Le reti mobili 6G potrebbero contribuire all’espansione dell’economia globale con 1.240 miliardi di dollari aggiuntivi entro il 2040, un valore pari allo 0,7% del Pil. Tuttavia, una disponibilità insufficiente di spettro potrebbe mettere a rischio 520 miliardi di dollari – ovvero il 42% – di tale opportunità. È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato dalla Gsma, l’organizzazione che rappresenta gli operatori di telefonia mobile a livello globale.
Il documento, intitolato “Vision 2040: The Economic Benefits of 6G“, offre una nuova analisi economica del potenziale impatto della tecnologia mobile di prossima generazione su diversi settori e regioni.
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I driver della crescita e le condizioni per garantirla
Lo studio evidenzia come il 6G genererà un valore economico significativo, superiore a quello che le reti mobili potrebbero offrire se il 5G rimanesse la tecnologia più avanzata; ciò sarà reso possibile dai progressi nell’intelligenza artificiale, nel rilevamento integrato, nell’automazione industriale, nei servizi digitali immersivi e nella connettività onnipresente.
Tuttavia, la realizzazione di tali benefici dipenderà dalla capacità dei governi di rendere disponibile, in tempi adeguati, lo spettro necessario a supportare l’implementazione del 6G. In vista delle decisioni cruciali a livello internazionale sullo spettro, che verranno discusse durante la Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2027 (Wrc-27), la Gsma sollecita i responsabili politici ad agire tempestivamente per evitare di limitare la crescita economica futura.
“Il 6G rappresenta un’opportunità da 1,24 trilioni di dollari per l’economia globale. La prossima generazione di tecnologia mobile contribuirà a potenziare l’AI, trasformare i settori industriali e sbloccare nuovi livelli di produttività in tutta l’economia”, commenta John Giusti, chief regulatory officer della Gsma. “Ma questi benefici non sono garantiti: oltre 500 miliardi di dollari di valore economico dipenderanno dalle decisioni che i governi prenderanno oggi in merito allo spettro, fondamentali per sfruttare appieno il potenziale economico del 6G nei decenni a venire”.
Gli ambiti destinati ad accelerare maggiormente
Il rapporto individua nel settore manifatturiero e in quello dei servizi finanziari i due principali beneficiari del 6G: entro il 2040, essi rappresenteranno rispettivamente il 20% e il 19% del contributo economico aggiuntivo generato da questa tecnologia. Il settore delle costruzioni contribuirà per un ulteriore 13%, mentre quello dell’informatica e delle comunicazioni per il 12%.
A differenza delle precedenti generazioni di tecnologia mobile, il 6G sarà nativamente basato sull’intelligenza artificiale: le reti non si limiteranno a trasmettere dati, ma saranno in grado di percepire l’ambiente circostante, supportare processi decisionali intelligenti e integrare la connettività terrestre con quella satellitare.
Il documento identifica cinque ambiti chiave attraverso i quali il 6G genererà valore economico aggiuntivo: connettività per i futuri sistemi di intelligenza artificiale; automazione industriale e robotica; banda larga mobile potenziata e accesso wireless fisso; integrazione tra rilevamento (sensing) e comunicazione; e reti non terrestri, che estenderanno la connettività anche ad aree attualmente poco servite.
Nel loro insieme, queste funzionalità consentiranno alle imprese di incrementare la produttività, sviluppare nuovi prodotti e servizi ed estendere l’innovazione digitale a settori e località che le reti odierne non sono in grado di supportare adeguatamente.
I benefici, come detto, avranno una portata globale, ma entrando più nello specifico Gsma prevede che la Grande Cina otterrà un valore economico aggiuntivo pari a 390 miliardi di dollari, il Nord America 290 miliardi e l’Europa 225 miliardi. L’entità di tali vantaggi economici dipenderà dal ritmo di adozione del 6G, dalle infrastrutture nazionali e dalla capacità delle aziende di integrare le nuove tecnologie.
La carenza di spettro potrebbe mettere a rischio il 42% dei benefici economici
Il rapporto rileva che lo spettro a banda media (mid-band) rappresenterà il 70% del contributo economico del 6G nel 2040, a testimonianza della sua importanza nel fornire la capacità e le prestazioni necessarie per i servizi digitali avanzati. Lo spettro a banda bassa (low-band) contribuirà per circa il 25%, garantendo una copertura essenziale nelle aree rurali, all’interno degli edifici e in luoghi non raggiungibili in modo efficace dalle frequenze più elevate.
Tuttavia, un accesso limitato a queste bande potrebbe ridurre il contributo economico del 6G fino a 520 miliardi di dollari nel 2040. La Gsma avverte che tali perdite si aggiungerebbero a un impatto economico più ampio sulle reti mobili esistenti, che condividono le medesime risorse spettrali.
Per garantire i pieni benefici economici del 6G, il rapporto esorta i governi e le autorità di regolamentazione ad adottare tre misure prioritarie:
- Rendere disponibile almeno 2 GHz di spettro a banda media entro il 2030 circa, con un ulteriore rilascio di capacità in una fase successiva per soddisfare la crescente domanda legata al 6G. Ciò dovrebbe includere lo spettro nella parte superiore della banda dei 6 GHz, integrato da ulteriore capacità nelle bande dei 3,5 GHz (fascia alta), 4,5 GHz e 7 GHz.
- Liberare la banda dei 600 MHz per il 6G, potenziando la copertura nelle aree rurali e all’interno degli edifici e favorendo la diffusione capillare di dispositivi e servizi connessi; in contesti specifici, si potrebbe prendere in considerazione anche una porzione di 500 MHz.
- Definire roadmap nazionali chiare e tempestive per lo spettro, offrendo agli operatori mobili la certezza necessaria per pianificare gli investimenti e implementare le reti di nuova generazione in anticipo rispetto alla domanda.
In vista della Wrc-27, la Gsma sottolinea che una pianificazione dello spettro coordinata a livello internazionale sarà fondamentale per abilitare la prossima generazione di connettività mobile e massimizzarne il contributo economico.
“Lo spettro non è solo un requisito tecnico per le reti mobili; è un pilastro per la futura crescita economica. Con l’avvento del 6G, i governi hanno l’opportunità di garantire che le proprie economie possano trarre vantaggio dalla prossima ondata di innovazione digitale”, chiosa Giusti. “Definire fin da ora una corretta politica in materia di spettro sarà essenziale per raggiungere questo obiettivo”.







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