l'intervista

Merz, SAP: “La sovranità non frena l’innovazione, la rende sostenibile”


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Dalla classificazione dei dati alla scelta del modello cloud più adatto per ciascun workload, le imprese stanno definendo nuovi criteri per mantenere controllo, conformità e resilienza nell’adozione di cloud e AI. Il President Sovereign Cloud di SAP, spiega come cambiano le strategie aziendali. il caso Airbus

Pubblicato il 5 ott 2026

Federica Meta

Direttrice



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Punti chiave

  • La sovranità digitale passa da vincolo a leva competitiva: contesto geopolitico instabile, entrata in vigore dell’AI Act e dipendenza tecnologica extraeuropea.
  • Le aziende classificano i dati e i workload, mappano requisiti legali e scelgono il modello cloud più adatto per innovare rispettando compliance e resilienza.
  • SAP valuta il sovereign cloud su quattro dimensioni: sovranità dei dati, sovranità operativa, sovranità tecnica, sovranità legale; esempio: Airbus con RISE with SAP.
Riassunto generato con AI


Per anni, la sovranità digitale è stata trattata come un vincolo: un insieme di obblighi normativi da soddisfare, costi aggiuntivi da assorbire, gradi di libertà tecnologica da cedere in cambio di conformità. Oggi quella percezione sta cambiando.

In un contesto geopolitico sempre più instabile, con l’AI Act europeo entrato in piena operatività per i sistemi ad alto rischio lo scorso agosto, le supply chain digitali esposte a scenari di rischio inediti e la dipendenza tecnologica extraeuropea al centro del dibattito industriale, la sovranità è diventata una leva competitiva. Le imprese che sanno classificare i propri dati, definire il livello di controllo necessario per ciascun workload e scegliere il modello cloud più adatto alle proprie esigenze non stanno rinunciando all’innovazione: stanno costruendo le condizioni per sostenerla nel tempo.

Ne abbiamo parlato con Martin Merz, President Sovereign Cloud di SAP, che guida la strategia dell’azienda in uno dei temi più dibattuti del mercato cloud globale. Dal caso Airbus, tra i primi esempi pubblici di deployment sovereign cloud end-to-end su larga scala, al framework in quattro dimensioni che SAP applica per valutare le proprie offerte sovrane, Merz racconta come la sovranità stia diventando un vantaggio da progettare.

Come si stanno approcciando le aziende ai requisiti di sovranità?

La sovranità digitale è diventata una priorità strategica in tutti i settori. Per le aziende significa poter utilizzare il cloud e l’AI mantenendo al contempo la libertà di scelta e il controllo sui propri dati, sulle operazioni e sui processi aziendali critici. I requisiti specifici variano per settore, Paese e workload, ma il processo è in linea di massima simile.

Le organizzazioni classificano innanzitutto i loro dati e workload in base alla sensibilità e alla criticità per il proprio business. Successivamente mappano i requisiti legali, normativi e specifici del settore applicabili e determinano il livello di controllo necessario su dati, operazioni, tecnologia e giurisdizione legale. Sulla base di questa valutazione, selezionano il modello di deployment più adatto per ciascun workload, combinando spesso più modelli nei diversi mercati. Questo approccio consente loro di modernizzarsi con il cloud e adottare l’AI sotto una governance chiara, mantenendo la conformità normativa e rafforzando la resilienza.

Può condividere esempi di grandi clienti enterprise, anche anonimi, attraverso diversi modelli cloud (cloud privato/pubblico o sovereign cloud)?

Le grandi imprese adottano un approccio differenziato alla sovranità. Valutano quali dati e processi aziendali sono più critici, quali requisiti normativi e di sicurezza si applicano e dove necessitano del massimo grado di controllo. Sulla base di questa valutazione, scelgono il modello cloud più adatto a ciascuna area del business. In tutte queste decisioni, l’obiettivo comune è combinare l’innovazione cloud e l’AI con resilienza, compliance e una responsabilità chiaramente definita.

Per il modello di sovereign cloud, un esempio pubblicamente noto è Airbus. L’azienda ha scelto RISE with SAP, supportato da un modello di deployment sovereign cloud end-to-end, per stabilire una base tecnologica standardizzata e scalabile per le principali operazioni aziendali. Questa decisione illustra come un’impresa operante a livello globale possa modernizzarsi e beneficiare dell’innovazione cloud e AI mantenendo al contempo il controllo sui propri processi più critici. Riflette un cambiamento più ampio verso la visione della sovranità come abilitatore della trasformazione e della competitività a lungo termine.

Quando si può parlare davvero di cloud sovrano e quali requisiti deve soddisfare?

In SAP valutiamo le offerte sovrane attraverso quattro dimensioni interconnesse: sovranità dei dati, sovranità operativa, sovranità tecnica e sovranità legale. In pratica, si traducono in quattro domande: Chi controlla i dati e l’accesso a essi? Chi gestisce i sistemi? Come viene protetta e controllata la tecnologia? E quali leggi e garanzie contrattuali si applicano?

Insieme, queste dimensioni costituiscono il fondamento dell’approccio SAP al sovereign cloud. Combiniamo le capacità a livello di infrastruttura, piattaforma, applicazioni e AI con un solido ecosistema di partner europei e globali, offrendo alle organizzazioni l’accesso alle tecnologie più avanzate con governance, accountability e controllo chiaramente definiti. In quanto azienda europea che opera in tutto il mondo, SAP è guidata da valori di apertura, responsabilità e stato di diritto, connettendo la forza tecnologica europea all’innovazione globale per rafforzare prosperità, sicurezza e libertà d’azione.

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