scenari

Dati satellitari nei campi, Confagricoltura: “Servono reti nelle aree interne”


Indirizzo copiato

L’associazione chiede strumenti più accessibili per le aziende agricole. Le informazioni raccolte dallo spazio possono aiutare a gestire le colture. Ma costi, carenza di competenze e copertura digitale ne ostacolano la diffusione

Pubblicato il 25 set 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
dati satellitari in agricoltura


Punti chiave

  • Le immagini satellitari aiutano a decidere interventi, uso dell’acqua e monitorare le colture, ma servono strumenti accessibili, personale formato e connettività affidabile.
  • Secondo l’Osservatorio Smart AgriFood, la superficie coltivata con tecnologie digitali è al 10%; il 37% degli agricoltori intende investire in macchinari connessi e il 34% in sistemi di monitoraggio.
  • Ostacoli: costi, mancanza di competenze, limite di copertura digitale e vincoli normativi; Confagricoltura propone Hubfarm e chiede collaborazione per diffondere l’agricoltura di precisione.
Riassunto generato con AI


Le immagini satellitari possono aiutare un’azienda agricola a capire dove intervenire, quanta acqua utilizzare e come seguire lo stato delle colture. Per trasformare le informazioni in decisioni quotidiane servono però strumenti accessibili, persone in grado di usarli e connessioni affidabili anche lontano dai centri urbani. È il tema emerso dal convegno “Dallo spazio al campo”, organizzato da Confagricoltura a BEX–Beyond Exploration Expo, a Rimini.

Nel confronto tra rappresentanti dell’agricoltura, imprese, università e istituzioni, l’associazione ha richiamato l’attenzione sulle condizioni necessarie per ampliare l’uso delle tecnologie di precisione. Tra gli ostacoli c’è la carenza di connettività nelle aree interne, dove la raccolta e la gestione dei dati incontrano – secondo Confagricoltura – maggiori difficoltà.

La superficie coltivata con strumenti digitali arriva al 10%

La diffusione di queste soluzioni ha ancora margini di crescita. Secondo la ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, presentata a febbraio 2026, la superficie agricola italiana coltivata con tecnologie digitali raggiunge il 10% del totale. Il dato riguarda l’insieme degli strumenti digitali impiegati in campo e non soltanto quelli satellitari. Nella stessa ricerca, il 37% degli agricoltori dichiara l’intenzione di investire in macchinari connessi e il 34% in sistemi di monitoraggio.

Per l’agricoltura di precisione, le informazioni provenienti dall’osservazione della Terra si affiancano a quelle raccolte da droni, sensori e macchinari. Il loro impiego consente di seguire le condizioni dei terreni e delle colture e di programmare gli interventi sulla base dei dati disponibili.

“L’agricoltura di precisione è una risorsa preziosa per coniugare sostenibilità economica e ambientale, riducendo l’utilizzo della chimica fino a oltre il 50%. Rappresenta un’opportunità epocale che non possiamo lasciarci sfuggire”, sottolinea Nicola Gherardi, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura.

Costi, competenze e copertura digitale

Quattro i principali ostacoli alla diffusione delle tecnologie: il costo degli investimenti, la necessità di nuove competenze, i limiti della connettività nelle aree interne e alcuni vincoli normativi. Per un’azienda agricola, infatti, acquistare strumenti di rilevazione è solo una parte del percorso: occorre anche poter trasmettere, leggere e utilizzare le informazioni raccolte.

“Per questo, Confagricoltura ha messo a punto Hubfarm, uno strumento concreto per accompagnare le aziende agricole nella raccolta e nella gestione di dati, attraverso una piattaforma di facile utilizzo – aggiunge Gherardi – Auspichiamo che la superficie coltivata tramite tecnologie avanzate possa aumentare, con benefici per la redditività delle imprese e la tutela dell’ambiente”.

La richiesta rivolta dall’associazione alla filiera è di rendere le soluzioni digitali utilizzabili da un numero maggiore di imprese. “Gli agricoltori non possono essere lasciati soli a sostenere lo sforzo che le tecnologie spaziali richiedono – conclude Gherardi – Il vero cambiamento passerà attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e imprese, per garantire accessibilità e capillarità. Infine, è fondamentale fare sinergia tra gli attori della filiera agroalimentare”.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x