La corsa ai data center in Italia si scontra con la disponibilità di potenza elettrica e con i tempi necessari per ottenerla. Le richieste di connessione presentate a Terna hanno raggiunto circa 95 GW, secondo il Q3 Data Center Commercial Report di BCS Consultancy: un volume che la società di consulenza considera superiore alla capacità realisticamente erogabile. Il dato misura la potenza richiesta dai progetti, distinta da quella degli impianti effettivamente realizzati o destinati a entrare in servizio.
Milano resta il principale polo della domanda hyperscale, ma la possibilità di assicurarsi una fornitura sta orientando la selezione degli investimenti. Potenza garantita, finanziamenti confermati e autorizzazioni avanzate diventano le condizioni che favoriscono il passaggio dai programmi ai cantieri, mentre cresce l’interesse per siti esistenti e localizzazioni alternative.
L’analisi di BCS, presentata nel Q3 2026 Data Centre Commercial Report, si fonda sull’esperienza maturata in oltre 300 progetti globali, attività di consulenza per 20 miliardi di sterline e più di 5 GW di potenza IT realizzata. Il quadro descrive un settore sostenuto dalla domanda di intelligenza artificiale, con vincoli sulla rete elettrica, sulle forniture e sulle competenze specialistiche. (BCS Consultancy)
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La disponibilità elettrica seleziona i progetti italiani
Nel mercato italiano, l’accesso alla rete condiziona sia la scelta delle aree sia i tempi di sviluppo. La concentrazione della domanda su Milano e sul Nord Italia mantiene elevata l’attrattività di queste zone, mentre i progetti devono misurarsi con la certezza dell’allaccio e con la capacità disponibile.
“Il mercato italiano resta altamente attivo, ma la capacità energetica è diventata il discrimine principale tra iniziative concrete e sviluppi speculativi,” dichiara Martin Horacek, Service Director Italy di BCS Consultancy. “Stiamo vedendo un chiaro shift verso infrastrutture con power secured, funding confermato e permitting avanzato. I siti brownfield e le location alternative fuori Milano stanno guadagnando interesse proprio per questo motivo.”
Sul fronte amministrativo, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato a luglio i primi indirizzi operativi sul procedimento unico per i data center, dedicati alla realizzazione, all’ampliamento e all’esercizio delle strutture. L’obiettivo è agevolare la presentazione delle istanze e accelerare la conclusione dei procedimenti. La semplificazione autorizzativa interviene su uno dei passaggi necessari allo sviluppo, mentre la disponibilità delle infrastrutture elettriche resta un vincolo distinto. (IPPC Permit)
A questi fattori si aggiunge la carenza di professionisti: BCS segnala difficoltà nel reperire project manager con esperienza nei data center, personale qualificato per i cantieri e specialisti degli impianti meccanici, elettrici e idraulici. La combinazione di competenze scarse e apparecchiature con tempi di consegna lunghi richiede approvvigionamenti anticipati e una pianificazione coordinata delle attività.
Sistemi elettrici più cari del 6,5%
Le difficoltà di realizzazione si accompagnano a una nuova pressione sui costi. Dopo la stabilizzazione temporanea registrata alla fine del 2025, il report rileva nel secondo trimestre 2026 un aumento dei sistemi elettrici del 6,5% rispetto al primo trimestre 2025, fino a 2.157 euro per kW.
Nello stesso intervallo, le opere esterne hanno registrato un incremento del 18%, partendo da una base di costo più contenuta. Il valore complessivo dell’indicatore OFCI utilizzato da BCS ha raggiunto 3.807 euro per kW, il massimo del periodo osservato, mentre altre componenti civili e meccaniche hanno mostrato aumenti più moderati.
La pressione deriva da più fattori: volatilità dei prezzi di rame e alluminio, domanda di infrastrutture per l’AI e difficoltà nel reperire personale. Secondo i dati riportati da BCS, il 96% degli operatori prevede un aumento della domanda di lavoratori qualificati, con ulteriori effetti sulla gestione dei cantieri.
Anche le consegne delle apparecchiature pesano sui programmi. Per i componenti considerati dal report, i tempi spaziano da 18 a 156 settimane; i valori più elevati riguardano i trasformatori ad altissima tensione. Generatori, gruppi di continuità, sistemi di raffreddamento e fibra ottica ad alta capacità rientrano tra le forniture da presidiare fin dalle prime fasi del progetto.
Le code di connessione frenano anche gli altri mercati
Il vincolo elettrico accomuna diversi mercati analizzati. Nel Regno Unito, il report indica una crescita delle richieste di connessione da 41 a 125 GW in meno di dodici mesi, a fronte di circa 5,2 GW di allacci attesi entro il 2030 secondo il National Energy System Operator. Le domande presentate e la capacità prevista in esercizio descrivono dunque due grandezze molto diverse.
In Germania, Francoforte mantiene un ruolo centrale nel mercato europeo, mentre per diversi grandi progetti le utility incontrano difficoltà nel garantire date di connessione. In Sudafrica, gli sviluppi proposti a Città del Capo richiederebbero 580 MW, circa il 34% dell’attuale fornitura elettrica della città.
“La disponibilità di potenza è ormai il principale fattore decisionale in quasi ogni mercato coperto dal nostro Q3 report,” aggiunge Horacek. “I developer che possono permettersi di costruire la propria infrastruttura HV o ricorrere a generazione on-site si muoveranno più velocemente. Gli altri restano bloccati nelle code standard di connessione.”
AI e neocloud cambiano la domanda di capacità
La pressione sulla rete cresce insieme alla domanda di calcolo. BCS dedica un approfondimento ai neocloud, fornitori specializzati in infrastrutture basate su GPU per l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni, che affiancano l’offerta dei grandi operatori cloud generalisti.
Il comunicato richiama una stima di Synergy Research Group secondo cui i ricavi annuali di questo segmento potrebbero passare da 20 miliardi di dollari nel 2025 a 190 miliardi nel 2030, con una crescita media annua superiore al 50%. Un’espansione che alimenta la richiesta di strutture ad alta densità di calcolo, con fabbisogni elevati di alimentazione e raffreddamento.
La domanda di queste infrastrutture porta anche a rivedere la progettazione elettrica. Tra le soluzioni esaminate figura la distribuzione a 800 volt in corrente continua, alla quale BCS attribuisce potenziali risparmi del 10-12% sulla distribuzione in bassa tensione e una riduzione dello spazio occupato dagli impianti elettrici. Il rapporto presenta però una tecnologia ancora in fase concettuale, con un maggiore investimento iniziale per i quadri e un’offerta commerciale da sviluppare. (BCS Consultancy)
I siti esistenti acquistano valore
I tempi necessari per assicurare potenza ai nuovi insediamenti aumentano l’interesse verso i siti brownfield, aree o strutture esistenti da riqualificare. La presenza di una connessione attiva può rendere questi spazi più interessanti per gli operatori che cercano di mettere a disposizione nuova capacità in tempi contenuti.
BCS segnala questa opportunità soprattutto per l’inferenza, ossia l’utilizzo di modelli di AI già addestrati per elaborare richieste e produrre risposte. Nel report viene richiamata una previsione di crescita della capacità destinata a questi carichi del 35% medio annuo tra il 2025 e il 2030, fino a 93,3 GW alla fine del periodo.
Per operatori e investitori, il recupero dei siti comporta quindi una valutazione congiunta della potenza disponibile, degli interventi di ammodernamento e dell’adeguatezza degli impianti ai nuovi carichi. La possibilità di riutilizzare infrastrutture già connesse sostiene le strategie di riconversione e aggiornamento selettivo.
Costi di costruzione in aumento fino al 2029
Su questo scenario BCS conferma una previsione di crescita annualizzata dei costi di costruzione del 5-8% fino alla fine del 2029, con differenze significative tra le regioni. Le pressioni più elevate sono attese nei mercati con maggiori limiti di capacità elettrica, minore disponibilità di lavoratori e filiere di fornitura meno sviluppate.
“Nonostante la moderazione dell’inflazione generale, l’impegno economico per i data center continuerà a crescere in modo costante fino al 2029 a causa delle pressioni combinate derivanti da domanda AI, requisiti di potenza e raffreddamento, carenze di manodopera qualificata, aumento dei prezzi dei materiali e vincoli di capacità,” conclude Horacek. “Procurement anticipato, benchmarking robusto e engagement attivo con la supply chain restano critici per gestire rischio e mantenere certezza sui programmi di delivery.”
Per il mercato italiano, queste condizioni riportano al centro la realizzabilità dei progetti: disponibilità elettrica, solidità finanziaria, avanzamento delle autorizzazioni e accesso alle forniture determinano quali investimenti potranno trasformarsi in capacità operativa.





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