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Inwit, sui conti pesano le incertezze di mercato e lo scontro sugli Msa



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La società mette a segno risultati che riflettono le tensioni con Tim e Fastweb+Vodafone per la risoluzione dei contratti di servizio. Galli: “Il recesso incompatibile con rinnovo frequenze”. Ricavi a 267 milioni di euro (-0,8% rispetto al 2025) ed Ebitdaal a 191 milioni di euro, in diminuzione del 2,8%. Confermata la guidance

Pubblicato il 29 lug 2026



Diego Galli Inwit
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  • Risultati: ricavi €267M (-0,8%), Ebitda €240,7M (margine 90,2%), Ebitdaal ~€191M (-2,8%), Ebit €137,8M (-5,6%) e utile netto €79,3M (-15,2%).
  • Liquidità e indebitamento: investimenti €49,8M (-22,7%), Recurring Free Cash Flow €123,9M (-21,6%), indebitamento finanziario netto €5.453,3M (+10,4%), leva 5,7x.
  • Mercato e outlook: contenzioso con Tim e Fastweb+Vodafone sugli Msa; il Tribunale di Milano ha respinto le istanze, depositati reclami; guidance 2026 confermata, tenancy ratio 2,40x.
Riassunto generato con AI


Nel secondo trimestre 2026 Inwit mette a segno risultati che – è la stessa azienda guidata da Diego Galli a definirli così – riflettono l’incertezza dell’attuale contesto di mercato, e in particolare dello scontro con Tim e Fastweb+Vodafone sui Master service agreement.

Le performance finanziarie

I ricavi sono pari a 267 milioni di euro, in lieve flessione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo 2025 (269 milioni), risentendo per l’appunto “di un contesto di mercato sfidante e dell’attuale scenario di incertezza dell’Msa”. L’Ebitda si attesta a 240,7 milioni di euro, con un margine sui ricavi pari al 90,2% e in diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto al secondo trimestre 2025. La relazione finanziaria consolidata del gruppo al 30 giugno 2026, esaminata e approvata dal cda riunitosi sotto la presidenza di Oscar Cicchetti, mette poi in evidenza che l’Ebitdaal, principale margine operativo della società, sfiora i 191 milioni di euro, in diminuzione del 2,8% rispetto all’anno precedente. Il rapporto sui ricavi passa dal 73% del 2025 al 71,5%. L’Ebit è pari a 137,8 milioni di euro, in diminuzione del -5,6% rispetto allo stesso periodo 2025. L’utile netto, infine, si attesta a 79,3 milioni di euro, -15,2% rispetto allo stesso periodo 2025, anche per effetto dell’aumento degli oneri finanziari.

Investimenti industriali e indicatori operativi riflettono l’incertezza del mercato

Nel periodo sotto esame gli investimenti sono stati pari a 49,8 milioni di euro, in calo del -22,7% rispetto allo stesso trimestre 2025 (64,4 milioni).

Il Recurring Free Cash Flow (Rfc) del secondo trimestre 2026 si è attestato a 123,9 milioni di euro, in diminuzione del 21,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’indebitamento finanziario netto, pari a 5.453,3 milioni di euro (inclusivo delle passività finanziarie Ifrs16) risulta in aumento (+10,4%) rispetto al 30 giugno 2025 (pari a 4.937,7 milioni di euro), essenzialmente a sostegno degli investimenti e della remunerazione degli azionisti; in aumento (+8,5%) rispetto al primo trimestre 2026 (5.024,6 milioni di euro).

La leva finanziaria, in termini di rapporto tra indebitamento netto ed Ebitda, è in aumento a 5,7x rispetto al 5,0x del secondo trimestre 2025 per il sopracitato incremento dell’indebitamento finanziario netto; in aumento rispetto al 5,2x del primo trimestre 2026.

Anche i principali indicatori operativi riflettono l’attuale fase di mercato. Inwit in particolare ha avviato 50 nuovi siti con 380 nuove ospitalità, confermando una tenancy ratio in crescita pari a 2.40x, comunque tra i più alti del settore. A questi si aggiungono cinque nuove coperture Das dedicate in primarie location indoor, per un totale di oltre 850, e circa 300 remote units per un totale di oltre 12mila. Operazioni che portano le transazioni real estate a 390.

L’outlook per il medio termine: confermata la guidance 2026

Nell’ipotizzare l’andamento per il medio termine, Inwit sottolinea che lo scenario macroeconomico di rifermento è caratterizzato dal persistere di elementi di incertezza, quali ad esempio le aspettative sull’inflazione e i tassi d’interesse, che rimangono elevati.

“Nel breve termine, nel mercato italiano delle Telecomunicazioni persistono significativi elementi di difficoltà, tra cui l’elevata competizione e la limitata generazione di cassa, con impatto sugli investimenti in infrastrutture digitali. Negli ultimi mesi, si è assistito a un incremento della conflittualità con gli anchor tenants formalizzato nelle disdette degli Msa ricevute a marzo 2026, finalizzate a ottenere una squilibrata e ingiustificata rinegoziazione dei contratti Msa, validi ed efficaci, a giudizio della società, fino al 2038”, si legge nella nota del gruppo.

L’8 luglio Inwit ha rimborsato integralmente l’importo nominale di 173,3 milioni di euro, residuo rispetto al prestito obbligazionario per l’importo nominale di un miliardo di euro emesso nel 2020. Il Tribunale di Milano ha rigettato le istanze cautelari promosse dalla società in via d’urgenza contro Tim e Fastweb+Vodafone e, di conseguenza, Inwit ha depositato, rispettivamente il 27 luglio e il 28 luglio, due reclami cautelari contro queste ordinanze.

In questo contesto, tuttavia, l’azienda spiega che “si conferma il modello di business infrastrutturale di Inwit, che grazie alle sinergie derivanti dalla condivisione degli assets e alla solida esperienza industriale, garantisce la massima efficienza ai propri clienti creando valore per tutte le parti coinvolte”.

Il punto di vista di Diego Galli

Inwit ricorda di possedere e gestire un’infrastruttura digitale capillare e non replicabile, di interesse critico nazionale, con siti in posizioni strategiche su tutto il territorio italiano e standard qualitativi d’eccellenza, in grado di garantire prestazioni elevate, massima affidabilità ed efficienza operativa.

“Inwit conferma la propria capacità industriale – dimostrata dalla realizzazione di progetti complessi come il piano italia 5G per l’eliminazione del digital divide in 500kmq del territorio – e l’impegno a investire nello sviluppo strategico delle infrastrutture di telecomunicazione a supporto della crescita dell’industria e della digitalizzazione del paese”, commenta il direttore generale Diego Galli. “I risultati del secondo trimestre riflettono il contingente contesto industriale con contrazione degli utili e degli investimenti; i risultati sono in linea con la guidance che prevede il ritorno alla crescita del business nel 2027. In relazione alle controversie legali conseguenti alle disdette degli msa, la società ha presentato reclamo avverso le ordinanze del tribunale di Milano, convinti della fondatezza delle nostre ragioni”.

Rispetto ai casi Tim e Fastweb, in conference call, Galli ha fatto sapere che “è troppo presto per dire se siamo ottimisti o pessimisti circa l’esito dei dialoghi: ci sono cause in atto e un’incertezza in generale”.

“Comunque, questo processo assistito con i nostri legali procede lentamente, vediamo dove porterà: dovrebbe durare fino a metà settembre con Tim, mentre con Fastweb siamo pronti ad avviare una consultazione – ha spiegato – Siamo sempre rimasti aperti. Apprezziamo un dialogo basato su un approccio razionale ed equo e siamo pronti ad avviare conversazioni sul piano delle migrazioni appena Fastweb sarà pronta a farlo”.

Inoltre, secondo il dg, il recesso dagli Msa” da parte di Tim e Fastweb “sarebbe comunque incompatibile con il rinnovo delle frequenze dato che non c’è effettiva disponibilità di infrastrutture passive”.

“Il mercato – aggiunge – ha bisogno di stabilità e prevedibilità. La consultazione di Agcom sul rinnovo delle frequenze non può prescindere da una piena consapevolezza sia degli assetti di mercato (torri non più integrate negli Mno, ovvero operatori mobili, ndr) sia delle sue esigenze di densificazione e quindi di più investimenti”.

Il rinnovo, in sostanza, secondo Inwit, deve presupporre nuovi investimenti in densificazione e non duplicazione della rete. “Nell’attuale struttura del settore, in cui vi è separazione tra towerco e società di servizi, riteniamo che il quadro normativo per il rinnovo delle frequenze debba scoraggiare la duplicazione delle infrastrutture e promuovere stabilità e prevedibilità”, ha chiarito.

Il commento di Intermonte

Commentando le performance di Inwit, gli analisti della banca d’investimento Intermonte spiegano che il gruppo “ha riportato financials sostanzialmente in linea con le nostre attese e con il consensus a livello di Ebitdaal, mentre utile netto e Rfcf sono risultati inferiori alle aspettative, a fronte di maggiori oneri finanziari”.

Intermonte attende di conoscere il contenuto del documento di consultazione relativo al rinnovo delle frequenze, che Agcom dovrebbe pubblicare a breve. “Un rinnovo delle frequenze a costo nullo o contenuto potrebbe incentivare gli operatori ad accelerare le trattative e ricercare possibili accordi extragiudiziali con Inwit, a fronte di maggiori obblighi di copertura e investimento”.

Tuttavia, rimarcano gli analisti, “la visibilità ancora limitata sia sull’esito delle controversie sia sulle tempistiche di una loro eventuale risoluzione ci porta a confermare il nostro rating Neutral (target price invariato a 7 euro)”.

Rispetto ai Kpi industriali, Intermonte sottolinea che sono in linea con i target e riflettono il contesto di mercato, con oltre 50 nuovi siti, oltre 380 nuovi PoP e circa 390 transazioni real-estate nel trimestre. Il tenancy ratio è salito a 2.40x (da 2.39x un anno fa), supportato dagli anchor commitments e dalla domanda da parte clienti Mno, Fwa e IoT.

Il management ha confermato la guidance, pur evidenziando come il 2026 resti un anno di transizione, con le dispute sugli Msa che continuano a pesare sugli investimenti degli operatori, nonostante l’apertura a soluzioni value-for-value con i clienti che preservino l’integrità degli accordi Msa esistenti. Per queste ragioni, “confermiamo le nostre stime FY26 nella parte bassa della guidance e sostanzialmente in linea con il consensus”, chiosano gli esperti di Intermonte.

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