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Amazon entra nella sfida del direct-to-device, in Europa il nodo dello spettro frena il “modello Usa”



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Presentata alla Fcc la richiesta per il lancio di 5.105 satelliti che puntano a collegare smartphone e dispositivi mobili; l’avvio del dispiegamento nel 2028. Sfida a Starlink. Di Labio (KPMG): “Difficile replicare questa strategia in Europa, dove le frequenze sono asset sovrano”. Baretti(Alix Partners): “D2D non maturo. E in Italia c’è l’Fwa”

Pubblicato il 29 lug 2026



Tlc satellitari, satcom, satelliti




Negli Stati Uniti la corsa è cominciata: le big tech sono partite all’assalto delle comunicazioni satellitari direct-to-device (D2D), sconfinando nel terreno delle Tlc grazie a un asset chiave: lo spettro. Con una mossa che potrebbe segnare una data storica nell’evoluzione delle telecomunicazioni D2D, Amazon Leo – l’attività satellitare di Amazon – ha presentato richiesta alla Fcc per poter lanciare una flotta di oltre 5.000 nuovi satelliti progettati per utilizzare lo spettro di Globalstar (che Amazon ha acquisito) e fornire servizi voce, dati, messaggistica e di emergenza direttamente ai dispositivi mobili.

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