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Spettro radio, l’allarme dell’Itu: “Proteggere le frequenze per meteo e clima”


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Sensori satellitari, radar, sistemi di allerta e monitoraggio ambientale dipendono da bande specifiche e difficili da sostituire. L’Internationla Commucaton Union, insieme alla World Meteorological Organization, chiede a governi e regolatori di ridurre il rischio di interferenze, mentre cresce la domanda per servizi wireless e satellitari

Pubblicato il 30 set 2026



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Punti chiave

  • Itu e Wmo chiedono a governi e regolatori di proteggere lo spettro per previsioni, allerta precoce e gestione delle risorse idriche, pubblicando un manuale congiunto.
  • Alcune bande sono insostituibili: i sensori passivi registrano segnali naturali deboli e sono vulnerabili alle interferenze radio, degradando dati e modelli.
  • La crescente domanda di frequenze da reti mobili, satelliti e cloud richiede coordinamento in vista della Wrc-27 per tutelare l’osservazione della Terra e la resilienza.
Riassunto generato con AI


Le frequenze radio utilizzate per osservare l’atmosfera, monitorare il clima e trasmettere dati ambientali stanno diventando una risorsa sempre più contesa. Con la crescita dei servizi wireless e satellitari, Itu e Wmo chiedono a governi, autorità di regolazione e comunità meteorologica di rafforzare la tutela dello spettro utilizzato per previsioni, allerta precoce e gestione delle risorse idriche.

L’appello arriva con la pubblicazione del nuovo manuale congiunto Use of Radio Spectrum for Meteorology: Weather, Climate, Water and Related Environmental Applications, presentato il 28 settembre 2026 a Ginevra in occasione del Global Itu-Wmo Seminar on Spectrum Use for Meteorology. Il documento aggiorna le indicazioni tecniche e operative sulle bande utilizzate dai sistemi meteorologici ed evidenzia gli effetti che le interferenze radio possono avere sulla qualità e sulla disponibilità dei dati ambientali.

“Prevenire le interferenze radio dannose è una questione di sicurezza pubblica e può salvare vite. Uno spettro privo di interferenze mantiene accurate le previsioni meteorologiche, tempestivi gli avvisi e le allerte di emergenza e affidabili i dati climatici, consentendo alle comunità di prepararsi, reagire e rafforzare la propria resilienza”, afferma Doreen Bogdan-Martin, segretaria generale dell’International Telecommunication Union.

Frequenze che non possono essere sostituite facilmente

Il punto centrale riguarda alcune bande utilizzate dai sistemi meteorologici e di osservazione della Terra. In molti casi la scelta delle frequenze non dipende da una preferenza tecnica o commerciale, ma dalle proprietà fisiche dell’atmosfera.

Alcuni sensori satellitari, per esempio, misurano segnali naturali estremamente deboli emessi dalla Terra e dall’atmosfera. Temperatura, umidità, precipitazioni e condizioni degli oceani possono essere ricavate osservando specifiche porzioni dello spettro elettromagnetico. Questi segnali, proprio perché molto deboli, sono particolarmente sensibili alle interferenze prodotte da altri sistemi radio.

“Lo spettro delle radiofrequenze è una risorsa naturale limitata. La meteorologia dipende da bande specifiche, determinate non da una scelta ma dalle proprietà fisiche dell’atmosfera stessa: permettono osservazioni che nessun’altra frequenza può fornire. Queste bande devono essere protette”, sottolinea Celeste Saulo, segretaria generale della World Meteorological Organization.

“Proteggere lo spettro che ci permette di osservare l’atmosfera significa proteggere le previsioni e i sistemi di allerta precoce dai quali dipende ogni Paese”, aggiunge Saulo.

Satelliti, radar e sistemi di allerta dipendono dallo spettro

Il problema non riguarda soltanto i satelliti. Anche radar meteorologici, sistemi per il rilevamento dei fulmini, osservazioni aeronautiche e marittime e infrastrutture per il monitoraggio idrologico utilizzano frequenze specifiche per raccogliere o trasmettere informazioni.

La disponibilità di queste bande incide quindi direttamente sulla capacità dei servizi meteorologici di produrre previsioni affidabili e sistemi di allerta tempestivi.

Il nuovo manuale Itu-Wmo ricostruisce l’infrastruttura globale di osservazione meteorologica e descrive le caratteristiche tecniche e operative dei principali sistemi. Individua inoltre le bande radio utilizzate, i criteri con cui valutare le interferenze dannose e le possibili conseguenze su dati, previsioni e servizi di early warning.

Il tema assume un peso particolare in un contesto in cui le informazioni meteorologiche vengono utilizzate anche per la gestione delle emergenze, dell’agricoltura, dell’aviazione, della navigazione e delle risorse idriche.

La domanda di spettro continua a crescere

A rendere più complesso il quadro è l’aumento della domanda di frequenze da parte di una molteplicità di servizi. Reti mobili, sistemi satellitari e nuove applicazioni wireless competono per una risorsa limitata, imponendo un coordinamento sempre più accurato tra esigenze differenti.

Secondo Itu, la pressione sulle bande utilizzate per meteo, clima e monitoraggio ambientale sta crescendo proprio con l’espansione dei servizi di radiocomunicazione. Anche il modo in cui i dati vengono elaborati e distribuiti sta cambiando: ai tradizionali sistemi satellitari si affiancano sempre più piattaforme cloud per archiviazione, processamento e diffusione delle informazioni.

Questo sviluppo può aumentare capacità e flessibilità dei servizi, ma rende più articolata anche la gestione dello spettro.

Il rischio è che nuove assegnazioni o utilizzi non sufficientemente coordinati producano interferenze in grado di degradare la precisione o la disponibilità dei dati utilizzati per previsioni e allerta precoce.

Il nodo delle interferenze radio

Un’interferenza non deve necessariamente interrompere completamente un servizio per produrre conseguenze rilevanti. Nei sistemi meteorologici, anche una degradazione parziale del segnale può incidere sulla qualità dei dati raccolti.

Questo vale soprattutto per i sensori passivi, che non trasmettono segnali propri ma registrano le emissioni naturali provenienti dalla Terra o dall’atmosfera. In questo caso la presenza di trasmissioni esterne sulla stessa banda o su frequenze adiacenti può alterare il dato ricevuto.

Le conseguenze possono propagarsi lungo l’intera catena: osservazioni meno accurate possono tradursi in modelli meteorologici meno precisi e, nei casi più critici, in sistemi di allerta meno tempestivi o affidabili.

Per Itu e Wmo, dunque, la gestione dello spettro assume anche una dimensione legata alla sicurezza pubblica e alla capacità dei governi di prepararsi agli eventi estremi.

Verso la World Radiocommunication Conference 2027

Il dossier assume rilevanza anche in vista della World Radiocommunication Conference 2027, la Wrc-27, appuntamento nel quale gli Stati membri dell’Itu discuteranno le future regole internazionali sull’utilizzo delle radiofrequenze.

Il seminario di Ginevra, in programma dal 28 al 30 settembre 2026, riunisce autorità meteorologiche, regolatori, esperti satellitari, rappresentanti dell’industria e organizzazioni internazionali proprio per esaminare i requisiti attuali ed emergenti dello spettro per meteo, clima e osservazione della Terra. Tra i temi figurano anche la preparazione alla Wrc-27 e alla successiva Wrc-31.

L’obiettivo è aumentare il coordinamento tra due comunità che tradizionalmente lavorano su piani differenti: quella meteorologica e quella delle telecomunicazioni.

Il manuale pubblicato da Itu e Wmo punta proprio a fornire una base tecnica comune per regolatori, decisori pubblici e specialisti delle radiocomunicazioni, così da valutare le esigenze dei sistemi ambientali insieme a quelle delle nuove applicazioni commerciali.

La protezione delle frequenze entra nelle politiche di resilienza

Il confronto sullo spettro diventa così parte di un tema più ampio di resilienza delle infrastrutture. Le reti di telecomunicazioni e i servizi meteorologici utilizzano la stessa risorsa radio, ma con esigenze molto differenti in termini di potenza, protezione dalle interferenze e continuità del servizio.

La crescita delle comunicazioni wireless e satellitari rende quindi più importante definire regole che consentano di sviluppare nuovi servizi senza compromettere sistemi che svolgono funzioni di interesse pubblico.

Per Itu e Wmo, proteggere le bande utilizzate dall’osservazione della Terra significa preservare la qualità dei dati sui quali si basano previsioni, allerta precoce e monitoraggio climatico. E con l’aumento della pressione sullo spettro, il coordinamento tra regolatori delle telecomunicazioni e autorità meteorologiche è destinato ad assumere un peso crescente nelle prossime decisioni internazionali.

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