Accogliamo positivamente i passi avanti fatti da questo governo, come l’innalzamento dei limiti elettromagnetici, ma vanno risolte questioni come il Canone Unico Patrimoniale che, se resta così com’è, rischia l’effetto paradossale di portare i comuni con pochi abitanti ad essere sempre più isolati, per mancata sostenibilità degli operatori”.

Renna (Vodafone + Fastweb): le telco per l’indipendenza tecnologica europea

Anche per Renna l’infrastruttura Tlc è essenziale per lo sviluppo digitale e il paradigma del traffico sulle reti sta già cambiando. Non è soltanto una questione di 5G standalone: come dimostrato dall’ultimo Mobility report di Ericsson, il traffico in upload è in forte crescita e sta superando quello in download per effetto dell’Ai.

“Dobbiamo essere pronti a un’esplosione del traffico generato dall’intelligenza artificiale. A questo si aggiunge il problema della sovranità: cloud e Ai sono oggi dominati da provider extraeuropei. E il rischio è che i servizi vengano improvvisamente interrotti, come successo di recente col divieto Usa di usare un potente servizio Ai al di fuori degli Stati Uniti. È qui che emergono i rischi per sicurezza e sovranità”, ha evidenziato Renna.

Le telco dispongono già di reti, capacità di supercalcolo, data center e competenze e possono sviluppare l’ecosistema digitale di cui l’Europa ha bisogno. Questo è esattamente il nuovo ruolo delle telco: abilitare l’indipendenza tecnologica del continente. Ma occorre creare le condizioni perché le telco possano investire, innanzitutto con dimensioni adeguate.

Renna: per investire serve la scala, è l’ora del consolidamento

“Per essere competitivi lungo tutto lo stack digitale è necessaria una scala maggiore, mentre finora l’Ue si è concentrata soprattutto sull’iper-competizione. È arrivato il momento di favorire il consolidamento”, ha detto Renna.

Un secondo tema d’attenzione è il Cloud act europeo: “Va nella direzione giusta attraverso il procurement pubblico”, secondo Renna. Che ha chiarito: “L’obiettivo non è escludere dal mercato gli operatori stranieri, ma consentire una competizione sana tra l’Europa e resto del mondo. Servono regole più eque e simmetriche rispetto a quelle applicate agli attori Ott”.

Alvarez (Retelit): regole snelle per supportare le telco

Senza marginalità non si può investire, ha ribadito Jorge Alvarez, ceo di Retelit: senza margini adeguati non è possibile investire.

“Le telco soffrono di Arpu troppo basso e di un quadro in cui si combinano frammentazione e forte regolamentazione. Il legislatore europeo e quello italiano devono intervenire a supporto del settore”, ha affermato Alvarez. “È altrettanto importante che la marginalità sia associata a un basso livello di rischio, attraverso una struttura regolatoria stabile che permetta investimenti di lungo periodo“.

Per Retelit la situazione è più favorevole perché opera nel B2B, con contratti pluriennali e relazioni di lungo termine. A differenza del mercato consumer, questo garantisce una redditività meno rischiosa e una vita media del cliente più elevata.

Ma tutti gli operatori si trovano a fare i conti con i temi della competitività e della sovranità e Alvarez ha osservato che il contesto sta cambiando.

Alvarez: la forma del cloud sovrano europeo

“L’azione europea va nella giusta direzione, ma per Retelit sovranità significa soprattutto offrire un cloud competitivo. Non basta che sia europeo: deve essere veloce, sostenuto da costi energetici sostenibili e accessibile dal punto di vista economico“, ha chiarito Alvarez.

Secondo il ceo di Retelit, l’Europa ha bisogno di roadmap rapide, per non accumulare ritardi, e di sviluppare un ecosistema integrato fatto di data center, connettività e cloud.

La rete in fibra sostiene tutto il sistema ed è importante evitare duplicazioni degli investimenti, favorendo la condivisione delle reti. Diversamente, lo sviluppo di un cloud sovrano avrebbe costi enormemente superiori rispetto agli Stati Uniti”, ha concluso Alvarez. “Anche la presenza territoriale è un elemento fondamentale: la rete cloud deve essere capillare e vicina al cliente. La sovranità significa anche questo, ovvero costi competitivi, velocità di esecuzione e prossimità”.

Levi (Iliad Italia): la condivisione della rete è strategica

A Telco per l’Italia, Benedetto Levi, ceo di Iliad Italia, ha evidenziato l’importanza del network sharing. Lo dimostra Zefiro Net, la joint venture al 50% con WindTre avviata nel 2023 per condividere la rete mobile nelle aree rurali meno servite, “dove vive comunque il 27% della popolazione italiana”, ha sottolineato Levi. L’obiettivo è accelerare la diffusione del 5G, migliorare l’efficienza degli investimenti e aumentare la copertura.

“È vero che la condivisione riduce in parte la differenziazione infrastrutturale, ma il beneficio in termini di copertura genera effetti positivi a catena per produttività e clienti”, ha evidenziato Levi. E questo approccio “è ancora più rilevante oggi, in un contesto in cui la rete viene spesso considerata scontata e ovvia. In realtà richiede continui ammodernamenti e investimenti significativi. La differenziazione non si gioca più sulla rete, ma su altri aspetti quali la semplicità, la trasparenza e la capacità di rispondere alle esigenze dei clienti”.

Nella condivisione della rete è, tuttavia, fondamentale, ha proseguito Levi, che i partner mantengano livelli adeguati di autonomia strategica affinché la cooperazione si traduca in benefici concreti, innovazione e concorrenza equa. Un esempio riguarda lo spettro radio, che dovrebbe essere distribuito in modo equilibrato tra gli operatori: una distribuzione sbilanciata riduce infatti gli incentivi alla cooperazione.

Levi: l’ecosistema Tlc su cui l’Europa può costruire la sovranità

La trasformazione in corso nel mondo delle telco richiede una visione che integri infrastrutture, tecnologie e servizi e su questo ecosistema l’Europa dovrà costruire la propria autonomia. In questo contesto Iliad investe da anni lungo tutta la catena del valore dell’Ai in Europa, con oltre 3 miliardi di euro messi in campo ad oggi.

Il gruppo francese dispone di 13 data center in Europa e ne realizzerà presto altri, finanzia attività di ricerca sull’intelligenza artificiale con un approccio open science e controlla al 100% Scaleway, operatore europeo di public cloud e Ai. Scaleway dispone di tre cloud region e ne aprirà una anche in Italia, a Milano, come annunciato nel marzo 2026.

“In questo modo Iliad contribuisce al rafforzamento della sovranità europea”, ha concluso Levi. “Scaleway è un operatore interamente europeo, nelle sedi, nel personale, nel software e nell’azionariato ed è stata selezionata dall’Ue per l’iniziativa Cloud Dynamic System, dedicata allo sviluppo del cloud europeo sovrano”.

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