È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 24,25-26,50 GHz. La cosiddetta banda 26 GHz bassa è destinata allo sviluppo delle reti wireless ultrabroadband e delle applicazioni 5G.
Le frequenze 24,25-26,5 GHz costituiscono una delle bande armonizzate a livello europeo per lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. “Il loro sfruttamento”, rimarca il Ministero delle imprese e del Made in Italy, “consentirà l’impiego di servizi a elevata capacità trasmissiva e bassa latenza, contribuendo alla diffusione delle infrastrutture digitali e delle reti Fixed Wireless Access (Fwa)”,
Il testo dell’avviso, il disciplinare di gara, la documentazione e i relativi allegati sono disponibili sul sito del Mimit, nella sezione dedicata alla banda 26 GHz bassa.
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Le indicazioni della delibera Agcom
La pubblicazione dell’avviso – nella sezione della Gazzetta 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici”- dà avvio alla procedura di gara prevista dalla Delibera Agcom n. 232/25/Cons del 7 ottobre 2025 per l’assegnazione delle frequenze disponibili nella banda.
Dieci giorni fa, secondo quanto previsto dalla stessa delibera Agcom, con l’avvio del procedimento tramite decreto del ministro Adolfo Urso è stata individuata la Fondazione Ugo Bordoni quale soggetto incaricato di fornire supporto tecnico-operativo al Ministero nelle attività di predisposizione e gestione delle procedure di assegnazione e di proroga dei diritti d’uso delle frequenze. La Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni – Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione è l’ente responsabile delle procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso e della definizione delle regole di utilizzo delle frequenze, al fine di favorire lo sviluppo delle reti wireless a banda ultra-larga.
Nella delibera l’Agcom stabilisce tra le altre cose le misure per l’assegnazione e l’uso della banda, fermo restando il rispetto della scadenza di tutti i diritti d’uso Wll esistenti, che avverrà al più tardi il 31 dicembre 2026, e dei diritti conseguenti. “Tali misure, improntate ai principi dettati dal Codice di trasparenza, equità, non discriminazione, apertura alla concorrenza, uso efficiente dello spettro, neutralità tecnologica, mirano a rispondere alla necessità manifestata dal mercato (da ultimo nell’ambito della predetta consultazione) di definire in tempo utile un quadro regolamentare certo e di lungo termine per l’impiego delle frequenze in questione, al fine di consentire un’adeguata pianificazione e una maggiore sostenibilità degli investimenti necessari a garantire lo sviluppo delle reti wireless”.
L’obiettivo, prosegue la delibera, è quello di salvaguardare le esigenze espresse (anche in occasione dell’ultima consultazione) dagli operatori Wll esistenti che operano a livello locale, favorendo la diffusione dei servizi di connettività a banda larga e ultra-larga anche in aree del Paese caratterizzate da un minore copertura da parte di infrastrutture di comunicazioni elettroniche.
L’analisi di Intermonte
Commentando la pubblicazione dell’avviso di gara, gli analisti della banca d’investimento Intermonte ricordano che la banda 24,25-26,50 GHz è oggi utilizzata principalmente per servizi Wll (Wireless Local Loop) e Fwa oltre che, per alcune porzioni, dal Ministero della Difesa.
In termini di valorizzazione, le frequenze a 26GHz hanno storicamente suscitato un interesse inferiore rispetto alle bande mid-band: nell’asta 5G del 2018, i 1,000 MHz della porzione alta della banda hanno generato circa 164 milioni di introiti, una quota marginale rispetto ai circa 6,5 miliardi raccolti complessivamente.
“Riteniamo pertanto che anche l’attuale assegnazione possa comportare esborsi relativamente contenuti, pur mettendo a disposizione un’ampia capacità per servizi Fwa e applicazioni 5G ad alta densità”, dice Intermonte, secondo cui “rispetto all’asta del 2018, la presenza di lotti territoriali potrebbe risultare particolarmente interessante per operatori Fwa quali Eolo e OpNet (WindTre), mentre gli operatori mobili nazionali potrebbero focalizzarsi prevalentemente sui lotti nazionali”.







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