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Cavi sottomarini, la Fcc vara nuove regole per accelerare la posa



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L’obiettivo principale del framework è quello di snellire la burocrazia per gli operatori considerati affidabili, così da tenere il passo con le esigenze di calcolo e connettività generate dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Via anche alla semplificazione sull’etichettatura dei servizi ultrabroadband

Pubblicato il 10 lug 2026



cavi_sottomarini_corcom, cavo sottomarino I-2SEA
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La Federal Communications Commission (Fcc) ha approvato nuove norme volte ad accelerare la posa dei cavi sottomarini negli Stati Uniti. La decisione, presa all’unanimità, ha l’obiettivo dichiarato di modernizzare le normative obsolete e ad aiutare l’infrastruttura digitale nazionale a tenere il passo con le enormi esigenze di calcolo e connettività generate dall’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Cosa prevede il nuovo framework

Secondo quanto dichiarato dalla stessa agenzia statunitense, il nuovo framework punta alla riduzione dei ritardi burocratici per le aziende di telecomunicazioni considerate affidabili.

Attualmente, ogni richiesta di autorizzazione per un cavo sottomarino deve infatti essere sottoposta a una rigorosa, e spesso lunga, revisione da parte del “Team Telecom”, una task force del ramo esecutivo che valuta i progetti in base ai rischi per la sicurezza nazionale.

Secondo le nuove norme, le aziende con una comprovata esperienza in materia di sicurezza e che si certificano secondo rigorosi standard saranno esentate da questo obbligo di segnalazione, un cambiamento che, secondo la Fcc, “aumenterà la certezza, la prevedibilità e i tempi” per l’espansione dell’infrastruttura.

Più flessibilità, ma anche più controlli sulla sicurezza

Sebbene le norme accelerino l’implementazione, introducono anche una regolamentazione più stringente su altri fronti per affrontare i rischi in materia di sicurezza informatica.

Per mitigare le vulnerabilità, la Fcc sta istituendo un nuovo requisito di licenza per i proprietari di apparecchiature terminali per linee sottomarine (Slte), ovvero l’hardware terrestre critico a cui i cavi sottomarini si collegano alla rete elettrica nazionale.

La Fcc ha sottolineato che questa supervisione mirata è necessaria per proteggere “una delle parti più vulnerabili delle reti di cavi sottomarini”.

Si punta alla semplificazione anche sui servizi broadband

Non si tratta dell’unica decisione presa lungo la direttrice della semplificazione. La Federal Communications Commission prevede infatti di esaminare entro la fine del mese una proposta che aggiornerebbe le norme relative all’etichettatura dei servizi a banda larga per i consumatori, al fine di ridurre gli oneri di conformità per i fornitori di servizi.

Secondo una scheda informativa della Fcc del 1° luglio, la bozza di relazione e ordinanza semplificherebbe i requisiti di informativa se adottata durante la riunione pubblica della Fcc del 22 luglio. Il documento afferma che il quadro normativo iniziale del 2022 ha creato etichette complesse che andavano oltre il quadro normativo e hanno aumentato i costi amministrativi.

La scheda informativa rileva che le norme proposte consentirebbero agli operatori Tlc di riassumere le informazioni sull’etichetta in modo colloquiale, anziché leggere le definizioni alla lettera.

Il documento afferma inoltre che i fornitori potrebbero utilizzare collegamenti ipertestuali diretti nel punto vendita e all’interno dei portali clienti, invece di visualizzare le etichette complete.

Infine, la scheda informativa illustra che la bozza eliminerebbe l’obbligo di mantenere fogli di calcolo separati leggibili da computer, rimuoverebbe l’obbligo di archiviazione biennale per i piani tariffari dismessi e consentirebbe ai fornitori di indicare le tariffe variabili di passaggio come un importo massimo “fino a” anziché fornire un elenco dettagliato.

Ll’aggiornamento proposto eliminerebbe anche i riferimenti al programma Affordable Connectivity Program, ormai scaduto.

Infine, il documento della Fcc precisa che i fornitori sarebbero comunque tenuti a mantenere gli standard di accessibilità per le persone con disabilità e a continuare a fornire etichette in inglese e in qualsiasi altra lingua utilizzata nei loro materiali di marketing.

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