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Unidata, ricavi in crescita dell’11% e clienti in aumento: una commessa slitta al 2027


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Unidata chiude i nove mesi 2026 con ricavi in crescita a doppia cifra e un EBITDA adjusted di 21,4 milioni. Riviste al ribasso le stime di fatturato annuale per il rinvio di una commessa al 2027. Intermonte conferma il BUY: l’impatto sui margini sarà limitato, ma riduce il target price da 4,7 a 4,3 euro

Pubblicato il 4 nov 2026



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Renato Brunetti, presidente e ceo Unidata
Renato Brunetti, presidente e ceo Unidata


Punti chiave

  • Primi nove mesi 2026: ricavi consolidati +11% a 81,1 M€, EBITDA 19,8 M€ (margin 24,4%), EBITDA adjusted 21,4 M€, risultato ante imposte 4,8 M€.
  • Guidance 2026 rivista: ricavi 110–111 M€ (vs 114–116) per commessa slittata; confermati obiettivi EBITDA adjusted 28–29 M€; Intermonte conferma BUY, target 4,3€.
  • Espansione commerciale e investimenti: clienti diretti +8% a 33.400, rete fibra 8.900 km; investimenti 12,7 M€ e progetto UniCenter; indebitamento netto 43,5 M€ (adjusted 31,1 M€).
Riassunto generato con AI


Unidata chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi consolidati pari a 81,1 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025, e conferma gli obiettivi annuali di redditività, pur rivedendo al ribasso le previsioni di fatturato a causa dello slittamento di una commessa al primo trimestre 2027. Secondo Intermonte, che ha analizzato i risultati della società, il rinvio non rappresenta una perdita di ordini e dovrebbe avere conseguenze limitate sui margini. La banca d’investimento conferma quindi la raccomandazione BUY, riducendo tuttavia il prezzo obiettivo da 4,7 a 4,3 euro per azione.

Il gruppo, attivo nelle telecomunicazioni, nel cloud e nei servizi IoT e quotato su Euronext STAR Milan, registra una crescita sia nell’area Services (+4%) sia nel comparto Infrastructure (+36%). I ricavi ricorrenti raggiungono 53,1 milioni di euro, pari al 65,5% del fatturato complessivo.

Unidata, i risultati economici dei primi nove mesi del 2026

L’EBITDA si attesta a 19,8 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto ai primi nove mesi del 2025, grazie alla crescita dei ricavi, parzialmente compensata dall’incremento dei costi per servizi legati allo sviluppo del segmento Consumer e dal diverso mix delle attività, con una maggiore incidenza della componente infrastrutturale.

L’EBITDA margin è pari al 24,4%, rispetto al 26,5% dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’EBITDA adjusted raggiunge 21,4 milioni di euro, rispetto ai 21,9 milioni dei primi nove mesi del 2025, con una marginalità adjusted del 26,3%.

Il risultato operativo (EBIT) si attesta a 10,4 milioni di euro, rispetto ai 10,9 milioni dei primi nove mesi del 2025, risentendo dei maggiori ammortamenti connessi agli investimenti in corso.

Il risultato ante imposte scende a 4,8 milioni di euro, dagli 8,5 milioni dell’analogo periodo del 2025. La variazione è riconducibile principalmente a componenti non monetarie, tra cui il venir meno di un provento straordinario contabilizzato nel 2025 secondo il principio IFRS 9 e il contributo negativo delle società collegate Unifiber e Unitirreno, ancora nelle rispettive fasi di sviluppo.

Investimenti per 12,7 milioni e indebitamento a 43,5 milioni

Nei primi nove mesi dell’anno Unidata ha realizzato investimenti complessivi per 12,7 milioni di euro, destinati allo sviluppo delle infrastrutture e delle attività strategiche del gruppo.

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 43,5 milioni di euro, rispetto ai 37,7 milioni registrati al 31 dicembre 2025.

L’incremento riflette principalmente l’investimento di 4,5 milioni in Unicenter, gli investimenti operativi e la remunerazione degli azionisti, parzialmente compensati dalla generazione di cassa dell’attività operativa.

Al netto di crediti commerciali scaduti o non ancora fatturati e di attività contrattuali, principalmente riferibili a progetti per la Pubblica amministrazione, l’indebitamento finanziario netto adjusted risulta pari a 31,1 milioni di euro.

Crescono i clienti e la rete in fibra ottica

L’andamento commerciale conferma l’espansione della base clienti. Al 30 settembre 2026, i clienti diretti raggiungono quota 33.400, in aumento dell’8% rispetto alla fine del 2025.

La crescita è trainata soprattutto dal segmento Consumer, che registra un incremento del 9% e arriva a circa 28.100 clienti. Il segmento Business cresce del 2%, raggiungendo circa 5.300 clienti.

Le linee attive attraverso operatori e rivenditori, nel modello white label, rimangono sostanzialmente stabili a circa 34.200 circuiti, di cui 372 internazionali.

Il ricavo medio per utente (ARPU) nel segmento Consumer si mantiene stabile a 21 euro, mentre nel Business aumenta del 14%, raggiungendo 402 euro.

Prosegue anche l’espansione della rete proprietaria in fibra ottica, che si estende per circa 8.900 chilometri, con un incremento di circa 400 chilometri rispetto alla fine del 2025. La copertura raggiunge circa 596.000 unità immobiliari residenziali e aziendali.

Guidance 2026: ricavi rivisti a 110-111 milioni, confermati gli obiettivi di EBITDA

Alla luce dell’andamento dei primi nove mesi, Unidata ha aggiornato le previsioni per l’intero esercizio 2026.

I ricavi sono ora attesi tra 110 e 111 milioni di euro, rispetto alla precedente indicazione compresa tra 114 e 116 milioni. La revisione, pari a circa il 3-4%, è attribuita esclusivamente allo slittamento al primo trimestre del 2027 di una commessa, per fattori esterni non imputabili alla società.

Il gruppo prevede comunque di chiudere il 2026 con ricavi superiori ai 109,5 milioni registrati nel 2025.

Restano invece confermati gli altri obiettivi economico-finanziari: EBITDA adjusted tra 28 e 29 milioni di euro, marginalità adjusted intorno al 25% e indebitamento finanziario netto compreso tra 37 e 39 milioni.

Il prossimo appuntamento per il mercato è fissato al 23 novembre 2026, quando Unidata presenterà il nuovo Piano Industriale 2027-2029.

Brunetti: «Fiduciosi sulla chiusura dell’anno»

«Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo registrato ricavi in crescita a doppia cifra (+11%), una marginalità solida e una struttura finanziaria che si conferma equilibrata», ha commentato Renato Brunetti, presidente e amministratore delegato di Unidata.

Il manager ha sottolineato come il gruppo continui a operare su due direttrici: lo sviluppo delle attività nella fibra, nel cloud e nell’IoT e gli investimenti in infrastrutture strategiche.

Tra questi figura UniCenter, il progetto per la realizzazione di un nuovo data center green di livello Tier IV a Roma.

Brunetti ha confermato la fiducia nella chiusura dell’esercizio, nonostante il rinvio della commessa, sottolineando che i relativi ricavi saranno contabilizzati nel 2027. Il nuovo piano industriale definirà le successive tappe del percorso di crescita del gruppo.

Intermonte: risultati sopra le attese, il rinvio della commessa non compromette i margini

La lettura di Intermonte mette in evidenza la tenuta dei risultati operativi, nonostante la revisione delle previsioni di fatturato.

I ricavi dei primi nove mesi, pari a 81,1 milioni, risultano superiori dell’1% rispetto agli 80 milioni stimati dagli analisti, mentre l’EBITDA adjusted di 21,4 milioni supera del 2% la previsione di 21 milioni.

Secondo Intermonte, Unidata sta attraversando una fase di transizione verso un modello di business caratterizzato da una maggiore incidenza dei servizi ICT a valore aggiunto. In questo percorso, una certa volatilità dei ricavi legata alla visibilità sul portafoglio ordini non è del tutto inattesa.

L’elemento più rilevante riguarda tuttavia la natura della revisione della guidance. La riduzione di 4-5 milioni dei ricavi attesi per il 2026 è riconducibile a una commessa posticipata, non cancellata. Inoltre, trattandosi di un progetto ancora nella fase iniziale, il suo contributo previsto alla marginalità dell’esercizio sarebbe stato limitato.

Questo spiega, nella valutazione degli analisti, perché Unidata abbia potuto confermare l’obiettivo di EBITDA adjusted tra 28 e 29 milioni nonostante la riduzione dei ricavi previsti.

Intermonte ritiene quindi che, al di là dell’adeguamento delle stime di fatturato per il 2026, vi siano margini limitati per revisioni al ribasso delle previsioni di EBITDA. Gli analisti confermano sostanzialmente le proprie stime di redditività per il periodo 2026-2028, con modifiche contenute alle previsioni di utile per azione adjusted.

Intermonte conferma il BUY, target price ridotto a 4,3 euro

La banca d’investimento mantiene una valutazione positiva sul titolo Unidata, confermando la raccomandazione BUY.

Il prezzo obiettivo viene tuttavia ridotto da 4,7 a 4,3 euro per azione. La revisione non deriva da un peggioramento significativo delle prospettive operative, ma dall’aggiornamento dei parametri finanziari utilizzati nel modello di valutazione basato sui flussi di cassa attualizzati (DCF).

In particolare, Intermonte ha aumentato il costo medio ponderato del capitale (WACC) per riflettere un incremento di 50 punti base del tasso privo di rischio.

Il nuovo target price implica, secondo i calcoli degli analisti, un potenziale rialzo di circa il 36% rispetto al prezzo di mercato assunto come riferimento nella valutazione.

L’attenzione si sposta ora sul Piano Industriale 2027-2029, in programma il 23 novembre. Sarà quella l’occasione per valutare più compiutamente le prospettive di Unidata e il contributo atteso dalla progressiva evoluzione del gruppo verso servizi ICT a maggiore valore aggiunto.

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