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MINACCE INFORMATICHE

Cybersecurity, Italia bersaglio “mondiale” del malware

Report Trend Micro: il nostro Paese è il quarto al mondo più colpito dal “codice maligno” dopo Usa, Giappone e Francia. Attacchi “fileless” cresciuti del 265%

10 Set 2019

L. O.

Italia sotto assedio delle cyberminacce. Malware e ransomware continuano ad abbattersi sul nostro Paese che risulta ai primi posti delle classifiche mondiali per questo genere di attacchi. L’Italia è infatti il quarto al mondo più colpito dai malware dopo Usa, Giappone e Francia, e il 12esimo per le incursioni ransomware. Emerge da “Evasive Threats, Pervasive Effects”, report di Trend Micro Research, secondo cui nei primi sei mesi dell’anno gli attacchi fileless sono cresciuti del 265% e gli attaccanti stanno sviluppando minacce sempre più invisibili ai tradizionali filtri di security.

In aumento del 136% anche gli exploit kit, ma la minaccia maggiormente rilevata rimane quella dei malware per il cryptomining, liberati nei server e negli ambienti cloud. Anche i router coinvolti in possibili attacchi sono cresciuti del 64%. Gli schemi di digital extorsion sono aumentati del 319% dalla seconda metà del 2018 e le truffe Business Email Compromise si confermano tra le maggiori minacce, con un aumento del 52%.

In particolare il numero totale di malware intercettati in Italia nella prima metà del 2019 è di 9.336.995. Le minacce arrivate via mail sono state 225.602.240, gli Url maligni visitati sono stati 3.886.272. Il numero di app maligne scaricate nella prima metà del 2019 è di 12.660, in crescita rispetto alle 10.662 della prima metà del 2018.

Nella prima metà del 2019 sono stati inoltre 2.146 i malware di online banking che hanno colpito l’Italia. In crescita rispetto ai 1.901 del primo semestre 2018.

In tutto il mondo, Trend Micro ha bloccato nel primo semestre un totale di 27 miliardi di minacce (26.804.076.261), 6 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 91% di queste minacce è entrato nelle reti attraverso la posta elettronica. Per mitigare questo genere di minacce avanzate è necessario, nota l’azienda, “una smart defense profonda, capace di correlare i dati attraverso i gateway, le reti, i server e gli endpoint, per identificare e fermare l’attacco al meglio”.

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