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Direct-to-device, Globalstar ha il via libera a operare negli Usa


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L’approvazione della Fcc rafforza il posizionamento della società acquisita da Amazon, che può così aggiungere servizi D2D alla sua costellazione Amazon Leo, in diretta concorrenza con Starlink di SpaceX e in collaborazione (dichiarata) con le telco mobili

Pubblicato il 20 ott 2026



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Continua il fermento sul mercato delle Tlc satellitari: Globalstar, fornitore di nuova generazione di recente acquisito da Amazon, ha ottenuto negli Usa l’autorizzazione a operare a livello nazionale con il suo sistema C-3 MSS di terza generazione, che abilita le comunicazioni direct-to-device (D2D).

Grazie all’autorizzazione emessa dalla Federal Communications Commission (Fcc), i satelliti C-3 di Globalstar saranno in grado di comunicare con centinaia di milioni di terminali mobili terrestri situati negli Stati Uniti, inclusa la connettività diretta con i dispositivi (D2D) tramite smartphone. L’autorizzazione consente, inoltre, alle antenne delle stazioni di terra di Globalstar situate in Alaska, Hawaii, Nevada, Texas, Florida e Porto Rico di comunicare con i suoi satelliti C-3.

Globalstar, la Fcc autorizza le operazioni D2D negli Usa

“Ricevere questa autorizzazione dalla Fcc è un passo avanti fondamentale per continuare a migliorare le capacità delle nostre costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa”, ha dichiarato Paul E. Jacobs, ceo di Globalstar. “Questa approvazione garantirà la nostra capacità di fornire servizi satellitari di nuova generazione che combinano maggiore capacità, prestazioni migliorate e maggiore flessibilità per gli utenti negli anni a venire”.

Ad aprile, Amazon si è accordata per l’acquisizione di Globalstar per 11,6 miliardi di dollari, nell’ambito di un piano per aggiungere servizi D2D alla sua costellazione Amazon Leo. L’accordo dovrebbe concludersi nel 2027, previa approvazione delle autorità di regolamentazione e il raggiungimento da parte di Globalstar di specifici traguardi relativi ai satelliti.

Nell’ambito dell’accordo, Amazon acquisirà le attività satellitari, le infrastrutture e le risorse esistenti di Globalstar, comprese le licenze di spettro Mss con autorizzazioni globali. La combinazione dello spettro di Globalstar e delle sue capacità Mss con la scalabilità, le prestazioni e la portata di Amazon Leo consentirà ad Amazon di fornire connettività continua a clienti privati, aziendali e governativi in tutto il mondo, sia che vivano o lavorino in aree remote, sia che si spostino all’interno e all’esterno delle reti cellulari tradizionali, come ha indicato il colosso di Jeff Bezos.

Il sistema C-3: 48 satelliti e 90 antenne terrestri

Notificato all’Itu dalla Francia con il nome AST-NG-C-3, il sistema C-3 di Globalstar comprenderà 48 satelliti in orbita terrestre bassa operanti a un’altitudine di 1414 chilometri, insieme a 6 satelliti di riserva in orbita, supportati da circa 90 antenne di stazione di terra da sei metri installate in tutto il mondo per inaugurare una nuova generazione di connettività globale D2D (da terra a terra).

Il sistema C-3 sarà comandato e controllato dai centri di controllo delle operazioni satellitari dedicati di Globalstar a Tolosa, in Francia, e dalla sede centrale di Globalstar a Covington, in Louisiana.

“Con le operazioni satellitari controllate da Covington, in Louisiana, e da Tolosa, in Francia, i satelliti prodotti da MDA Space in Canada e le antenne delle stazioni di terra di fabbricazione statunitense installate in oltre 20 paesi in tutto il mondo, il C-3 è un sistema veramente globale che supporterà le esigenze di comunicazione di un pubblico globale”, ha dichiarato L. Barbee Ponder, General Counsel e Vicepresidente per gli Affari Regolamentari di Globalstar.

Amazon più forte con i satelliti di Globalstar

Globalstar è un operatore specializzato nei servizi satellitari mobili (Mss), pioniere nei satelliti in orbita non geostazionaria e nella tecnologia D2D, nonché fornitore di servizi di comunicazione critici e di emergenza per clienti in tutto il mondo. Il provider ha in licenza lo spettro nella banda 53/n53 e fornisce soluzioni di connettività satellitare e terrestre. Il suo ecosistema include una piattaforma di rete wireless privata (Pwn) software-defined e purpose-built, abbinata alla banda 53 di Globalstar in Xcom Ran e ai sistemi di messaggistica Gps Saved by Spot per la sicurezza e la comunicazione personale in applicazioni aziendali e professionali.

A luglio, Amazon Leo ha presentato domanda alla Fcc per ottenere l’autorizzazione a dispiegare fino a 5.105 satelliti per servizi direct-to-device.

A ottobre, il responsabile delle comunicazioni di Amazon, Zack Brown, ha dichiarato che l’azienda aveva 396 satelliti Leo in orbita e ne aveva costruiti oltre 1.000 presso il suo stabilimento di produzione di 172.000 piedi quadrati (circa 16.000 metri quadrati) a Kirkland, nello Stato di Washington.

5G privato, l’importanza di Xcom Ran

Il private 5G non è il motivo dichiarato dell’acquisizione di Globalstar da parte di Amazon, ma potrebbe diventarne uno degli effetti più interessanti. L’operazione ha il chiaro obiettivo di rafforzare Amazon Leo; tuttavia, insieme a satelliti, infrastrutture e licenze Mss, Amazon acquisisce anche un asset terrestre che apre uno scenario diverso, più industriale e meno scontato.

Si tratta del business di reti private di Globalstar, recentemente riorganizzato e lanciato sul mercato con il brand Xcom Ran. La soluzione si basa su standard O‑ran e introduce un approccio definito “Supercell”, pensato per ridurre la complessità tipica delle implementazioni di private 5G. In particolare, la piattaforma punta a limitare la necessità di site survey manuali e di una pianificazione radio estremamente granulare, due elementi che spesso rallentano i progetti industriali.

Xcom Ran si rivolge ad ambienti complessi, caratterizzati da elevata densità radio, requisiti stringenti di affidabilità e una crescente automazione dei processi. Magazzini, impianti manifatturieri, porti, hub logistici e miniere rappresentano i contesti di riferimento, sia indoor sia outdoor.

Il valore strategico della banda n53

Il valore strategico di Xcom Ran emerge soprattutto dal controllo dello spettro. La piattaforma supporta tre bande, che riflettono modelli regolatori e di mercato differenti. La n48, legata al Cbrs statunitense, abilita implementazioni condivise negli Stati Uniti. La n78, nel range dei 3,5 GHz, consente reti industriali su licenze locali in Europa e in parte dell’Asia.

Ma l’elemento più distintivo è la banda n53, compresa tra 2483,5 e 2495 MHz. Si tratta di spettro licenziato di proprietà Globalstar, oggi disponibile in 13 Paesi. In un mercato in cui molte soluzioni di private 5G si basano su frequenze condivise o su modelli autorizzativi complessi, disporre di capacità dedicata rappresenta un vantaggio competitivo rilevante.

Questo controllo si riflette anche nell’architettura complessiva. Xcom Ran integra radio indoor e outdoor, un core interoperabile con soluzioni di terze parti e una piattaforma di orchestrazione multi‑tenant. A completare l’offerta c’è un router industriale progettato per ambienti Industry 4.0 e per l’integrazione con sistemi di automazione e analisi dati.

L’ecosistema è già attivo, grazie anche ai partner, come Boldyn Networks, Nextivity, Rajant e Zebra Technologies, che supportano il go to market con competenze che spaziano dai sistemi Das al mesh networking, fino ai dispositivi rugged per l’industria.

Gli accordi con Apple per la connettività satellitare

Apple è a sua volta un partner di lunga data di Globalstar, in cui ha investito oltre 1 miliardo di dollari. L’attuale flotta di satelliti Globalstar supporta le funzionalità satellitari di iPhone, tra cui messaggi di emergenza, messaggistica, assistenza stradale e condivisione della posizione.

Inoltre, grazie all’accordo siglato da Amazon con Apple, Amazon Leo fornirà servizi satellitari, a partire dall’SOS, per iPhone e Apple Watch.

Gli accordi dell’azienda di Bezos con Globalstar e Apple puntano ad accelera l’innovazione ed espandere le opzioni di connettività: combinando la rete satellitare in orbita terrestre bassa di Amazon con le infrastrutture e le risorse di spettro di Globalstar, l’acquisizione consente una più rapida implementazione della connettività D2D su larga scala, aiutando a colmare il digital divide, ha affermato Amazon.

Collaborazione con le telco mobili

“Le nuove funzionalità”, ha affermato Amazon in una nota dopo l’accordo di acquisizione di Globalstar, “fanno parte della visione a lungo termine di Amazon per la connettività spaziale”. In questo scenario l’azienda prevede di collaborare con gli operatori di rete mobile e altri partner per realizzare tale visione ed estendere una connettività affidabile e ad alta velocità ai clienti, ovunque si trovino nel mondo.

Il posizionamento dichiarato di Amazon è ben diverso da quello vantato da Starlink Mobile, il cui business sfida proprio i colossi delle telecomunicazioni – le big americane Verizon, AT&T e T-Mobile. La strategia dell’operatore del satellite è risultato evidente per gli osservatori soprattutto dopo l’acquisizione delle frequenze da EchoStar, ma l’azienda che fa capo a Space X ha anche dichiarato esplicitamente il suo obiettivo: trasformare Starlink da semplice servizio di tlc via satellite complementare alle telco tradizionali a vero operatore mobile integrato.

L’azienda che fa capo a Elon Musk ha fatto sapere di disporre delle risorse necessarie per costruire un’infrastruttura proprietaria ibrida satellite-reti terrestri e ha lasciato intendere che intende conquistare una quota significativa della clientela oggi servita dai tre principali operatori mobili americani.

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