Ericsson ritira la procedura di licenziamento collettivo che coinvolgeva 131 lavoratori della sede di Genova. La decisione è arrivata al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulle prospettive industriali e occupazionali del polo degli Erzelli, dopo l’interlocuzione tra l’Ad Andrea Missori ela presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il confronto si sposta ora sulle modalità con cui gestire le eventuali uscite. La prospettiva è trasformare i licenziamenti forzosi in un percorso volontario, accompagnato da incentivi economici e strumenti per favorire la ricollocazione del personale.
“A seguito del confronto costruttivo e responsabile avviato negli ultimi giorni con il Governo, la procedura di licenziamento collettivo avviata presso la sede di Genova, che interessa 131 persone, verrà gestita attraverso un percorso consensuale e volontario – fa sapere Ericsson –
Il dialogo ha permesso di individuare una soluzione che supera l’impostazione iniziale della procedura e prevede uscite su base volontaria, accompagnate da significativi incentivi economici. Il percorso sarà completato entro la fine del 2026. Proseguiranno ora le interlocuzioni con le organizzazioni sindacali e le istituzioni per definire le modalità di attuazione dell’accordo, in coerenza con le prospettive del sito di Genova e del Gruppo in Italia”
Indice degli argomenti
Dal licenziamento collettivo agli esodi incentivati
La vertenza riguarda oltre 130 addetti del sito genovese e si inserisce nel processo di riorganizzazione avviato da Ericsson, che comprende anche la chiusura del reparto di Ricerca e Sviluppo Ottica.
Secondo quanto emerso dal tavolo Mimit, chi aderirà all’uscita volontaria sono previsti incentivi. La Uil riferisce che l’azienda ha indicato una disponibilità pari a 48 mensilità per ciascun lavoratore coinvolto dalla procedura. Per chi invece intende proseguire il rapporto con Ericsson, sarebbe stata prospettata la possibilità di trasferimenti volontari in altre sedi, in Italia o all’estero, attraverso il programma Open Talent. Per gli altri lavoratori è previsto un percorso di career placement sul territorio.
Il tavolo tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali resterà aperto. L’obiettivo indicato dal ministero è tutelare l’occupazione e accompagnare una nuova fase per la presenza di Ericsson a Genova.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha accolto positivamente il cambio di rotta: “Siamo lieti che l’azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari”.
Meloni interviene sui vertici Ericsson
La svolta è maturata dopo un intervento diretto della presidente del Consiglio. Secondo fonti di Palazzo Chigi, Meloni ha telefonato all’amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori, e “a seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dalla premier con i vertici dell’azienda”, la società ha deciso di ritirare la procedura.
La vicenda aveva assunto anche una dimensione politica dopo le proteste dei lavoratori genovesi e la mobilitazione delle istituzioni locali.
La sindaca di Genova Silvia Salis ha espresso soddisfazione per il risultato: “La notizia del ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 131 dipendenti Ericsson è motivo di grande soddisfazione, innanzitutto per i lavoratori e le loro famiglie, che hanno vissuto settimane di preoccupazione per il proprio futuro. Apprezzo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ascoltato la protesta dei lavoratori in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova e la ringrazio per il suo intervento. Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l’attenzione sulla vertenza”.
Per Salis e l’assessore comunale Emilio Robotti, il nuovo passaggio deve ora aprire un confronto sul futuro industriale del sito: “Il ritiro dei licenziamenti è un passaggio fondamentale: da qui occorre partire per discutere di piano industriale e investimenti, valorizzando il patrimonio di competenze presente agli Erzelli”.
Sulla stessa linea il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e gli assessori Alessio Piana e Paolo Ripamonti, secondo i quali “la dismissione di una linea di prodotto non rappresenta in alcun modo la dismissione della sede di Erzelli”. La Regione punta sul tavolo di monitoraggio per individuare prospettive di sviluppo del polo.
I commenti politici: focus sul rilancio del sito
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi definisce il ritiro della procedura “un risultato importante” e attribuisce un ruolo decisivo all’intervento della premier. “Ora non bisogna fermarsi. Il ritiro dei licenziamenti è un punto di partenza: dobbiamo lavorare perché Erzelli torni a essere un sito capace di attrarre investimenti, innovazione e occupazione qualificata. Il Governo continuerà a fare la propria parte insieme alle istituzioni del territorio”.
Anche l’eurodeputato del Pd Brando Benifei guarda alla fase successiva. “Bene che il Governo, per una volta, ci ascolti e ascolti i lavoratori e il territorio: se la procedura di licenziamento viene ritirata, siamo naturalmente soddisfatti e prendiamo atto che gli strumenti europei di cui eravamo pronti a verificare possibilita’ d’utilizzo non sono piu’ necessari. Ma Genova e la Liguria rimangono territori con molte problematicita’”.
Per Benifei occorre adesso “trovare un piano di rilancio aziendale per il polo genovese”, puntando su occupazione qualificata, ricerca e innovazione.
Flavio Palumbo, responsabile del Dipartimento Lavoro di Fratelli d’Italia-Milano, lega invece l’esito della vertenza al peso industriale del comparto: “Il settore delle Telecomunicazioni non è soltanto un comparto industriale cruciale per il nostro Paese, ma costituisce la spina dorsale della transizione digitale e dell’innovazione tecnologica nazionale. Difendere i presidi di ricerca e il patrimonio di competenze professionali presenti sul territorio significa investire direttamente sul futuro industriale dell’Italia”.
Cgil: “Risultato frutto della lotta dei lavoratori”
Positivo il giudizio della Cgil. Sonia Montaldo, segretaria generale Slc Cgil Genova, e Alessandro Pagano, segretario generale della Camera del lavoro di Genova, sottolineano il ruolo della mobilitazione: “Nell’incontro di oggi a Roma richiesto dal sindacato Ericsson ha annunciato di voler ritirare la procedura di licenziamento e accompagnare eventuali fuoriuscite con incentivi e percorsi di ricollocazione del personale che vi aderirà. Siamo soddisfatti per questo risultato frutto della lotta dei lavoratori e per l’interessamento di politica e istituzioni e naturalmente per l’intervento del presidente del Consiglio”.
Il sindacato mantiene però l’attenzione sul futuro del polo. “Continueremo a tenere alta l’attenzione perché comunque questa è la ventottesima procedura che i dipendenti Ericsson hanno dovuto subire in pochi anni. La tutela dell’occupazione è fondamentale come è altrettanto indispensabile rilanciare il sito produttivo nell’ottica della cittadella tecnologica degli Erzelli”.
Più prudente la Uil. Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria con delega all’Area Metropolitana, prende atto delle aperture arrivate al tavolo ma chiede che siano definite nel dettaglio le condizioni offerte ai dipendenti: “Come UIL prendiamo atto di questo passo, ma riteniamo che non sia sufficiente. Resta fondamentale per noi entrare nel merito dei criteri, delle garanzie e della volontarietà dei percorsi”.
Il confronto proseguirà quindi sulle condizioni degli esodi, sulle opportunità di ricollocazione e soprattutto sulle prospettive industriali e occupazionali del sito degli Erzelli, punto sul quale convergono le richieste delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.




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