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6G, l’Ue mette sul piatto 22 milioni per accelerare l’innovazione industriale


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Cinque progetti selezionati nell’ambito del programma Smart Networks and Services Joint Undertaking puntano su AI, infrastrutture sperimentali, dispositivi connessi e cooperazione con l’India. Bruxelles punta a valorizzare i risultati della ricerca e a rafforzare la posizione europea nella futura filiera delle telecomunicazioni

Pubblicato il 26 ott 2026

Federica Meta

Direttrice



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Punti chiave

  • Finanziamento UE di 22 milioni per cinque progetti selezionati da SNS JU nell’ambito di Horizon Europe: 6G-AID, HEMES-6G, EUNICON-6G, EU-INDIA-6G-BRIDGE, SNS IMPACT
  • Focus su intelligenza artificiale: condivisione di dataset e simulatori (6G-AID) e infrastrutture federate per test interoperabili (HEMES-6G)
  • Sostenere la filiera e gli standard: EUNICON-6G elabora la roadmap dispositivi, EU-INDIA-6G-BRIDGE rafforza cooperazione sugli standard e SNS IMPACT coordina il trasferimento al mercato
Riassunto generato con AI


Ventidue milioni di euro per avvicinare il 6G al mercato. L’Unione europea finanzia cinque nuovi progetti dedicati allo sviluppo delle reti di prossima generazione, con interventi che spaziano dall’intelligenza artificiale alle infrastrutture di sperimentazione, fino ai dispositivi connessi e alla collaborazione internazionale sugli standard.

A selezionare le proposte è stata la Smart Networks and Services Joint Undertaking (SNS JU), il partenariato pubblico-privato sostenuto dall’Ue nell’ambito di Horizon Europe. I risultati del sesto bando sono stati presentati il 22 ottobre a Riga, durante Techritory 2026.

Le iniziative finanziate sono 6G-AID, HEMES-6G, EUNICON-6G, EU-INDIA-6G-BRIDGE e SNS IMPACT. Coinvolgeranno imprese tecnologiche, operatori di telecomunicazioni, università, centri di ricerca e Pmi, con attività complementari destinate a sostenere la preparazione industriale dell’Europa in vista dell’arrivo delle future reti mobili.

Dalla ricerca alla sperimentazione, la strategia europea per il 6G

Il nuovo stanziamento arriva in una fase importante per lo sviluppo delle tecnologie di sesta generazione. Il biennio 2026-2027 coincide con l’intensificarsi delle attività preparatorie alla definizione degli standard internazionali, destinate a orientare le architetture di rete e le scelte dei produttori di apparati.

L’Europa intende consolidare le competenze acquisite attraverso i precedenti programmi di ricerca, mettendo a disposizione strumenti e infrastrutture utilizzabili anche dalle imprese. Per Bruxelles, la disponibilità di ambienti sperimentali condivisi rappresenta uno dei presupposti per favorire lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e ridurre i tempi necessari alla loro validazione.

Il finanziamento si colloca nella fase conclusiva dell’attuale programma Horizon Europe, attraverso il quale l’Unione sostiene progetti di ricerca e innovazione in numerosi settori strategici.

«Per l’industria europea, questo significa un migliore accesso ai dati, alle piattaforme di sperimentazione, alle tecnologie e alle partnership necessarie per trasformare la ricerca sul 6G in prodotti e servizi. Per i cittadini, significa gettare le basi per una connettività più sicura, affidabile e performante negli anni a venire», spiega Erzsébet Fitori, direttrice esecutiva della SNS JU.

«Queste proposte mirano a garantire che l’Europa contribuisca a definire le tecnologie e gli standard che caratterizzeranno il futuro», aggiunge Fitori.

Intelligenza artificiale, dati condivisi per le reti di nuova generazione

L’intelligenza artificiale occupa una posizione centrale nei programmi europei per il 6G. Secondo la SNS JU, quasi l’80% dei progetti finanziati integra già applicazioni di AI o machine learning, a conferma dell’importanza crescente degli algoritmi nella gestione delle infrastrutture di comunicazione.

Su questo fronte interviene 6G-AID, dedicato alla creazione di risorse comuni per lo sviluppo di sistemi intelligenti destinati alle future reti mobili.

Il progetto prevede la raccolta e l’organizzazione di dataset di elevata qualità, ottenuti da ambienti reali, insieme allo sviluppo di un simulatore open source in grado di generare dati sintetici. Questi ultimi saranno sottoposti a verifiche per accertarne l’idoneità all’addestramento e alla valutazione degli algoritmi.

Le informazioni confluiranno in uno spazio europeo comune dei dati, accessibile ai soggetti coinvolti nelle attività di ricerca e innovazione.

L’iniziativa affronta un problema tecnico rilevante per le architetture AI-native, nelle quali l’intelligenza artificiale viene integrata fin dalla progettazione della rete. Per addestrare i modelli destinati a gestire il traffico, ottimizzare l’utilizzo delle risorse o adattare le prestazioni alle condizioni operative, occorrono grandi quantità di informazioni rappresentative dei diversi scenari di funzionamento.

Per gli operatori, la disponibilità di dataset condivisi e strumenti di simulazione potrebbe facilitare lo sviluppo e la verifica di soluzioni di automazione, riducendo la necessità di costruire autonomamente ogni ambiente di addestramento.

Otto siti di test in sei Paesi per verificare le tecnologie 6G

Alle infrastrutture sperimentali è dedicato HEMES-6G, che realizzerà una piattaforma federata collegando otto siti di test distribuiti in sei Stati membri.

Il progetto consentirà di verificare il funzionamento congiunto di componenti tecnologiche differenti: reti radio e ottiche, piattaforme edge e cloud, sistemi di intelligenza artificiale, soluzioni di cybersecurity e architetture che integrano connettività terrestre e satellitare.

Quest’ultima componente riveste un particolare interesse per il futuro delle telecomunicazioni. L’evoluzione delle reti non terrestri, comprese quelle basate su satelliti in orbita bassa, apre infatti nuove possibilità di integrazione con le infrastrutture mobili, soprattutto per estendere la copertura e garantire continuità dei servizi in aree difficili da raggiungere.

HEMES-6G permetterà di effettuare test interoperabili su un’infrastruttura distribuita, mettendo a disposizione ambienti nei quali valutare prestazioni, affidabilità e sicurezza delle soluzioni sviluppate.

La struttura federata potrà inoltre favorire l’accesso alle attività sperimentali da parte di università, startup e Pmi che non dispongono delle risorse necessarie per realizzare autonomamente laboratori e reti di prova complessi.

Per i produttori di apparati e gli sviluppatori software, la possibilità di verificare l’interazione tra tecnologie provenienti da soggetti differenti rappresenta un passaggio utile per individuare eventuali criticità prima della loro introduzione in contesti commerciali.

Dispositivi connessi, un piano per rafforzare la filiera europea

Il progetto EUNICON-6G affronta il tema dei dispositivi che utilizzeranno le future reti mobili e delle opportunità industriali associate al loro sviluppo.

L’iniziativa partirà da una ricognizione delle competenze tecnologiche presenti in Europa, delle capacità produttive e delle principali dipendenze lungo la catena di fornitura.

L’analisi comprenderà diversi settori, tra cui mobilità, manifattura, energia, infrastrutture, sanità e sicurezza, nei quali le comunicazioni di nuova generazione potrebbero favorire l’introduzione di applicazioni con requisiti particolarmente elevati di affidabilità, capacità e tempestività di risposta.

L’attenzione si estende quindi oltre il mercato degli smartphone e interessa l’insieme dei terminali industriali, dei sensori e delle apparecchiature connesse che potranno utilizzare le funzionalità del 6G.

L’obiettivo è elaborare una roadmap europea per i dispositivi di sesta generazione, individuando le aree nelle quali l’industria del continente dispone di competenze competitive e quelle che richiedono ulteriori investimenti.

Il lavoro dovrà produrre anche raccomandazioni per sostenere lo sviluppo dell’ecosistema tecnologico e delle catene di approvvigionamento.

La questione interessa direttamente l’evoluzione del mercato delle telecomunicazioni. La diffusione di dispositivi specializzati per applicazioni industriali potrà infatti influire sulla domanda di connettività avanzata e sulle opportunità di collaborazione tra operatori, produttori e imprese utilizzatrici.

Cooperazione Ue-India, un ponte verso gli standard internazionali

La collaborazione con l’India costituisce il fulcro di EU-INDIA-6G-BRIDGE, progetto che punta a rafforzare il coordinamento tra i rispettivi ecosistemi scientifici e industriali.

L’iniziativa prevede la creazione di un centro di cooperazione aperto a istituzioni, organismi di standardizzazione, università e imprese dei due territori.

Le attività comprenderanno la definizione di programmi di lavoro congiunti, lo scambio di informazioni sui risultati della ricerca, l’elaborazione di raccomandazioni per le politiche tecnologiche e iniziative destinate a favorire la partecipazione delle Pmi.

Il partenariato assume rilevanza soprattutto in vista della definizione delle specifiche internazionali del 6G, un processo nel quale il confronto tra i principali ecosistemi tecnologici contribuirà a determinare caratteristiche delle reti, requisiti di interoperabilità e modalità di funzionamento dei sistemi.

Per le imprese europee, una maggiore convergenza sugli standard potrebbe facilitare lo sviluppo di soluzioni destinate a mercati differenti, contenendo la frammentazione tecnologica.

La cooperazione riguarderà anche temi quali sicurezza, affidabilità e resilienza delle infrastrutture, con l’obiettivo di individuare orientamenti condivisi per la futura generazione di comunicazioni mobili.

SNS IMPACT, più coordinamento tra ricerca e imprese

A completare il programma è SNS IMPACT, dedicato al raccordo tra le iniziative finanziate dalla Smart Networks and Services Joint Undertaking.

Il progetto avrà il compito di facilitare la circolazione delle conoscenze e dei risultati scientifici tra i diversi gruppi di lavoro, promuovendo il coinvolgimento dell’industria e degli altri soggetti interessati all’evoluzione delle tecnologie di rete.

Le attività comprenderanno iniziative di comunicazione, diffusione dei risultati e supporto alla loro valorizzazione, con attenzione anche al contributo che le soluzioni sviluppate potranno offrire agli organismi di standardizzazione e alle istituzioni europee.

SNS IMPACT dovrà migliorare il coordinamento tra i progetti, favorendo lo scambio di esperienze e l’individuazione di possibili sinergie.

L’intervento punta a rendere più efficace l’utilizzo delle conoscenze prodotte dal programma, evitando la dispersione dei risultati in iniziative isolate e facilitandone l’accessibilità per le aziende interessate a sviluppare nuove applicazioni.

Il nodo industriale: portare le soluzioni 6G sul mercato

Con i cinque nuovi progetti, la SNS JU completa un ulteriore tassello del programma europeo dedicato alle reti intelligenti, intervenendo su ambiti che saranno determinanti per lo sviluppo del 6G.

La disponibilità di dati, infrastrutture sperimentali e competenze industriali costituisce una condizione importante per la partecipazione europea alla futura catena del valore delle telecomunicazioni. Gli investimenti dovranno tuttavia confrontarsi con i tempi della standardizzazione, con l’evoluzione della domanda e con la sostenibilità economica delle nuove soluzioni.

Per gli operatori, in particolare, sarà decisivo comprendere quali funzionalità delle reti di sesta generazione potranno tradursi in servizi richiesti dalle imprese e in nuove opportunità di ricavo.

L’efficacia del programma europeo si misurerà dunque anche sulla capacità dei progetti finanziati di produrre tecnologie effettivamente utilizzabili, coinvolgere il sistema produttivo e contribuire alla realizzazione delle future infrastrutture di comunicazione.

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