L’elettricità è qualcosa che molti di noi danno per scontato. Diamo per certo che ci sarà sempre quando ne abbiamo bisogno, ad alimentare silenziosamente la quotidianità. Ma nel 2025 gli europei hanno ricevuto più di un promemoria sulla fragilità di questa convinzione. Il blackout della Penisola Iberica, l’interruzione dell’aeroporto di Heathrow e una serie di disservizi più localizzati sono finiti in prima pagina. Nelle prime settimane del 2026, un vasto blackout a Berlino ci ha ricordato che anche il sabotaggio resta una minaccia sempre presente per la resilienza della nostra fornitura elettrica.
Questi episodi avevano tutti cause diverse, ma il loro impatto sulla società è stato sorprendentemente simile. Voli cancellati, trasporti paralizzati, famiglie costrette a lasciare le proprie case, servizi digitali resi inutilizzabili e un durissimo colpo all’attività economica. Siamo così dipendenti dall’elettricità che bastano meno di 24 ore perché si arrivi di fatto ad una paralisi dell’intera società.
L’interruzione iniziale è certamente un problema, ma è stato il tempo necessario a ripristinare l’alimentazione a causare il disagio maggiore. Risolvere la causa all’origine era solo una parte della sfida. I ritardi nella commutazione delle sottostazioni, nella regolazione della fornitura o nel coordinamento dei tecnici sul campo hanno prolungato i tempi di ripristino. Questi ritardi indicano un problema più profondo. Molti dei sistemi di comunicazione su cui le nostre reti elettriche si basano per il monitoraggio, l’automazione e il ripristino dei guasti non sono più adatti a un’infrastruttura energetica sempre più dinamica e decentralizzata.
È per questo che la modernizzazione delle comunicazioni deve diventare una priorità della strategia energetica europea. Sistemi di comunicazione aggiornati non impediranno tutte le interruzioni, ma possono fare la differenza tra un ripristino che richiede minuti e uno che richiede giorni. E, come ci hanno insegnato i fatti recenti, ogni secondo conta.
Indice degli argomenti
Perché la modernizzazione della rete elettrica è una priorità strategica
In un momento in cui la sovranità dell’infrastruttura energetica europea è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione, i suoi sistemi elettrici stanno cambiando più rapidamente che in qualsiasi altro momento della storia. La proliferazione di pannelli solari sui tetti, turbine eoliche, batterie domestiche e veicoli elettrici ha ridisegnato il flusso quotidiano dell’elettricità. L’energia non si muove più in un’unica direzione, dai grandi impianti ai consumatori. Ora fluisce e rifluisce attraverso la rete, influenzata dalle condizioni meteorologiche, dai comportamenti delle persone e dai diversi incentivi pensati per accelerare l’abbandono dei combustibili fossili.
Tutto ciò significa che le utility hanno ora bisogno di una visione granulare e in tempo reale delle proprie reti. In ogni istante devono sapere dove sta fluendo l’energia e anticipare come le condizioni potrebbero cambiare nei minuti successivi. Anche i sistemi di automazione hanno bisogno di una connettività affidabile per riconfigurare porzioni della rete in modo rapido e sicuro.
Le interruzioni di cui abbiamo parlato hanno reso evidenti queste esigenze. A Heathrow, per esempio, l’incendio di una delle sottostazioni elettriche da cui dipendeva l’aeroporto ha portato al blocco totale delle operazioni. Riconfigurare il sistema elettrico di Heathrow per farlo funzionare con le due alimentazioni alternative è stato un processo estremamente complesso, dipendente da una supervisione manuale e stimato in un massimo di 12 ore per essere completato in sicurezza. In Spagna, il ripristino è stato rallentato in alcune zone della rete che disponevano di una connettività più limitata nelle ore successive al guasto. Questi episodi dimostrano che le interruzioni non sono state soltanto problemi di generazione e trasmissione, ma che anche i limiti delle comunicazioni hanno avuto un ruolo.
Alcuni Paesi stanno già rispondendo. La decisione della Germania di sostenere una rete privata wireless su scala nazionale per le infrastrutture critiche riflette una consapevolezza più ampia: le comunicazioni devono ormai essere considerate parte integrante della rete elettrica stessa, e non una componente aggiuntivo opzionale. Lo stesso si osserva in Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Austria, dove si stanno costruendo reti mobili dedicate al servizio delle utility elettriche.
Definire lo standard
Le utility hanno bisogno di sistemi di comunicazione che uniscano ampia copertura geografica, resilienza, sicurezza e durata nel tempo. Basate sugli standard mobili 3GPP, le reti private wireless 4G e 5G nelle bande a 410 MHz e 450 MHz offrono un ecosistema stabile e maturo, capace di soddisfare questi requisiti in modi spesso preclusi alle tecnologie più datate.
Un vantaggio è la copertura. Lo spettro a frequenze più basse si propaga più lontano e penetra gli ostacoli in modo più efficace. Ciò significa che una rete nazionale può essere realizzata con un numero relativamente ridotto di stazioni radio base e migliora anche la connettività per le smart grid, che necessitano di ampia copertura geografica, e per gli smart meter collocati in scantinati o in aree rurali.
Queste reti offrono inoltre un’elevata resilienza. Le utility possono progettarle con un backup a batteria di più giorni, garantendo che le comunicazioni restino attive anche quando la rete elettrica è fuori servizio. ESB Networks, in Irlanda, sta ad esempio realizzando una rete LTE privata a 410 MHz anche per questa ragione: resilienza e controllo durante eventi meteorologici estremi o guasti.
Le reti private wireless semplificano anche le operazioni. Molte utility si affidano oggi a un insieme eterogeneo di radio VHF o UHF, TETRA, CDMA, telemetria a banda stretta, collegamenti a microonde e reti mobili commerciali. LTE e 5G possono gestire il traffico SCADA, le comunicazioni delle squadre sul campo e le nuove applicazioni digitali emergenti su un’unica piattaforma.
Superare gli ostacoli
Passare a nuovi sistemi di comunicazione non è mai semplice, ma i principali ostacoli non sono insormontabili.
La disponibilità dello spettro radio è disomogenea in Europa. In alcuni Paesi le bande a 410/450 MHz sono ancora utilizzate da tecnologie radio più datate. La migrazione di questi utenti richiede una pianificazione regolatoria e tempistiche realistiche, ma gli esempi di Germania e Irlanda dimostrano che è un obiettivo raggiungibile.
Le utility operano inoltre su cicli di investimento lunghi. Dispositivi come i contatori e le apparecchiature di protezione possono restare in servizio per un decennio o più, il che significa che il cambiamento non può avvenire dall’oggi al domani. La maggior parte delle implementazioni comporterà diversi anni di funzionamento in parallelo, mentre l’ecosistema dei dispositivi cresce e le apparecchiature vengono aggiornate gradualmente.
Infine, la frammentazione del panorama energetico europeo rende essenziale il coordinamento. Modelli condivisi come 450connect in Germania dimostrano come più operatori possano collaborare, ottenere economie di scala e beneficiare di un quadro tecnico comune.
Come le reti private wireless supportano una rete elettrica flessibile e resiliente
Le reti private wireless abilitano diverse nuove funzionalità per le utility elettriche. La visibilità in tempo reale consente di individuare, isolare e risolvere i guasti molto più rapidamente. I sistemi di automazione possono regolare i flussi di rete e stabilizzare la tensione senza intervento manuale. Durante eventi di grave entità come tempeste, incendi o interruzioni su vasta scala, le reti private continuano a funzionare anche quando le reti commerciali sono congestionate o fuori servizio.
Un’altra funzionalità importante è il ruolo che le reti private wireless svolgono nella gestione delle rinnovabili e dei prosumer, ovvero le famiglie e le imprese che, oltre a consumare energia, la producono. Una quota crescente di elettricità viene generata ai margini della rete, il che rende essenziale disporre di informazioni accurate e tempestive per bilanciare domanda e offerta. Dati migliori portano a risultati migliori e a minori disservizi.
Le minacce informatiche per le aziende del settore energetico crescono rapidamente. L’associazione italiana CLUSIT ha rilevato che nel primo trimestre del 2025 gli incidenti informatici che hanno coinvolto imprese dell’energia e delle utility sono stati superiori del 40% rispetto al 2023. Nel maggio 2023, 22 aziende energetiche danesi sono state compromesse in un attacco coordinato, costringendo alcuni operatori a interrompere il servizio.
Le reti private wireless possono offrire alle utility un controllo sulla sicurezza molto maggiore rispetto a un’infrastruttura pubblica condivisa. Trattandosi di sviluppi ‘greenfield’, le reti private 4G/5G non sono esposte alle vulnerabilità legacy di altri sistemi e garantiscono un controllo molto più elevato su ogni dispositivo connesso rispetto alle installazioni pubbliche. Tuttavia, è fondamentale progettare correttamente l’architettura di rete fin dall’inizio. Aggiungere protezioni supplementari in un secondo momento risulterà più costoso e, con ogni probabilità, meno efficace nel lungo periodo.
Sostenere la transizione
Gli eventi degli ultimi due anni hanno mostrato quanto strettamente la vita moderna sia legata a una fornitura costante di elettricità e come le carenze nelle comunicazioni possano rallentare il ripristino quando qualcosa va storto. Man mano che l’Europa accelera la propria transizione energetica, le reti elettriche diventeranno sempre più complesse e più critiche.
Rafforzare il livello delle comunicazioni non va considerato soltanto un aggiornamento tecnico: è una necessità strategica. Le reti private wireless nelle bande a 410/450 MHz stanno già dimostrando il proprio valore in paesi come Germania e Irlanda. La sfida ora è ampliarne la diffusione e fare in modo che le comunicazioni vengano riconosciute come una parte essenziale dell’infrastruttura energetica europea.
La rete elettrica sta evolvendo. Anche le sue comunicazioni devono evolversi con essa.







Partecipa alla community