lo studio

GenAI senza freni: nel 2033 varrà 1700 miliardi di dollari



Indirizzo copiato

Secondo MarketsandMarkets, il mercato globale delle soluzioni legate all’intelligenza artificiale generativa è destinato a decuplicare rispetto alle stime per il 2026, con un cagr del 37% nei prossimi sette anni. A spingere il giro d’affari, specie nel Pharma, sarà la spesa in modelli di base, copiloti aziendali, sistemi multimodali e AI agentica

Pubblicato il 7 ago 2026



intelligenza-artificiale, sustainable AI telecomunicazioni, cybersecurity Large Language Models
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Il mercato globale dell’AI generativa è destinato a esplodere, passando dai 185,45 miliardi di dollari stimati per il 2026 ai 1.658,97 miliardi previsti per il 2033. A dirlo è il nuovo studio di MarketsandMarkets, intitolato “Generative AI Market by Offering (Foundation Models, Gen AI Co-pilots, Gen AI Accelerators, Gen AI Memory), Data Modality (Text, Video, Multimodal), Application (Content Generation, Autonomous Task Execution, Code Generation)”, che ipotizza un tasso di crescita annuo composto del 36,8% per i prossimi sette anni.

Secondo il report, la crescita, che decuplicherà il valore del comparto, è trainata dalla rapida commercializzazione di modelli di base, copiloti aziendali, sistemi multimodali e AI agentica in diversi ambiti, tra cui sviluppo software, gestione clienti, ricerca, analisi, creazione di contenuti e automazione dei processi aziendali.

I driver di crescita e i possibili freni al mercato

Presentando lo studio, MarketsandMarkets rimarca che le organizzazioni stanno passando da progetti pilota su piccola scala all’integrazione dell’AI generativa nei flussi di lavoro principali, creando una domanda di infrastrutture di calcolo, piattaforme di sviluppo di modelli, personalizzazione, integrazione dei dati aziendali, governance, sicurezza informatica e servizi gestiti.

I miglioramenti nel ragionamento dei modelli, nella gestione del contesto, nell’utilizzo degli strumenti e nell’efficienza dell’inferenza stanno ulteriormente ampliando i casi d’uso commercialmente validi.

Tuttavia, gli elevati costi delle infrastrutture, i problemi di affidabilità dei modelli, i rischi per la sicurezza dei dati, le questioni relative alla proprietà intellettuale, l’incertezza normativa e la difficoltà di dimostrare il ritorno sull’investimento potrebbero rallentare l’adozione, in particolare tra le organizzazioni più piccole e i settori altamente regolamentati.

Come si evolverà l’offerta

In questo scenario, sul fronte dell’offerta consistenti investimenti in acceleratori e data center ottimizzati per i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale manterranno le infrastrutture per l’AI generativa in prima linea nella spesa nel 2026.

Il segmento delle infrastrutture rappresenterà la quota maggiore del mercato nel 2026, grazie alla spesa costante per chip acceleratori, memorie ad alta larghezza di banda, sistemi di storage e reti ad alta velocità necessarie per l’addestramento e l’inferenza dei modelli. Le dimensioni e la complessità crescenti dei modelli di base, dei carichi di lavoro multimodali e degli agenti di AI a lunga esecuzione stanno aumentando la domanda di cluster di calcolo densi, architetture server ottimizzate e interconnessioni a bassa latenza.

I fornitori di cloud hyperscale, gli sviluppatori di modelli, i programmi di AI sovrani e le grandi imprese stanno investendo massicciamente nelle infrastrutture per espandere la capacità di addestramento e supportare l’inferenza su scala di produzione. La domanda si sta inoltre spostando dalle Gpu verso sistemi di intelligenza artificiale integrati che combinano acceleratori, memoria, rete, storage e ottimizzazione software.

Con l’espansione dell’adozione dell’AI generativa in ambienti cloud, on-premise ed edge, i fornitori di hardware sono in una posizione favorevole per trarre vantaggio sia dalle nuove implementazioni infrastrutturali sia dalla continua sostituzione dei sistemi generici con architetture ottimizzate per l’AI.

Sul piano dei player che giocheranno da protagonisti in questa nuova partita, MarketsandMarkets segnala come ovvio i colossi americani: Nvidia, Microsoft, Google, Amazon Web Service, Ibm, OpenAI, Anthropic, Meta, a cui si aggiungono la francese Mistral AI e la canadese Cohere.

Il Nord America farà la parte del leone

Non stupisce dunque che, sempre secondo lo studio, sarà il Nord America l’area geografica preponderante sotto il profilo della spesa. In particolare, nel 2026 la regione deterrà la quota maggiore del mercato dell’AI grazie alla concentrazione di aziende di semiconduttori, fornitori di cloud hyperscale, sviluppatori di modelli di base, fornitori di software aziendale, istituti di ricerca, startup e grandi acquirenti di tecnologia.

Il Nord America beneficia del resto di ingenti investimenti nei data center, di un’infrastruttura cloud matura, di solidi finanziamenti di venture capital e di una precoce adozione nei settori bancario, finanziario e assicurativo, sanitario, della difesa, dei servizi professionali, dei media e dell’intrattenimento e dell’IT.

Ed è quasi scontato rimarcare che le aziende statunitensi occupano posizioni di leadership lungo l’intera catena del valore dell’AI generativa, a cavallo di acceleratori, cloud computing, modelli, piattaforme di sviluppo, sistemi di governance, applicazioni e servizi di consulenza.

Si tratta infine di organizzazioni che stanno passando da strumenti isolati a implementazioni integrate connesse con i dati aziendali, le applicazioni aziendali e i flussi di lavoro automatizzati.

Pharma e Life sciences sugli scudi

Rispetto ai verticali maggiormente impattati da queste dinamiche, MarketsandMarkets evidenzia il segmento sanitario, farmaceutico e delle scienze della vita, che registrerà la crescita più rapida nel periodo di previsione: l’AI generativa viene sempre più applicata alla scoperta di farmaci, alla sintesi di documenti clinici, al recupero di conoscenze mediche, alla comunicazione con i pazienti, alla documentazione regolatoria, alla progettazione di studi clinici, alla ricerca scientifica e all’automazione amministrativa.

I modelli multimodali di AI generativa creano inoltre opportunità per combinare testo clinico, immagini mediche, informazioni di laboratorio, dati genomici e letteratura scientifica all’interno di ambienti integrati di supporto alle decisioni. Le aziende farmaceutiche stanno adottando l’AI generativa per accelerare l’identificazione dei target, la progettazione di molecole, la sintesi delle evidenze e la preparazione delle richieste di autorizzazione, mentre gli operatori sanitari ne stanno esplorando l’utilizzo nella documentazione, nella codifica, nel coordinamento delle cure e nel coinvolgimento dei pazienti.

La crescita sarà in particolare sostenuta dalla domanda di modelli specifici per dominio, ambienti di implementazione sicuri, interpretabilità, privacy dei dati e supervisione umana. Sebbene i requisiti normativi e le preoccupazioni relative all’accuratezza possano moderare l’implementazione, MarketsandMarkets prevede che l’elevato valore del miglioramento della produttività della ricerca e della riduzione degli oneri amministrativi sosterrà forti investimenti.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x