l'intervista

Sovranità digitale, Pescapè: “Non basta sapere dove sono i dati, conta chi controlla le tecnologie”



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Per il professore dell’Università Federico II, la cybersicurezza è ormai una componente strategica dell’autonomia nazionale: “L’Italia deve trasformare ricerca e investimenti in una filiera capace di sviluppare soluzioni proprie e ridurre la dipendenza dai grandi fornitori esteri”

Pubblicato il 11 ago 2026

Federica Meta

Direttrice



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Negli ultimi anni la sovranità digitale è diventata una priorità nelle strategie europee e nazionali. Il confronto si è concentrato soprattutto sulla collocazione dei dati, sulla disponibilità di infrastrutture cloud europee e, più recentemente, sulla capacità di sviluppare modelli e infrastrutture di intelligenza artificiale. Per Antonio Pescapè, Professore Ordinario di Reti di Calcolatori e di Data Analysis and Cybersecurity presso l’Università di Napoli Federico II, il rischio è però quello di guardare soltanto a una parte del problema. La dipendenza tecnologica, soprattutto quando riguarda i sistemi chiamati a proteggere reti e infrastrutture critiche, introduce una dimensione della sovranità che va ben oltre la semplice localizzazione dei dati.

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