Dopo aver acquisito una partecipazione in Deutsche Telekom, il fondo attivista Elliott Investment Management, che detiene anche una quota del 5% in BP, starebbe sollecitando il gruppo tedesco di telecomunicazioni ad abbandonare la potenziale fusione con la sua controllata statunitense T-Mobile.
Deutsche Telekom starebbe infatti valutando da mesi un merger con T-Mobile, di cui detiene una partecipazione di circa il 54%, che darebbe vita a un gigante delle telecomunicazioni transatlantico.
Il fondo Elliott, che non è l’unico attore a opporsi a questa scelta, è noto per aver accumulato partecipazioni in diverse aziende, sfruttando ruoli di leadershipper influire direttamente sulle strategie di importanti società tecnologiche e di telecomunicazioni, tra cui AT&T, Telecom Italia e X.
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Le mosse di Deutsche Telekom sullo scacchiere transatlantico
La notizia è stata riportata per la prima volta da Bloomberg mercoledì, e stando a quello che ha riportato ieri Reuters la società di investimento preferirebbe opzioni alternative per sbloccare valore per gli azionisti. Si parla nello specifico di un più corposo riacquisto di azioni proprie, secondo una delle fonti, che ha parlato con l’agenzia di stampa a condizione di anonimato poiché la questione è riservata.
Ad agosto, il gruppo di telecomunicazioni ha già aumentato il suo programma di riacquisto di azioni proprie previsto per il 2026 di 3 miliardi di euro, portandolo fino a 5 miliardi, giustificando la decisione con la bassa valutazione delle sue azioni rispetto ai livelli storici.
“Sebbene un aumento di questo impegno porterebbe naturalmente a un incremento finanziario, non risolverebbe i problemi strategici che affliggono il sentiment”, hanno osservato gli analisti di JPMorgan, sottolineando comunque anche le difficoltà del mercato statunitense, tra cui i timori di una concorrenza nel settore satellitare e la percezione di una debole infrastruttura in fibra ottica.
Il piano è in ogni caso in contrasto con la vision del ceo di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, che sta lavorando per avvicinare la sua azienda a T-Mobile attraverso una fusione completa, con l’obiettivo di creare la più grande compagnia telefonica al mondo. Il piano di Hoettges, tuttavia, sta avendo difficoltà: Semafor aveva precedentemente riportato che i dirigenti di T-Mobile avevano espresso preoccupazioni in merito a una possibile fusione con Deutsche Telekom.
E ora si aggiunge il parere vincolante di un azionista di peso. Anche se la stessa Reuters, precisa, non è stata in grado di determinare l’entità della partecipazione. Secondo la legge tedesca, le partecipazioni azionarie superiori al 3% devono essere rese pubbliche.
Ma non c’è solo Elliott a opporsi alla fusione
Oltre alla ventilata opposizione di Elliott, il piano potrebbe incontrare l’ostilità di diverse parti interessate, tra cui lo Stato tedesco, che possiede il 28% di Deutsche Telekom. È probabile che a remare contro l’operazione ci sia anche il timore di un intenso controllo normativo, con la necessità dell’approvazione dell’amministrazione di Donald Trump e dell’Unione Europea.
D’altra parte, T-Mobile si è rivelata estremamente redditizia per Deutsche Telekom negli ultimi anni, contribuendo a farle ottenere risultati migliori rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti in Europa.
Resta il fatto che la potenziale fusione rappresenta una transazione estremamente complessa, alla quale la maggior parte degli investitori continua a opporsi, hanno aggiunto, mentre la pressione degli attivisti potrebbe costringere Deutsche Telekom a chiarire la logica strategica alla base dell’accordo o a escludere formalmente la transazione.
“Anche noi siamo scettici riguardo a una fusione completa tra Deutsche Telekom e T-Mobile”, ha affermato Matthias Lützen, gestore di fondi presso Union Investment, azionista di Deutsche Telekom, che l’ha considerata un “chiaro fattore negativo” per i prezzi delle azioni di entrambe le società. “L’ingresso di Elliott e il programma di riacquisto di azioni recentemente ampliato rendono meno probabile una fusione. Nel lungo termine, ciò dovrebbe significare che Deutsche Telekom continuerà a concentrarsi, come da tradizione, sul riacquisto di azioni proprie. Ai livelli di valutazione attuali, ampliare il programma di riacquisto di azioni sembra inoltre una scelta molto sensata”, ha dichiarato a Reuters.
Salgono le azioni del gruppo. Il punto di Morgan Stanley
Non stupisce dunque che le azioni di Deutsche Telekom siano salite a Francoforte dopo la notizia del parere negativo di Elliott Investment Management.
“Le ricevute depositarie di Telekom, che sono elencate a New York, sono aumentate fino al 5% in una reazione iniziale. Le azioni di T-Mobile sono aumentate del 3%”, scrive Morgan Stanley commentando gli effetti della notizia.
La banca d’affari analizza anche l’ipotesi la società combinata potrebbe cercare una quotazione in borsa negli Stati Uniti e su un importante luogo di negoziazione europeo. “Tuttavia, i dettagli devono ancora essere risolti. Inoltre, le discussioni sono ancora nelle prime fasi e ogni misura richiede un sostegno politico per essere attuata. Negli ultimi anni, entrambe le aziende hanno parlato di tanto in tanto di una fusione più stretta. Il buon esito della strategia, però, era incerto anche prima che Elliott entrasse nella discussione”.







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