IL PUNTO di Opensignal

5G Standalone, le strategie commerciali delle telco fattore decisivo per l’adozione



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L’ecosistema 5G Standalone è lontano dalla maturità. Non solo domina il 4G ma, anche laddove il 5G SA è tecnicamente presente, la diversa estensione delle nuove reti, la disponibilità di dispositivi compatibili e, soprattutto, i piani tariffari degli operatori limitano la penetrazione: “La nuova tecnologia deve essere automaticamente inclusa”

Pubblicato il 12 ago 2026



OpenSignal 5G
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Punti chiave

  • Analisi di Opensignal (1T 2026) su 29 mercati: disponibilità oltre il 70% sugli schermi, ma solo il 14,5% del tempo in 5G; 4G copre l’82,9%.
  • Il 5G SA è diffuso su sole 11 reti; tre operatori (3 Austria, Sunrise Svizzera, Movistar Spagna) gestiscono oltre un terzo dell’uso in 5G SA; adozione guidata da strategie commerciali.
  • Il 5G SA migliora soprattutto la reattività: 10 su 11 operatori riducono la latenza dal 5% al 32%; velocità e qualità non sempre migliorate; serve densificazione e migrazione al core.
Riassunto generato con AI


C’è un gap tra gli annunci sulla diffusione del 5G Standalone (5G SA) da parte degli operatori Tlc europei e il reale progresso delle architetture di rete e della peentrazione tra gli utenti. Opensignal prova a fare chiarezza sullo stato dell’arte con la sua analisi “5G Standalone in Europe: Where deployment stands and what it means for users”.

Da un lato, l’ecosistema 5G nel continente sembra sufficientemente maturo: la quota di utenti con un piano 5G che trascorre parte del tempo della connessione mobile sotto un segnale di nuova generazione ha raggiunto livelli elevati, superando il 78% complessivamente e oltrepassando il 90% in mercati quali Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Cipro. Ma una cosa è la disponibilità del 5G e un’altra è la diffusione della sua architettura standalone, che offre agli utenti un’esperienza nettamente diversa.

5G Standalone e Non-Standalone sono molto diversi

È importante distinguere il 5G Standalone dal 5G Non-standalone (Nsa), osserva Opensignal. Nel modello Nsa, il 5G continua ad appoggiarsi al core della rete 4G, mentre il modello Sa utilizza un core 5G nativo. Il passaggio alla modalità standalone costituisce quindi un cambiamento architetturale della rete e permette agli operatori di introdurre caratteristiche che vanno oltre il semplice aumento della velocità, tra cui una maggiore reattività della rete, una migliore gestione della qualità del servizio e funzionalità come il network slicing.

“Il miglioramento delle prestazioni del 5G standalone in Europa è reale”, afferma Opensignal. “L’impatto più tangibile del 5G Sa è la reattività. Dieci degli undici operatori riducono la latenza sul 5G Sa, con miglioramenti che vanno dal 5% al ​​32% rispetto al 5G non standalone. Questo risultato si conferma indipendentemente dalle scelte di implementazione o di spettro, anche laddove non si concretizzino miglioramenti in termini di velocità di download e qualità costante”.

Il beneficio complessivo per l’utente, però, non deriva automaticamente dal cambiamento architetturale: deve essere accompagnato da un deployment adeguato, da sufficiente spettro, da densità della rete e dall’ottimizzazione complessiva dell’infrastruttura.

Inoltre, le strategie di vendita degli operatori sono l’elemento decisivo per decretare la piena diffusione. Secondo Opensignal, la reale penetrazione del 5G Standalone è strettamente legata all’inclusione della tecnologia nelle offerte commerciali. Ciò raramente avviene in modo automatico. Più spesso, gli operatori utilizzano il 5G Sa come elemento di differenziazione dei piani tariffari, rendendolo disponibile soltanto a determinate categorie di clienti oppure associandolo a dispositivi compatibili.

Il 4G è ancora dominante

In Europa, gli operatori mobili si trovano in fasi differenti del processo di implementazione del 5G standalone. Soprattutto, l’effettiva possibilità per gli utenti di utilizzare una connessione Sa dipende dal dispositivo, dal piano tariffario e dalle modalità con cui l’operatore abilita il servizio.

Di conseguenza, per capire quanto la tecnologia sia realmente disponibile occorre osservare il comportamento degli utenti e il tempo effettivamente trascorso sulle connessioni standalone. Il risultato è una conferma: la stragrande maggioranza del tempo di connessione mobile in Europa avviene ancora tramite 4G.

Ciò che gli utenti vedono e a cosa sono effettivamente connessi sono due cose diverse. Sebbene la disponibilità del 5G venga visualizzata sugli schermi degli smartphone degli utenti 5G per oltre il 70% del tempo, in media in Europa solo il 14,5% del tempo di connessione viene effettivamente trascorso in 5G, mentre l’infrastruttura 4G continua a gestire la maggior parte della connettività, pari all’82,9% del tempo“, riporta Opensignal. “La diffusione su larga scala del 5G Standalone in Europa è limitata a sole 11 reti”.

5G SA, la reale diffusione in Europa

Nel primo trimestre del 2026, solo tre operatori (3 in Austria, Sunrise in Svizzera e Movistar in Spagna) gestiscono oltre un terzo del tempo di utilizzo del 5G da parte degli utenti Opensignal 5G su rete 5G Sa, rispettivamente il 37,1%, il 36,7% e il 35,4%.

Seguono Orange Spagna (17,1%) e Free Mobile Francia (14,1%). Dopo questi operatori, la percentuale scende rapidamente: Elisa Finlandia è all’11,3%, EE UK all’8,3%, mentre molti altri operatori rimangono sotto il 6%.

Inoltre, gli operatori che stanno facendo i maggiori progressi con il 5G Sa sono spesso quelli in ritardo in Europa, impegnati in importanti aggiornamenti infrastrutturali per recuperare il divario. Il 5G Sa rappresenta quindi una scommessa a lungo termine, fatta in modo sproporzionato dagli operatori che hanno più terreno da recuperare.

Il caso di Free in Francia

Il quadro che emerge è, dunque, quello di una diffusione progressiva, ma con differenze rilevanti fra Paesi e operatori.

In Francia Opensignal mette in evidenza il ruolo di Free, che utilizza il nome 5G+ per la propria offerta 5G Standalone. Free raggiunge un livello particolarmente elevato di utilizzo della 5G Sa fra i propri utenti compatibili e l’esperienza misurata in 5G Sa risulta superiore rispetto al 5G Nsa per diversi indicatori. Ciò si deve alla maggiore estensione del deployment architetturale e alla crescente disponibilità della tecnologia per gli utenti.

Il salto di qualità sull’esperienza mobile

Le prestazioni ottenute quando gli utenti sono connessi in modalità standalone sono nettamente superiori a quelle che si ottengono col 5G Non-standalone. Ma non si tratta solo di maggiori velocità di download. Il passaggio al 5G Sa può produrre incrementi significativi, ma che tali incrementi non sono uguali in tutti i mercati: la disponibilità di spettro, la densità della rete, l’ottimizzazione dell’infrastruttura e le caratteristiche della rete dell’operatore influenzano il risultato finale. La tecnologia standalone non produce automaticamente lo stesso miglioramento ovunque venga attivata.

Un elemento centrale è, invece, la latenza. Qui il valore del 5G Sa diventa particolarmente rilevante perché la nuova architettura permette di ridurre il tempo necessario alla comunicazione fra dispositivo e rete. Ma anche in questo caso i risultati variano da mercato a mercato.

Anche la qualità costante dell’esperienza varia fra i Paesi europei. Il 5G Standalone può migliorare la qualità dell’esperienza, ma l’entità del miglioramento dipende dal punto di partenza della rete e dal livello di ottimizzazione già raggiunto con la tecnologia Nsa.

Nel caso di Free, il servizio 5G Sa dell’operatore registra un punteggio del 94% sull’indicatore di qualità costante. Per gli utenti Free, il download medio in 5G Sa risulta superiore del 27% rispetto al 5G Nsa, mentre la latenza migliora del 32% – la maggiore progressione fra gli operatori europei valutati.

L’adozione del 5G Standalone è guidata dalle strategie commerciali delle telco

Una delle caratteristiche più importanti della nuova architettura è la possibilità di offrire prestazioni più prevedibili e una latenza inferiore, aspetti particolarmente rilevanti per applicazioni che richiedono una risposta rapida della rete. La tecnologia può inoltre costituire la base per funzionalità avanzate come il network slicing, attraverso il quale una rete fisica può essere suddivisa logicamente in segmenti destinati a differenti applicazioni e requisiti di servizio.

Ma l’adozione è guidata più dalla strategia commerciale che dalle capacità tecniche. Gli operatori europei con la maggiore quota di tempo di utilizzo del 5G Sa da parte degli utenti – 3 (Austria), Sunrise (Svizzera), Movistar (Spagna), Orange (Spagna), Free Mobile (Francia) – hanno tutti reso il 5G Sa lo standard per i propri clienti, senza tariffe maggiorate o altri costi aggiuntivi per il passaggio. Gli operatori che invece vendono il 5G Sa come prodotto premium o per utenti aziendali rappresentano una percentuale compresa tra una e poche decine di unità.

“Lo spettro non è più il fattore limitante. La banda media è assegnata in tutti i mercati europei inclusi nell’analisi. Ciò che resta da fare per una diffusione su larga scala del 5G SA è impegnarsi nella modernizzazione attraverso la densità dei deployment e la migrazione del traffico sulla nuova rete core”, conclude Opensignal.

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