Oltre 100 edge data center distribuiti sul territorio nazionale, realizzati attraverso la trasformazione delle centrali di telecomunicazioni esistenti. È il progetto con cui FiberCop punta ad ampliare il ruolo della propria infrastruttura, affiancando alla connettività servizi di elaborazione e gestione dei dati destinati al mercato wholesale. Un investimento che accompagna la progressiva transizione dal rame alla fibra e apre nuove opportunità nel mercato del cloud e dell’intelligenza artificiale.
Il piano, presentato ad agosto, prevede una rete di strutture di prossimità in grado di ospitare capacità di calcolo, archiviazione e applicazioni digitali. Il primo edge data center è già operativo a Roma, mentre sono previste nuove attivazioni a Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. Nel programma di sviluppo per il 2027 figurano anche Bari, Verona e Firenze.
L’obiettivo è sfruttare la presenza capillare delle centrali per portare l’elaborazione dei dati vicino alle imprese e agli utenti, riducendo i tempi di risposta delle applicazioni e il traffico verso i grandi data center centralizzati.
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Dalle centrali telefoniche agli edge data center
La strategia parte da un patrimonio infrastrutturale già disponibile. FiberCop supera oggi i 28 milioni di chilometri di fibra ottica, collega migliaia di centrali e oltre 160 mila armadi stradali.
Una presenza che consente di sviluppare un’architettura di calcolo distribuita senza dover costruire da zero una rete di siti.
Il progetto si inserisce nel piano di evoluzione tecnologica delle centrali, che prevede il progressivo spegnimento degli impianti tradizionali in rame e la migrazione verso infrastrutture in fibra. Parte degli spazi esistenti potrà così essere destinata a nuove funzioni, integrando connettività, risorse informatiche e sistemi di archiviazione.
La distribuzione geografica delle centrali permette di collocare le risorse di calcolo in prossimità dei territori serviti dalla rete, con un modello complementare a quello dei grandi poli di data center.
Al progetto è dedicata una puntata di “Arianna, ogni innovazione nasce da una connessione”, il podcast di FiberCop che approfondisce le potenzialità dell’edge computing per imprese, città e applicazioni di intelligenza artificiale.
Edge computing, il vantaggio della prossimità
Il principio alla base dell’edge computing è spostare una parte dell’elaborazione dei dati vicino al luogo in cui vengono prodotti. Nei modelli cloud tradizionali, molte applicazioni utilizzano risorse ospitate in grandi strutture centralizzate, spesso distanti dagli utenti. L’edge consente invece di gestire localmente le operazioni che richiedono tempi di risposta particolarmente rapidi.
Questa architettura assume un’importanza crescente per le applicazioni industriali, la robotica, la mobilità intelligente e i sistemi di monitoraggio delle infrastrutture critiche. In tutti questi ambiti, la velocità della connessione deve essere accompagnata dalla disponibilità di capacità elaborativa nelle vicinanze.
Un primo riscontro arriva dalle sperimentazioni realizzate da FiberCop con Microsoft, Dell Technologies e 6WIND, presentate al Mobile World Congress 2026 di Barcellona. I test hanno registrato latenze comprese tra 1 e 5 millisecondi, utilizzando un Broadband Network Gateway virtualizzato integrato nella rete di accesso attraverso un nodo edge basato su Microsoft Azure Local.
La soluzione sperimentata permette di instradare localmente il traffico che richiede prestazioni elevate, mantenendo la gestione centralizzata per le altre comunicazioni. I risultati riguardano la specifica architettura testata e indicano le potenzialità della tecnologia, senza rappresentare prestazioni già disponibili su tutta la futura rete di data center.
Intelligenza artificiale, nuove applicazioni per imprese e PA
L’intelligenza artificiale è uno dei principali fattori alla base dello sviluppo dell’edge computing. La diffusione di applicazioni che utilizzano algoritmi per analizzare informazioni e prendere decisioni in tempo reale aumenta infatti la necessità di elaborare i dati direttamente nei luoghi in cui vengono generati.
Nell’industria, per esempio, la disponibilità di capacità di calcolo locale può supportare il controllo delle linee produttive, la manutenzione predittiva e l’automazione dei processi. Nelle città può favorire lo sviluppo di sistemi intelligenti per la gestione del traffico, dell’illuminazione e dei servizi pubblici. Altre applicazioni riguardano la sanità digitale, la sicurezza e il monitoraggio ambientale.
Per le imprese italiane, comprese le Pmi, l’accesso a un’infrastruttura distribuita potrebbe rendere più semplice l’adozione di servizi avanzati, evitando in alcuni casi la necessità di realizzare sistemi elaborativi dedicati.
La vicinanza tra dati e capacità di calcolo può inoltre ridurre il volume di informazioni trasferite sulle dorsali di rete, con possibili benefici anche sul fronte dell’efficienza energetica. L’effettivo risparmio dipenderà comunque dalle applicazioni e dalle caratteristiche dei singoli siti.
Dal wholesale al cloud: il modello di business
La trasformazione delle centrali è legata anche all’evoluzione del modello industriale di FiberCop. La società intende mettere a disposizione degli operatori clienti una piattaforma infrastrutturale aperta, sulla quale sviluppare servizi destinati alle imprese e alle amministrazioni pubbliche.
La novità riguarda quindi l’ampliamento delle risorse offerte al mercato wholesale. Accanto ai collegamenti in fibra, gli operatori potranno utilizzare una rete distribuita di elaborazione e archiviazione per costruire nuove offerte digitali.
Un passaggio importante di questa strategia è l’accordo siglato nel dicembre 2025 con Microsoft Italia per lo sviluppo di un sistema nazionale di edge cloud. L’intesa prevede l’integrazione di Microsoft Azure Local nei siti FiberCop, con l’obiettivo di rendere disponibili servizi cloud e di intelligenza artificiale a bassa latenza.
La collaborazione consente di combinare la presenza territoriale dell’operatore infrastrutturale con le tecnologie cloud di Microsoft. Il progetto prevede inoltre soluzioni per la gestione locale delle informazioni, un tema particolarmente rilevante per le organizzazioni che trattano dati sensibili.
La disponibilità di infrastrutture sul territorio nazionale può contribuire a rafforzare il controllo sui dati e la resilienza dei servizi. Le garanzie di sovranità digitale dipendono tuttavia anche dalle modalità operative e contrattuali con cui vengono gestite le piattaforme tecnologiche.
La valorizzazione della rete oltre la connettività
Il piano degli edge data center aggiunge una nuova componente alla strategia infrastrutturale di FiberCop, impegnata nell’estensione della copertura in fibra e nell’ammodernamento della rete di accesso.
Per FiberCop, il passaggio sarà tradurre la disponibilità delle infrastrutture in servizi utilizzabili dagli operatori, affiancando alle attività tradizionali di accesso alla rete nuove opportunità legate al cloud e all’elaborazione distribuita dei dati.








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