La Commissione europea ha adottato una relazione sugli sviluppi relativi all’utilizzo della banda 470–694 MHz (sub-700 MHz), conformemente all’articolo 7 della Decisione sulle frequenze Uhf. L’obiettivo dichiarato dell’analisi è quello di valutare l’efficienza d’uso dello spettro, attraverso l’impatto sugli sviluppi sociali, economici, culturali e internazionali, oltre che i progressi tecnologici, i cambiamenti nel comportamento dei consumatori e l’evoluzione delle esigenze di connettività.
La Decisione Uhf garantisce la disponibilità della banda per i servizi di televisione digitale terrestre (Dtt) e di produzione di programmi ed eventi speciali (Programme Making and Special Events, Pmse) almeno fino al 2030, offrendo al tempo stesso agli Stati membri la flessibilità di introdurre usi alternativi compatibili.
Indice degli argomenti
Lo scopo del nuovo report
Nel redigere il report, la Commissione ha tenuto conto del parere e della relazione del Radio Spectrum Policy Group (Rspg), di uno studio della stessa Commissione del 2024 e di altre evidenze pertinenti.
Parlando in generale, il rapporto rileva innanzitutto che l’utilizzo della radio digitale terrestre (Dtt) e dei sistemi di trasmissione a media frequenza (Pmse) varia tra gli Stati membri, riflettendo le differenze nelle esigenze del mercato nazionale, nell’implementazione tecnologica e nel comportamento del pubblico. Allo stesso tempo, evidenzia la crescente domanda di questa banda da parte di altri settori, tra cui le comunicazioni mobili , la protezione civile e la gestione delle emergenze e la difesa.
Il rapporto dovrebbe fungere da passo preparatorio per lo sviluppo di una strategia a livello comunitario per l’utilizzo futuro della banda sub-700 MHz oltre il 2030. Fornisce inoltre una base di dati per le future discussioni politiche, riconoscendo al contempo le diverse esigenze spettrali degli Stati membri e supportando un utilizzo efficiente e flessibile di questa preziosa risorsa spettrale.
Dtt, ecco come i Paesi europei sfruttano la banda sub-700
Nell’Ue, la banda sub-700 MHz è stata tradizionalmente utilizzata per la trasmissione televisiva terrestre gratuita, che più recentemente è passata dal formato analogico al digitale terrestre. Il processo di conversione al digitale è iniziato il 17 giugno 2006 e si è concluso il 17 giugno 2015, in conformità con l’Accordo di Ginevra 2006 dell’Itu.
La transizione dalla TV terrestre analogica a quella digitale ha aumentato significativamente l’efficienza dell’utilizzo dello spettro, consentendo la trasmissione di un maggior numero di servizi nella stessa larghezza di banda.
L’entità dell’utilizzo della banda sub-700 MHz per il Dtt varia significativamente tra gli Stati membri. Uno studio della Commissione ha utilizzato un questionario mirato per raccogliere le opinioni delle autorità di regolamentazione nazionali degli Stati membri sull’uso attuale della banda per la televisione digitale terrestre e sul suo utilizzo futuro previsto. Inoltre, le risposte a un questionario Rspg del 2024 e la successiva relazione hanno fornito punti di vista aggiornati da parte degli Stati membri sull’uso della banda sub-700 MHz.
La percentuale di famiglie che utilizzano la Dtt per accedere alla televisione lineare varia notevolmente nell’Ue, da livelli molto bassi in paesi come Paesi Bassi, Germania e Slovenia a livelli molto alti in Italia e Spagna. Inoltre, la percentuale di famiglie che dipendono esclusivamente dalla Dtt varia da Stato membro a Stato membro. Il numero di multiplex (canali da 8 MHz) indica la capacità disponibile per la trasmissione di servizi televisivi sulla piattaforma Dtt e viene analizzato più dettagliatamente di seguito. Nel complesso, questi indicatori mostrano che l’utilizzo del Dtt varia significativamente tra gli Stati membri.
La versatilità del 5G per il broadcast
Il rapporto analizza anche la diffusione del 5G Broadcast, una tecnologia di trasmissione dell’ecosistema tecnico della telefonia mobile, standardizzata dal 3GPP31, che sfrutta la connettività di quinta generazione per fornire contenuti video in diretta a più utenti su smartphone o tablet, senza connessione a Internet, ovvero senza consumare dati dal piano tariffario dell’utente.
Il sistema si sta affermando come potenziale complemento o successore del Dtt, in particolare per ambienti mobili e ibridi. L’introduzione del 5G Broadcast consente del resto il funzionamento simultaneo del Dvb sulla stessa frequenza e quindi una transizione senza soluzione di continuità dal Dvb al 5G Broadcast. Il 5G Broadcast può consentire il coordinamento transfrontaliero con i paesi limitrofi che dispongono di reti Dtt basate su Dvb, in base alle specifiche dell’Accordo di Ginevra del 2006.
Gli stakeholder ritengono che l’infrastruttura Hpht (High-Power, High-Tower) esistente possa fornire una copertura esterna sufficiente per il 5G Broadcast, con un certo grado di densificazione necessario soprattutto per la ricezione indoor. Secondo un rapporto del Bne32, il 5G Broadcast offre una serie di vantaggi specifici: ricezione universale (gratuita) senza abbonamento dati mobile (senza SIM); alta affidabilità; elevata efficienza energetica ed economica; un portafoglio di servizi a prova di futuro (tra cui allerta pubblica, esperienza evento migliorata, geolocalizzazione e persino gestione dei droni);integrazione nell’ecosistema mobile.
Diverse emittenti suggeriscono inoltre che il 5G Broadcast potrebbe abilitare nuovi casi d’uso dinamici accanto alla trasmissione tradizionale. Tra il 2017 e il 2025 sono state condotte diverse sperimentazioni in numerosi Stati membri (24 sperimentazioni in 18 paesi europei). Secondo la roadmap per l’innovazione del Bne per la banda sub-700 MHz34, supportare l’innovazione in questa banda richiederebbe di rendere obbligatori i chipset 5G con funzionalità 5G Broadcast nei dispositivi mobili e nei veicoli.
Secondo il rapporto Tdf sulla diffusione della televisione broadcast 5G in Francia35, dall’inizio del 2024 sono state adottate una serie di misure a supporto della diffusione della tecnologia. In particolare, gli operatori broadcast di diversi paesi europei hanno collaborato all’interno della 5G Broadcast Strategic Task Force per armonizzare i propri approcci. Il think tank ha delineato un possibile scenario applicativo che prevede un’applicazione mobile white-label che consentirebbe agli utenti di accedere ai contenuti broadcast direttamente sui propri dispositivi.
Da un punto di vista tecnico, la banda a 600 MHz è considerata la banda principale per la diffusione del 5G Broadcast in Europa. Al contrario, l’utilizzo di frequenze inferiori alla banda a 600 MHz richiederebbe modifiche hardware significative nei dispositivi mobili. Parallelamente, i produttori di chipset e terminali hanno collaborato con gli operatori di radiodiffusione per garantire la piena compatibilità dei nuovi terminali e consentire un potenziale lancio già nel 2028. Inoltre, un esperimento condotto durante i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024 ha permesso una validazione tecnica end-to-end su larga scala della tecnologia su terminali commerciali, supportata da software dedicato.
Il rapporto Rspg conferma inoltre che la maggior parte degli Stati membri ha esplorato e sperimentato il 5G Broadcast. Tuttavia, la diffusione è ancora ostacolata dalla compatibilità dei dispositivi, dai costi di investimento e da modelli di business non ancora testati. Gli operatori del settore radiotelevisivo rimangono cauti riguardo al ritorno sull’investimento necessario per implementare l’infrastruttura 5G Broadcast, nonostante un certo ottimismo sul suo potenziale a lungo termine. Al contrario, sono quasi unanimi nei loro dubbi sulla fattibilità economica del 5G Broadcast. Molti sostengono che, se la tecnologia dovesse essere implementata tramite un’architettura di rete a bassa potenza e bassa torre, il conseguente aumento dei costi di implementazione la renderebbe ancora meno fattibile.
Il presente e il futuro del Pmse
Il 5G è una tecnologia abilitante promettente anche per alcune applicazioni Pmse, con i primi test che mostrano che determinate configurazioni di rete potrebbero essere vicine a soddisfare i requisiti per alcuni dei casi d’uso Pmse più esigenti. Tuttavia, anche se fosse possibile un ulteriore sviluppo per soddisfare i requisiti di latenza e affidabilità, sussistono ulteriori problematiche, come garantire la facilità di accesso alle reti 5G (ad esempio, le slice) e lo spettro dedicato per gli utenti Pmse.
Il rapporto evidenzia poi che i recenti sviluppi nella tecnologia Pmse mirano a migliorare l’efficienza spettrale o a esplorare nuove bande di frequenza e tecnologie. Sebbene i sistemi digitali presentino una latenza maggiore rispetto ai sistemi analogici, i progressi nella tecnologia digitale hanno ridotto la latenza a circa 2-3 millisecondi (ms), anche se questo valore potrebbe essere ancora troppo elevato per i monitor in-ear.
Il Pmse cognitivo (C-Pmse) utilizza per esempio database di frequenze disponibili localmente per gestire ambienti con spettro denso, ma non aumenta significativamente l’efficienza. Il sistema si basa su un database e su meccanismi di ascolto prima della conversazione per identificare i canali spettrali disponibili ed evitare interferenze, consentendo una pianificazione Pmse più automatizzata e una maggiore flessibilità operativa durante gli eventi.
I sistemi Pmse esistenti (analogici e digitali) sono a banda stretta (~200 kHz), con utenti diversi che occupano frequenze separate. Il più recente Wireless Multichannel Audio System (Wmas) utilizza canali a banda larga (fino a 20 MHz) condivisi tra gli utenti. Si prevede che il Wmas sia circa il 50% più efficiente rispetto ai tradizionali sistemi a banda stretta (Etsu, 2017). L’innovazione dimostrata dal Wmas è promettente. Tuttavia, è improbabile che sia applicabile in tutti i casi d’uso e le apparecchiature non sono ancora ampiamente disponibili in commercio.
Guardando al futuro, l’intelligenza artificiale potrebbe migliorare l’efficienza dell’accesso dinamico allo spettro e della condivisione dello spettro per le applicazioni Pmse nella banda sub-700 MHz e possibilmente in altre bande. Gli approcci basati sull’intelligenza artificiale, come il rilevamento dello spettro in tempo reale, la prevenzione predittiva delle interferenze e il coordinamento automatico delle frequenze, hanno il potenziale per migliorare la capacità degli utenti Pmse di identificare e accedere allo spettro disponibile in modo più adattivo ed efficiente in ambienti sempre più congestionati.
L’utilizzo di bande di frequenza alternative per il Pmse non sarà adatto a tutte le applicazioni, poiché molte di queste bande presentano caratteristiche di propagazione meno favorevoli. Inoltre, operare in bande alternative richiede lo sviluppo e l’acquisizione di nuove apparecchiature, il che comporta investimenti significativi e tempi di migrazione.







Partecipa alla community