LA RICERCA

Sovranità dei dati, per il 73% degli italiani le big tech hanno più potere dei governi



Indirizzo copiato

Il 45% è disposto a rinunciare ad una parte della propria privacy in cambio di servizi digitali più efficaci. Tuttavia preoccupano gli equilibri di potere nel mondo online e il fatto che le piattaforme più usate facciano capo a aziende extra-Ue. Fondazione Grins è scesa in campo con Amelia, piattaforma digitale open data su server Cineca

Pubblicato il 17 lug 2026



cybersecurity act 2 corcom, cybersicurezza spaziale
Foto: Shutterstock
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Privacy, sovranità digitale e piattaforme online: il rapporto tra gli italiani e i dati personali affidati a Internet resta contraddittorio, come dimostra la ricerca “Sovranità digitale e proprietà dei dati, realizzata da Fondazione Grins con Excellera Intelligence.

Il 91% degli italiani, infatti, dichiara di prestare attenzione alla tutela dei propri dati personali, ma soltanto il18% afferma di sapere realmente dove finiscono le informazioni che condivide online.

La ricerca mostra, tuttavia, una crescente consapevolezza rispetto agli equilibri di potere nel mondo digitale. Per il 73% degli italiani le grandi piattaforme tecnologiche internazionali hanno oggi più potere dei governi nazionali, mentre tre cittadini su quattro (75%) considerano problematico che gran parte dei servizi digitali utilizzati quotidianamente sia gestita da soggetti con sede fuori dall’Unione europea.

Italiani online, il trade-off tra privacy e servizi digitali

Gli italiani utilizzano quotidianamente servizi digitali, piattaforme online e strumenti di intelligenza artificiale, ma solo una minoranza ha piena consapevolezza di come vengano raccolti, gestiti e utilizzati i propri dati personali.

La distanza tra importanza attribuita ai dati personali e consapevolezza sul loro trattamento emerge anche nei comportamenti concreti: il 62% accetta le informative privacy senza leggerle e il 45% si dichiara disposto a rinunciare ad una parte della propria privacy in cambio di servizi digitali più efficaci.

Si alza l’attenzione sulla sovranità dei dati

In questo scenario emerge con forza il tema della sovranità digitale. Sebbene il concetto sia ancora poco conosciuto – soltanto il 15% degli intervistati afferma di sapere esattamente di cosa si tratti – il 90% lo considera importante una volta compresi i suoi obiettivi. Un risultato che suggerisce come le preoccupazioni alla base della sovranità digitale siano già diffuse nella società italiana, anche se non sempre identificate con questo termine.

La gestione sicura dei dati rappresenta una priorità crescente anche alla luce delle esperienze dirette dei cittadini. Sei italiani su dieci dichiarano infatti di aver già subito almeno un incidente digitale, come accessi non autorizzati ai propri account, malware, truffe online o furti di informazioni personali.

L’attenzione si estende anche ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale. Il 69% degli intervistati si dichiara preoccupato per il modo in cui gli assistenti Ai trattano e utilizzano i dati personali, una percentuale ormai quasi identica a quella registrata nei confronti dei social network (70%).

Dati, patrimonio strategico abilitante ma frammentato

La ricerca evidenzia infine una forte domanda di strumenti che restituiscano ai cittadini maggiore controllo sulle proprie informazioni. L’88% degli italiani si dichiara interessato all’idea di un “Portale del cittadino digitale”, uno spazio unico attraverso cui raccogliere, consultare e gestire i dati generati nell’utilizzo di servizi pubblici e privati.

Una richiesta che assume particolare rilevanza se si considera che solo il 13% conosce il diritto alla portabilità dei dati, ovvero la possibilità di recuperare e trasferire le proprie informazioni da una piattaforma a un’altra.

In questo contesto si colloca l’attività di Fondazione Grins, fondazione di ricerca, nata nell’ambito del Pnrr, che è scesa in campo con Amelia, piattaforma digitale open data basata su server Cineca progettata per dare valore a un patrimonio strategico del Paese: i dati, risorsa abilitante ma spesso frammentata.

Fondazione Grins contro il divario di consapevolezza

“Questa ricerca mostra come gli italiani abbiano sviluppato una forte sensibilità verso i temi della privacy, della sicurezza e del controllo dei dati, ma evidenzia anche un importante divario di consapevolezza”, commenta Vincenzo Atella, Professore Ordinario in Economia Politica e Vicepresidente di Fondazione Grins. “Oggi la sovranità digitale non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori: riguarda la capacità di cittadini, imprese e istituzioni di comprendere come vengono utilizzati i dati, di esercitare un controllo reale sulle informazioni personali e di costruire un ecosistema digitale affidabile, sicuro e coerente con i valori europei”.

Prosegue Atella: “I risultati dimostrano che esiste una domanda crescente di trasparenza, autonomia e strumenti che permettano alle persone di partecipare in modo più consapevole alla vita digitale. È su queste sfide che ci stiamo muovendo con Amelia, per dare un contributo concreto al Paese”.

Amelia, piattaforma digitale open data

“I dati sono ormai una delle infrastrutture strategiche del Paese. Fondazione Grins e Amelia nascono per trasformarli in conoscenza utile alle decisioni di istituzioni, imprese e cittadini, attraverso una piattaforma nazionale che mette insieme sicurezza, trasparenza, privacy ed efficienza. Il fatto che Amelia operi su server nazionali, e non su cloud commerciali esterni, rafforza la protezione dei dati e la capacità di governarne l’utilizzo. È qui che la sovranità digitale diventa concreta: non uno slogan, ma la condizione per un’innovazione affidabile, sicura e al servizio dell’interesse collettivo”, ha dichiarato Matteo Cervellati, Presidente Fondazione Grins e Professore Ordinario in Economia Politica.

Fondazione Grins coinvolge decine di università italiane e promuove il partenariato pubblico-privato.

Amelia nasce con l’obiettivo di produrre, raccogliere, integrare e analizzare grandi volumi di dati economici, sociali, ambientali e territoriali, per comprendere e governare la complessità, agevolando il decision making pubblico e privato. Amelia, inoltre, promuove la sovranità digitale assicurando il governo e la tutela, in maniera trasparente, su dati, privacy e sicurezza.

Amelia trasforma i dati in informazione e li rende fruibili tramite servizi online orientati a istituzioni, imprese e cittadini.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x