IL PROGETTO

INWIT, torri a tutela della biodiversità: AI e IoT a difesa di Castelporziano



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Nella Riserva Naturale statale il progetto “MonitoriAmo la Natura”, sviluppato con Legambiente. Sensori ambientali, gateway intelligenti e videosorveglianza avanzata ampliano il ruolo delle infrastrutture digitali, mettendole al servizio della prevenzione degli incendi, del controllo della qualità dell’aria e della resilienza dei territori

Pubblicato il 10 ago 2026



Foto torre INWIT 3
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Punti chiave

  • Le torri di INWIT diventano piattaforme ambientali: il progetto MonitoriAmo la Natura con Legambiente alla Tenuta di Castelporziano integra sensori, gateway e intelligenza artificiale.
  • Sorveglianza antincendio e qualità dell’aria: telecamera intelligente rileva fumo in tempo reale fino a 5 km; centraline IoT misurano fino a 14 parametri (es. PM10, NO2).
  • Risultati e replicabilità: tra feb e mag 2026 registrati 14 superamenti giornalieri di PM10 (nessun valore >100 µg/m³) e nessun incendio rilevato; modello Digital Infrastructure Company già operativo in 13 aree.
Riassunto generato con AI


Una torre per telecomunicazioni può diventare anche un presidio ambientale. Accanto alla connettività mobile, sensori, gateway e intelligenza artificiale possono mettere l’infrastruttura al servizio del territorio. È l’approccio che INWIT sperimenta nella Riserva Naturale statale “Tenuta di Castelporziano” con “MonitoriAmo la Natura”. Il progetto, realizzato con Legambiente, ha l’obiettivo di rafforzare la prevenzione degli incendi e il monitoraggio della qualità dell’aria in una delle aree naturalistiche più rilevanti del litorale romano.

Le torri come piattaforme digitali multi-servizio

Il progetto rappresenta un’evoluzione del modello di Digital Infrastructure Company promosso da INWIT. Le torri, nate per ospitare gli apparati degli operatori mobili secondo il paradigma del neutral host, si aprono a nuove funzioni grazie anche a videocamere intelligenti, dotate di intelligenza artificiale e applicazioni per il monitoraggio ambientale.

Questa trasformazione amplia il valore delle infrastrutture condivise: oltre a sostenere la connettività, possono abilitare servizi dedicati alle smart city, alla gestione del territorio, al monitoraggio ambientale sfruttando una rete di asset già distribuita, con circa 26 mila torri in tutta Italia e circa 20 mila gateway collegati a una piattaforma IoT centralizzata, monitorata in modo continuativo.

IA e sensoristica per prevenire gli incendi e monitorare l’ambiente

Nell’area di Castelporziano sono state installate tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria e una telecamera intelligente collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale.

Il sistema di videosorveglianza analizza in tempo reale le immagini, riconosce eventuali pennacchi di fumo e, in presenza di anomalie compatibili con un principio d’incendio, invia immediatamente una segnalazione agli enti competenti. La posizione sopraelevata delle torri consente di controllare aree molto estese e di individuare focolai fino a circa cinque chilometri di distanza, favorendo interventi tempestivi.

Completano il sistema le centraline ambientali, veri e propri laboratori in miniatura capaci di rilevare fino a 14 parametri, tra cui polveri sottili, biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, anidride carbonica e variabili meteorologiche come temperatura, umidità e pressione atmosferica. I dati raccolti costituiscono una base informativa utile per seguire l’evoluzione dell’ambiente e supportare eventuali interventi di tutela.

I primi risultati del monitoraggio

I primi dati raccolti nella Tenuta di Castelporziano mostrano che tra metà febbraio e l’inizio di maggio 2026 le tre centraline hanno registrato 14 superamenti del limite giornaliero di PM10, senza che in alcuna giornata fossero rilevati valori superiori ai 100 microgrammi per metro cubo. Le medie registrate risultano in linea con quelle osservate

nello stesso periodo in altre aree monitorate dal progetto e non evidenziano particolari criticità.

Sul fronte della prevenzione incendi, la telecamera intelligente non ha rilevato anomalie nell’area sorvegliata durante il periodo di osservazione.

Galli: “Modello immediatamente replicabile”

“Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più grazie alla loro diffusione sul territorio – commenta Diego Galli, Direttore Generale di INWIT – le torri possono diventare piattaforme digitali in grado di ospitare sensori, telecamere e altri strumenti e tecnologie innovative utili alla sicurezza e alla sostenibilità abilitando la creazione di piattaforme digitali che possono ospitare sensori, telecamere e altri strumenti e tecnologie innovative utili a sicurezza e sostenibilità. Il punto forse più interessante è che questo modello è immediatamente replicabile”.

Il progetto è già operativo in 13 aree naturali italiane, attraverso 19 torri, 19 gateway, 9 telecamere e 27 centraline dedicate al monitoraggio della qualità dell’aria, distribuite tra Lazio, Abruzzo e Lombardia.

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