I Mondiali Fifa del 2026 hanno trasformato stadi, aeroporti, città ospitanti e fan zone negli Stati Uniti, in Canada e in Messico in quello che si è rivelato un importante banco di prova per le reti di telecomunicazioni. A dirlo è il report ‘World Cup 2026: are operators the game-changers?’ , realizzato da Gsma Intelligence, che esamina il ruolo svolto dagli operatori e ne trae spunti che, a detta dell’associazione, potrebbero essere particolarmente rilevanti per i tornei futuri.
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La connettività ormai è una condicio sine qua non per i grandi eventi
Secondo il report di Gsma Intelligence, la connettività è ormai parte integrante sia dell’esperienza dei tifosi che delle operazioni relative agli eventi, dall’accesso ai contenuti e alla navigazione nelle città ospitanti fino alle trasmissioni, alla sicurezza e all’arbitraggio.
Il report evidenzia come gli operatori abbiano potenziato le reti in stadi, aeroporti e città ospitanti attraverso ulteriori infrastrutture 5G e Wi-Fi e aggiornamenti di capacità. Sottolinea inoltre il ruolo del 5G Standalone, delle reti private, dell’edge computing e dell’IoT nel supportare i servizi critici durante i grandi eventi sportivi.
Dallo stadio connesso all’intero percorso del tifoso
Secondo lo studio, le opportunità per gli operatori si estendono oltre la semplice copertura all’interno degli stadi, includendo i servizi in grado di supportare i tifosi durante tutto il loro percorso, dall’arrivo nel Paese ospitante all’ingresso nello stadio e al termine della partita.
D’altra parte, i consumatori hanno già sviluppato nuove esigenze e hanno cominciato a dotarsi dei mezzi per soddisfarle: il Global Consumer Survey 2025 di Gsma Intelligence stima che il 12% dei consumatori che hanno viaggiato all’estero nei 12 mesi precedenti ha utilizzato una eSim durante il soggiorno all’estero. Di questi, oltre il 70% ha utilizzato una eSim da viaggio fornita da un operatore di telefonia mobile. Il 45% dei clienti con contratto di telefonia mobile è interessato a piani tariffari basati sulle prestazioni, che includono opzioni come velocità di upload più elevate, accesso prioritario, aumenti di velocità su richiesta e bassa latenza garantita.
In questo scenario, il report mette in evidenza il lancio di Live Translation da parte di T-Mobile US come esempio di servizio nativo di rete. L’offerta fornisce traduzioni in tempo reale senza richiedere agli utenti di installare un’app dedicata o utilizzare hardware specifico, contribuendo a migliorare l’esperienza dei visitatori internazionali in occasione di grandi eventi.
L’evoluzione del traffico dati durante i grandi eventi
I dati pubblicati separatamente dagli operatori statunitensi forniscono un ulteriore contesto sulla portata della sfida. Verizon ha segnalato quasi 500 TB di dati negli stadi durante i Mondiali, di cui 29,2 TB durante la finale, con un aumento del traffico in upload di quasi il 70% durante l’intervallo.
AT&T riporta quasi un petabyte di traffico nelle città statunitensi che hanno ospitato le partite e un’affidabilità superiore al 99% per voce e dati, dopo aver preparato la propria rete per livelli di traffico da due a tre volte superiori alla norma.
Un punto di riferimento per gli stadi e le città spagnole
I risultati del rapporto evidenziano anche le sfide che le future sedi ospitanti dovranno affrontare. Il 5G Standalone, le reti private, l’edge computing e l’Internet delle cose possono supportare servizi come Var, trasmissioni in diretta, segnaletica digitale, telecamere connesse, droni, gestione della folla e ambulanze connesse.
“La lezione principale appresa dai Mondiali del 2026 è che i futuri Paesi ospitanti non dovrebbero considerare la connettività unicamente come un esercizio di capacità”, commenta Peter Jarich, responsabile di Gsma Intelligence. “Il vero valore risiede nella progettazione di infrastrutture in grado di garantire servizi essenziali, supportare i tifosi durante tutto il loro percorso e continuare a portare benefici alle città anche dopo la fine del torneo, riconoscendo al contempo le opportunità di offrire servizi di valore che vadano oltre la semplice connettività. Per la Spagna, il 2030 rappresenta un’opportunità per trasformare gli investimenti nella rete in una risorsa duratura per altri grandi eventi e per l’economia digitale”.







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