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Voucher cloud e cybersecurity, 150 milioni per la digitalizzazione delle Pmi



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Dal 20 ottobre parte la precompilazione delle domande, mentre lo sportello sarà operativo dal 10 novembre al 20 gennaio 2027. Contributi a fondo perduto fino a 20mila euro per imprese e autonomi che investono in tecnologie più avanzate e sicure

Pubblicato il 7 ago 2026



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Prende forma il nuovo intervento a sostegno della trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. Su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è stato firmato il decreto direttoriale che stabilisce termini e modalità operative per la presentazione delle domande di ammissione ai voucher destinati all’acquisto di soluzioni di cloud computing e cybersecurity da parte di Pmi e lavoratori autonomi.

La misura può contare su 150 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Di questi, 71 milioni sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Domande dal 10 novembre, graduatorie in ordine cronologico

Il calendario prevede una prima fase dedicata alla preparazione delle richieste. Dal 20 ottobre sarà possibile precompilare le domande attraverso la procedura informatica disponibile sul portale del ministero.

Lo sportello per l’invio vero e proprio delle istanze aprirà il 10 novembre e resterà operativo fino al 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La piattaforma telematica dedicata, ancora in via di definizione, sarà gestita da Invitalia per conto del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Un elemento destinato a incidere sulle modalità di partecipazione riguarda la formazione delle graduatorie: le richieste saranno infatti ordinate secondo la cronologia di presentazione.

Contributi fino a 20mila euro per imprese e autonomi

L’incentivo è rivolto alle Pmi e ai lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale, a condizione che dispongano di una connessione Internet con una velocità minima in download di 30 Mbps.

Gli investimenti, spiega il Mimit in una nota, dovranno riguardare soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già disponibili oppure tecnologie più avanzate e sicure di quelle utilizzate al momento.

L’agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili. I progetti dovranno avere un valore di almeno 4mila euro, mentre il contributo pubblico potrà raggiungere un massimo di 20mila euro.

Dalla sicurezza delle reti ai servizi in cloud

Il perimetro degli investimenti finanziabili è ampio e punta a sostenere sia il rafforzamento della sicurezza informatica sia la migrazione verso servizi e applicazioni in cloud.

Tra le tecnologie di cybersecurity ammesse rientrano firewall, router e switch, antivirus, antimalware, sistemi per il monitoraggio delle reti e la crittografia dei dati, oltre alle piattaforme per la gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza e agli strumenti per individuare e gestire le vulnerabilità.

Sul fronte cloud sono finanziabili servizi infrastrutturali e di piattaforma come virtual machine, storage, backup e database, oltre alle applicazioni software erogate come servizio. In quest’ultima categoria rientrano, tra gli altri, programmi di contabilità, soluzioni per la gestione delle risorse umane e della produttività, piattaforme per contenuti digitali ed e-commerce e strumenti dedicati alle interazioni con i clienti.

Il contributo copre inoltre servizi accessori quali configurazione, monitoraggio e supporto continuativo. Prodotti e servizi – spiega il Mimit – dovranno essere acquistati da fornitori iscritti nell’apposito elenco istituito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La misura nella Strategia per la Banda Ultralarga

L’intervento rientra nella Strategia italiana per la Banda Ultralarga 2023-2026 e punta a favorire una maggiore diffusione di servizi applicativi digitali innovativi tra le imprese.

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