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Space Industries inaugura lo Stellar Hub: 20 milioni per produrre i satelliti in serie


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Space Industries inaugura a Settimo Torinese lo Stellar Hub: oltre 20 milioni di euro investiti da Comat per produrre satelliti in serie. Il sito integra assemblaggio e test, con una capacità teorica fino a 140 satelliti l’anno. Già siglato un contratto con D-Orbit. Entro il 2030 l’azienda punta a oltre 200 addetti e 30 milioni di ricavi

Pubblicato il 28 ott 2026



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Space Industries inaugura lo Stellar Hub
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Punti chiave

  • Inaugurato a Settimo Torinese lo Stellar Hub di Space Industries: investimento >20M€, 8.000m² (2.000m² camere pulite ISO 8).
  • Ciclo completo di qualifica spaziale con test termovuoto (due TVAC), vibrazionali, EMC e propulsione; 12 aree modulari separate e modello platform-agnostic.
  • Controllata da Comat, cofondata da Giuseppe Santangelo; già contratti e test avviati con D-Orbit sulla piattaforma ION. Obiettivo: >200 addetti e 30M€ entro 2030.
Riassunto generato con AI


Space Industries inaugura lo Stellar Hub a Settimo Torinese: oltre 20 milioni di investimento per la fabbrica dedicata alla produzione in serie di satelliti

La fabbrica nasce per portare nella produzione spaziale processi industriali ripetibili e scalabili, mettendo a disposizione di imprese, operatori ed enti istituzionali e di ricerca, impianti e competenze per seguire programmi diversi nello stesso sito, dai test alla produzione di intere costellazioni.

Stellar Hub: lo stabilimento

Lo stabilimento si sviluppa su circa 8.000 metri quadrati, di cui circa 2.000 di camere pulite, ed è destinato a satelliti fino a 600 chilogrammi. La capacità produttiva teorica massima potrà raggiungere, a pieno regime e in funzione delle caratteristiche dei programmi, 140 satelliti l’anno. Le camere pulite saranno certificate ISO 8.

L’originalità dello Stellar Hub risiede nell’aver concentrato in un unico stabilimento l’intero ciclo di qualifica spaziale, integrando tutte le facility necessarie per eseguire i test ambientali volti a verificare la capacità dei satelliti di sopportare le sollecitazioni del lancio e di resistere alle condizioni estreme dell’ambiente spaziale.

Come funziona lo Stellar Hub

Il modello infatti permette di utilizzare singole infrastrutture di test, disporre di aree riservate per l’assemblaggio e l’integrazione oppure affidare a Space Industries un percorso completo di integrazione, verifica e qualifica. I clienti possono lavorare con i propri team o avvalersi degli specialisti dell’azienda. Gli spazi modulari, che comprendono fino a 12 aree di integrazione separate, consentono di ospitare più programmi contemporaneamente, mantenendoli compartimentati e tutelandone la riservatezza. Space Industries opera in modalità platform agnostic, ovvero senza vincolarsi a una piattaforma satellitare proprietaria, individuando con il cliente le soluzioni più adatte alla missione.

L’infrastruttura è pensata per programmi commerciali, istituzionali e scientifici, dal singolo satellite alle piccole e medie serie fino alle costellazioni. Il percorso industriale viene definito in base ai requisiti di ciascuna missione.

Lo Stellar Hub comprende, sotto lo stesso tetto, impianti per prove termovuoto (con due TVAC, da 1 e 3 metri di diametro), vibrazionali, elettromagnetiche e di propulsione. La concentrazione delle diverse fasi nello stesso sito riduce al minimo le movimentazioni tra stabilimenti e semplifica il coordinamento del lavoro. L’azienda ha già all’attivo tre contratti.

Space Industries, come è nata e da chi è controllata

Space Industries è controllata da Comat, gruppo industriale torinese della famiglia Micelli, ed è stata cofondata con Giuseppe Santangelo. Grazie alle proprie competenze industriali, Comat ha realizzato uno stabilimento d’avanguardia, i cui lavori sono iniziati a luglio 2025. L’infrastruttura è frutto di un investimento interamente privato di Comat, di oltre 20 milioni di euro, e sono già in corso valutazioni su una futura espansione.

Parla il presidente Micelli

“La fondazione di Space Industries è per Comat la naturale conseguenza di oltre 70 anni di innovazione continua” ha dichiarato Gianfranco Micelli, Presidente di Space Industries e Procuratore Generale di Comat. “Quando abbiamo scelto di investire nella Space Economy, abbiamo capito subito che la vera sfida non era progettare un satellite, ma saperlo produrre con metodo industriale. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio, con risorse interamente nostre, e in appena 15 mesi abbiamo completato un cantiere estremamente complesso, entrando non solo nel mercato spaziale ma anche in quello della realizzazione di camere pulite. Nello Stellar Hub – prosegue – abbiamo portato il metodo con cui Comat da sempre progetta, costruisce e gestisce impianti complessi: lo stesso approccio industriale che renderà possibile produrre satelliti in serie. E guardiamo già oltre. Stiamo valutando come ampliare lo stabilimento per accompagnare la crescita della domanda. Gli investimenti in settori innovativi come la Space Economy e la robotica umanoide sono la testimonianza concreta della vocazione all’innovazione di un’azienda storica come Comat, oggi alla terza generazione di imprenditori”.

I numeri di Space Industries

Space Industries conta oggi circa 40 dipendenti e ha l’obiettivo di superare i 200 collaboratori entro il 2030 con la crescita dell’azienda. Entro lo stesso anno Space Industries punta a realizzare 30 milioni di euro di fatturato.

Il progetto unisce competenze ingegneristiche, capacità tecniche e organizzazione della produzione, valorizzando l’esperienza manifatturiera del territorio.

Lo stabilimento ha già ospitato i test sul Layer-0, destinato all’aggiornamento di AMS-02, il rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale. Alle prove hanno contribuito personale e competenze di INFN, NASA, CERN, Massachusetts Institute of Technology e Alca Space.

Il contratto con D-Orbit

In occasione dell’inaugurazione, Space Industries annuncia inoltre il contratto con D-Orbit e l’avvio delle attività di test acceptance sulla piattaforma ION. Le prime fasi stanno procedendo positivamente e le due aziende hanno già aperto un confronto su possibili collaborazioni future.

La parola ai protagonisti

«Space Industries è la risposta a una visione precisa: rendere i satelliti una commodity globale — ha dichiarato Giuseppe Santangelo, CEO e co-founder dell’azienda —. Sono convinto che molto presto penseremo ai satelliti come oggi pensiamo a un oggetto della quotidianità, per esempio un’autovettura. Per realizzare questa visione serve un passaggio fondamentale, che ho già visto negli Stati Uniti, dove ho fatto impresa per 15 anni: portare la logica della produzione industriale nella manifattura satellitare. Questa, oggi, troppo spesso, è ancora artigianale. I satelliti vengono realizzati uno alla volta, anche quando se ne producono più esemplari. Produrre satelliti in serie richiede una fabbrica progettata per farlo e competenze specifiche, che provengono anche da settori diversi da quello spaziale. Con lo Stellar Hub abbiamo riunito spazi, impianti e processi per rendere le attività più ripetibili e i tempi e i costi più prevedibili. Vogliamo mettere questa organizzazione a disposizione di chi deve realizzare satelliti e costellazioni, creando le condizioni per una crescita dei volumi produttivi. Con Space Industries ribaltiamo il paradigma: la domanda non è più se la fabbrica sia adatta a produrre un satellite, ma se il satellite, o meglio, la costellazione, sia progettato per poter essere prodotto in serie nella nostra fabbrica», ha concluso il CEO.

«Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel partecipare all’inaugurazione del nuovo stabilimento di Space Industries a Settimo Torinese – dichiara l’ing. Vincenzo Zezza, dirigente della Casa del Made in Italy di Torino – è particolarmente vicino agli sviluppi del settore aerospaziale sia in ragione delle competenze del Ministero in questo particolare ambito sia per il significato che esse hanno nel contesto territoriale piemontese».

«L’insediamento di realtà produttive di grande valore innovativo come Space Industries – sottolinea la sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra – rappresenta un dato molto positivo per il nostro territorio e per il suo tessuto industriale. L’aerospaziale è un settore ad alto valore tecnologico, e accogliere questo tipo di realtà è un’opportunità da cui la comunità trarrá importanti vantaggi. Si conferma l’attrattivita del nostro territorio su cui occorre investire insieme, pubblico e privato, per tradurre produzione e progresso tecnologico in benefici diffusi».

«Accogliamo oggi un nuovo stabilimento all’avanguardia nel settore dell’aerospazio– dichiara il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo – che dimostra la crescente vocazione del nostro territorio come polo d’eccellenza nel settore dell’innovazione e dell’aerospazio, una delle leve di sviluppo del futuro, ma è anche la conferma della crescente attrattività per le imprese. Un’attrattività di cui siamo davvero soddisfatti e per la quale, come istituzioni, continueremo ad impegnarci, perché una nuova realtà industriale significa nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro».

«L’aerospazio si conferma un pilastro dello sviluppo industriale del Piemonte e la nuova fabbrica di Space Industries rafforza questo percorso – dichiara Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte – grazie a un investimento di Comat che mette le competenze della nostra manifattura al servizio della produzione satellitare e apre nuove opportunità per la filiera. È una scelta imprenditoriale che dimostra fiducia nel territorio e crea prospettive di lavoro qualificato, anche per i giovani che vogliono costruire il proprio futuro in Piemonte. La Regione ha scelto di fare dell’aerospazio una priorità della propria politica industriale: vogliamo rafforzare la capacità produttiva, attrarre investimenti e favorire l’ingresso delle nostre PMI nelle grandi commesse internazionali. L’impegno sulla Città dell’Aerospazio risponde a questa strategia, che punta a collegare ricerca, formazione e produzione, affinché l’innovazione generi occupazione e crescita sul territorio e chi investe possa programmare il proprio sviluppo in Piemonte».

Alla giornata di inaugurazione hanno partecipato l’ing. Vincenzo Zezza per il MIMIT, l’assessore regionale Andrea Tronzano in rappresentanza del presidente Alberto Cirio, la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, la sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra, l’eurodeputato Giovanni Crosetto e la deputata Daniela Ruffino. Il programma ha compreso inoltre un dialogo tra Santangelo e Guido Dumarey, CEO e fondatore dell’omonima azienda, sulle opportunità commerciali private nel settore spazio.

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