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Quantum-safe cybersecurity, come costruire la sicurezza del prossimo futuro


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Inventario crittografico e agilità tra le azioni suggerite dagli esperti del Wef: “Non possiamo aspettare il Q-Day per prepararci”. Le telco saranno tra i maggiori clienti delle soluzioni commerciali per la sicurezza quantistica, ma anche fornitori di servizi gestiti quantum-safe. E intanto Usa e Ue preparano le regole per PA e imprese

Pubblicato il 16 set 2026



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Sparkle e Hellas Sat per il quantum safe
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Punti chiave

  • Agire subito: l’accesso diffuso al calcolo quantistico permetterà ai cyber-criminali di scardinare i sistemi crittografici attuali, quindi è necessaria una cybersecurity quantum-safe.
  • Gli USA hanno avviato misure: il Dipartimento del Tesoro ha istituito una task force sulla transizione alla crittografia post-quantistica (PQC), con obblighi federali entro 2030/2031.
  • Risposta internazionale coordinata: la Commissione europea chiede transizione alla PQC entro fine 2026 e migrazione per infrastrutture critiche entro 2030; ANSSI e CRYPTREC stanno adeguando standard e certificazioni.
Riassunto generato con AI


Sulla cybersecurity quantum-safe il momento di agire è subito: prepararsi adesso a quando un accesso più diffuso al calcolo quantistico permetterà ai cyber-criminali di scardinare i sistemi crittografici attuali.

La Commissione europea ha già pubblicato una tabella di marcia coordinata che esorta gli Stati membri dell’Ue ad avviare la transizione alla post-quantum cryptography (PQC) entro la fine del 2026; la migrazione per le infrastrutture critiche è prevista entro il 2030. Nel frattempo, l’Anssi, l’agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica, ha annunciato che dal 2027 smetterà di certificare prodotti di sicurezza privi di crittografia resistente ai computer quantistici: tutti gli acquisti governativi e per le infrastrutture critiche dovranno essere quantum-safe entro il 2030.

La questione non riguarda solo gli enti pubblici, ma è cruciale per tutta l’industria, dal finance alle Tlc. Un recente studio di McKinsey ha indicato che gli operatori di telecomunicazioni saranno i maggiori clienti commerciali delle soluzioni per le comunicazioni quantistiche, passando da una quota del 2-6% nel 2023 del mercato totale delle comunicazioni quantistiche a una del 16-26% entro il 2035. Questa crescita sarà trainata dalla diffusione delle reti quantistiche e dall’integrazione con il cloud pubblico e le offerte di sicurezza informatica. Al tempo stesso, Analysys Mason ha evidenziato come la sicurezza quantistica sia anche un potenziale mercato per le telco, capace di potenziare l’offerta di networking e servizi.

Come agire? Il Centro per la sicurezza informatica del World economic forum (Wef) raccomanda tre passaggi per le organizzazioni che si preparano alla transizione crittografica: mappatura, agilità e difesa a più livelli.

Che cos’è la minaccia quantistica?

La crittografia moderna riesce a proteggere le comunicazioni digitali perché, al momento, persino i supercomputer più veloci impiegherebbero un tempo incredibilmente lungo per decifrarla.

Tuttavia, un quantum computer sufficientemente potente potrebbe svolgere lo stesso compito in tempi drasticamente ridotti, rendendo vulnerabili molti degli attuali sistemi di cybersecurity, come spiega un’analisi degli esperti del Wef.

I computer quantistici esistenti non rappresentano una minaccia, ma i recenti progressi hardware e algoritmici suggeriscono che in futuro al cybersicurezza come la conosciamo potrebbe risultare completamente scardinata. Nel 2025, una ricerca di Google ha indicato che il numero di qubit necessari per decifrare la crittografia Rsa potrebbe ridursi di 20 volte, da 20 milioni a meno di 1 milione, riducendo il divario con le macchine reali.

“Che questa tempistica si riveli accurata o meno, non possiamo permetterci di aspettare il Q-Day per prepararci”, affermano gli esperti del Wef.

Tre passaggi per la transizione alla cybersecurity quantum-safe

Il Centro per la sicurezza informatica del World economic forum raccomanda tre passaggi per le organizzazioni che si preparano alla transizione crittografica.

Innanzitutto, effettuare un inventario crittografico per identificare dove viene utilizzata la crittografia; secondo, sviluppare l’agilità crittografica per aggiornare gli algoritmi senza costose riprogettazioni; infine, implementare una difesa a più livelli con più strati di protezione, ad esempio combinando la crittografia classica e quella post-quantistica.

Il problema non è la consapevolezza, ma la pianificazione: un sondaggio della Finma condotto su 60 istituzioni finanziarie svizzere ha rilevato che queste riconoscono il rischio informatico derivante dai quantum computer, ma mancano di chiare roadmap di migrazione o piani lungimiranti.

“I governi spesso definiscono le priorità del mercato in anticipo, influenzando l’adozione da parte del settore. La storia dimostra che le priorità del settore pubblico plasmano la tecnologia su larga scala. Una volta che i governi richiedono sistemi quantum-safe nelle infrastrutture pubbliche e critiche, seguono gli incentivi per il settore”, scrivono gli esperti del Wef. “Per le organizzazioni, l’approccio migliore non è attendere la legislazione, ma integrare quantum readiness e l’agilità crittografica nella moderna sicurezza informatica”.

Il Q-Day si avvicina

Il 90% delle aziende globali non ha un piano per affrontare le minacce alla cybersicurezza nel calcolo quantistico, ha svelato una recente ricerca di Trusted Group Computing. Il cosiddetto “Q-Day” è fissato al 2030 o oltre, e appare sufficientemente lontano. Ma, secondo gli esperti e gli organismi di standardizzazione, è già il momento di occuparsi della sicurezza della quantum era.

Il Q-Day è la data presunta in cui dati sensibili e proprietà intellettuale, nonché i meccanismi crittografici alla base della fiducia digitale, potrebbero essere violati dai quantum computer in grado di decifrare gli algoritmi. L’adeguamento tecnologico non è banale: per questo bisogna cominciare a studiare i rischi e aggiornare le strategie di sicurezza informatica adesso.

“La nostra esperienza suggerisce che i team di gestione del rischio aziendale e di cybersicurezza, insieme ai loro fornitori, dovranno concentrarsi su qualcosa di più della semplice tecnologia; dovranno attuare cambiamenti strutturali nel modo in cui stabiliscono le priorità e si organizzano per affrontare la transizione”, secondo gli analisti di McKinsey.

Le telco costruiscono la sicurezza quantistica

Il mercato delle comunicazioni quantistiche si colloca all’incrocio tra cybersicurezza, sicurezza nazionale e infrastrutture di nuova generazione. Oggi il mercato, in termini di fonti di fatturato, è trainato principalmente dai governi, ma la crescita futura, prevede McKinsey, arriverà dal privato, a comunicare dai settori telecom e finance. Il valore complessivo è previsto tra 11 e 15 miliardi di dollari entro il 2035.

La preparazione al mondo quantistico non è solo una questione tecnica, ma è una priorità strategica che influenza la strategia. McKinsey porta l’esempio di come un fornitore di servizi di rete ha affrontato la questione cruciale per il top management di gestire le esposizioni al mondo quantistico: se un cliente viene colpito da una violazione dei dati, ad esempio, come dovrebbe la telco comunicare tale informazione agli altri clienti? Se la telco stessa fosse colpita da un’esposizione al mondo quantistico, quali elementi dell’infrastruttura dovrebbero assolutamente rimanere operativi e quali dovrebbe essere disattivati?

Questo fornitore di rete ha intenzionalmente riservato del tempo nelle riunioni strategiche per valutare tali rischi quantitativi, in modo che i suoi leader potessero comprenderne il potenziale impatto ed essere preparati ad agire di conseguenza.

Il quantum-safe networking nell’agenda delle Tlc

Anche Analysys Mason ha evidenziato come il quantum-safe networking non rappresenti più un tema confinato ai laboratori di ricerca, ma una priorità strategica attuale. I cybercriminali possono adottare la strategia nota come “harvest now, decrypt later“, raccogliendo oggi dati cifrati con l’obiettivo di decifrarli quando saranno disponibili computer quantistici sufficientemente potenti.

Di fronte a questo scenario, le telco stanno accelerando gli investimenti in nuove architetture di sicurezza, sia per proteggere le proprie infrastrutture sia per sviluppare servizi destinati a imprese e pubbliche amministrazioni. La sicurezza quantistica diventa così un nuovo terreno competitivo.

La trasformazione ruota attorno a due approcci complementari. Il primo è la Post-Quantum Cryptography (Pqc), che introduce nuovi algoritmi crittografici progettati per resistere agli attacchi dei computer quantistici. L’obiettivo consiste nel sostituire gli attuali sistemi di crittografia a chiave pubblica, come Rsa ed Ecc, che in futuro potrebbero essere violati grazie alle capacità di calcolo quantistiche.

Il secondo approccio è rappresentato dalla Quantum Key Distribution (Qkd), che sfrutta le proprietà della meccanica quantistica per distribuire le chiavi crittografiche attraverso fibre ottiche.

Le due tecnologie, tuttavia, rispondono a esigenze differenti. La Pqc appare oggi la soluzione più facilmente scalabile, perché richiede soprattutto aggiornamenti software senza modificare radicalmente l’infrastruttura esistente. La Qkd, invece, garantisce livelli di protezione superiori ma richiede nuovi apparati, investimenti significativi e ulteriori progressi tecnologici, soprattutto in termini di distanza di trasmissione e interoperabilità.

Per questo motivo gli operatori più avanzati stanno sperimentando architetture ibride, nelle quali la Pqc protegge l’intera rete mentre la Qkd viene riservata ai collegamenti che trasportano informazioni particolarmente critiche.

La sicurezza nuovo mercato per le telco

Gli operatori possono trasformare la sicurezza post-quantistica in opportunità commerciale tramite i servizi gestiti ad alto valore aggiunto, rivolti soprattutto al mercato enterprise.

Oggi l’offerta comprende principalmente Vpn quantum-safe, che integrano algoritmi Pqc nei firewall gestiti e nelle reti private virtuali, oltre a servizi di collegamento sicuro tra data center, dove la combinazione tra Pqc e Qkd protegge i carichi di lavoro più sensibili.

Sul mercato consumer, invece, le iniziative sono ancora limitate. Alcuni operatori stanno valutando l’integrazione della Pqc nei servizi di sicurezza mobile, ma resta incerta la disponibilità degli utenti a pagare un sovrapprezzo per funzionalità che, almeno per ora, risultano poco percepibili.

In Asia la leadership appartiene a China Telecom, che ha già realizzato una rete di comunicazione quantistica estesa a sedici grandi aree metropolitane e punta a una rete nazionale integrata spazio-terra entro il 2030. Anche Sk Telecom utilizza la Qkd lungo oltre 330 chilometri della propria dorsale 5G, mentre Singtel propone un servizio gestito che combina Pqc e Qkd per le imprese.

In Europa, Bt ha trasformato le sperimentazioni finanziate dal governo britannico in una Vpn commerciale quantum-safe. Colt ha completato una trasmissione transatlantica da 100 Gbit/s utilizzando algoritmi Pqc, mentre Deutsche Telekom guida il programma europeo EuroQci dedicato alle infrastrutture quantistiche. Anche Vodafone Uk integra progressivamente la Pqc nei servizi di sicurezza destinati ai clienti finali.

Negli Stati Uniti At&T estende la protezione post-quantistica ai servizi enterprise e alla rete pubblica FirstNet, Verizon partecipa ai principali tavoli di standardizzazione internazionale e Telus investe nello sviluppo di data center quantistici e reti cifrate.

Le partnership diventano un vantaggio competitivo

La competizione non si gioca soltanto sul piano tecnologico. Sempre più operatori acquisiscono partecipazioni nelle aziende specializzate per assicurarsi accesso privilegiato alle tecnologie più promettenti.

Sk Telecom, ad esempio, ha investito 65 milioni di dollari in Id Quantique, consolidando una collaborazione che sostiene gran parte dei suoi progetti Qkd. China Telecom ha acquisito una quota superiore al 21% di QuantumCtek, rafforzando il controllo sulla filiera nazionale dell’hardware quantistico. Anche Telus è entrata nel capitale della canadese Photonic, trasformando una collaborazione commerciale in una partnership strategica di lungo periodo.

Secondo Analysys Mason queste operazioni consentono agli operatori di esercitare maggiore controllo sulla roadmap tecnologica e di ridurre la dipendenza da fornitori esterni.

Cybersecurity per l’era quantistica, le mosse degli Usa

A livello governativo, gli Stati Uniti da diversi mesi stanno accelerando sulla preparazione alla cybersecurity quantum-safe e, ad agosto, hanno istituito una task force presso il Dipartimento del Tesoro per la preparazione al calcolo quantistico nel settore finanziario, riunendo enti governativi, istituzioni finanziarie e fornitori di infrastrutture tecnologiche attorno a tre aree di lavoro: transizione alla crittografia post-quantistica, preparazione di terze parti/fornitori e rischio legato agli asset digitali e alle tecnologie emergenti.

Già a giugno, il presidente Usa Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi rispettivamente per potenziare il calcolo quantistico avanzato e per imporre alle agenzie federali di passare alla crittografia post-quantistica entro il 2030-2031.

Il Giappone sta seguendo un percorso simile. Attraverso il suo programma nazionale per gli standard crittografici, Cryptrec, il governo giapponese sta integrando la PQC negli standard nazionali e ponendo le basi per la migrazione in ambito governativo e per le infrastrutture critiche.

Preparare ora la cybersicurezza del futuro

In Europa le nuove normative come Dora, NIS2 e il Cyber ​​resilience act (CRA), pur definendo standard di sicurezza informatica, non richiedono esplicitamente la crittografia post-quantistica. Tuttavia, impongono alle organizzazioni di implementare misure “all’avanguardia” e le autorità di vigilanza finanziaria stanno chiarendo cosa comporti questo standard “all’avanguardia”.

Il 7 luglio, la Banca centrale europea ha comunicato agli amministratori delegati delle banche che i progressi nel calcolo quantistico avranno un impatto sulla cybersecurity e che l’adozione della crittografia post-quantistica deve iniziare ora con investimenti strategici, aggiungendo che affronterà il rischio emergente per i metodi di crittografia tradizionali tramite lettera in un secondo momento.

Due giorni dopo, la Finma svizzera ha pubblicato delle linee guida che richiedono un piano di migrazione, un’analisi dei rischi, un inventario crittografico, la protezione contro i citati attacchi di tipo “raccogli ora e decrittografa in seguito”, il coinvolgimento di fornitori esterni e una transizione verso la crittografia agile.

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