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AI e sovranità, come mitigare i rischi per la business continuity



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Il controllo su dati, infrastrutture e relazioni con i fornitori è una priorità concreta, ma la governance non sempre è matura. L’open source diventa un’importante leva per evitare il lock‑in e rafforzare il controllo

Pubblicato il 21 apr 2026



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Punti chiave

  • Il 71% dichiara una strategia di uscita, ma il 41% prevede un impatto moderato o significativo sulla continuità operativa se il fornitore Ai limita l’accesso.
  • Il 92% usa agentic Ai in Italia, ma solo il 37% dispone di framework di governance solidi: maturità della governance in sviluppo.
  • Il 76% vede l’open source come leva per evitare il lock‑in; i benefici attesi includono trasparenza e auditabilità, mentre la visibilità sui dati resta parziale.
Riassunto generato con AI

Che cosa succederebbe a un’impresa se il fornitore Ai limitasse improvvisamente l’accesso ai propri servizi? Si tratta di uno dei temi più attuali connessi con la sovranità digitale e che uno studio di Red Hat ha portato alla luce attraverso le risposte delle stesse aziende.

I risultati del sondaggio, che includono anche Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi, rivelano un forte divario tra preparazione e resilienza e il nodo chiave della business continuity.

In Italia il 71% dei decision maker It dichiara di avere una strategia di uscita definita qualora il proprio fornitore principale di Ai dovesse limitare l’accesso ai propri servizi; tuttavia il 41% di queste stesse organizzazioni prevede comunque un impatto moderato o significativo sulla continuità operativa in tale evenienza.

Agentic Ai e sovranità, serve la governance

Le risposte all’indagine mostrano che la sovranità dell’Ai, intesa come controllo su dati, infrastrutture e relazioni con i fornitori, non è più un obiettivo di lungo periodo, ma una priorità concreta e urgente, già inserita nelle agende operative della maggior parte delle organizzazioni.

In particolare, l’adozione dell’Ai agentica, cioè di sistemi capaci di attivare flussi di lavoro e compiere azioni in autonomia, è già molto diffusa nelle imprese italiane. Il 92% dei rispondenti italiani afferma di utilizzare già sistemi di agentic Ai, un dato che colloca l’Italia leggermente al di sopra della media Emea e in linea con la Francia (91%).

Tuttavia, solo il 37% degli intervistati indica di avere framework di governance solidi per l’AI agentica. Un ulteriore 27% afferma di disporre di una governance parziale, ma con lacune significative, mentre il 19% ammette che il proprio modello è ancora basilare o minimo.

Complessivamente, tra tutti i Paesi esaminati, il 64% delle organizzazioni riporta di avere una governance parziale o solida, a conferma che la maturità della governance è ancora in fase di sviluppo in Emea, mentre l’adozione accelera.

Visibilità parziale sulla residenza dei dati

In questo contesto in cui l’Ai è sempre più integrata nei processi aziendali core, il sondaggio di Red Hat rivela che il 54% delle organizzazioni italiane dichiara una visibilità completa su dove i propri dati siano archiviati, elaborati e potenzialmente accessibili, mentre per il 36% la visibilità è solo parziale, un dato che dimostra come la piena sovranità dell’Ai sia ancora un obiettivo da raggiungere.

Nel complesso, la visibilità è più alta in Germania, al 97% (unendo visibilità completa e parziale), seguita dal Regno Unito (93%), dalla Francia (91%) e poi da Paesi Bassi e Italia (90%).

Sovranità digitale, il ruolo dell’open source

Per colmare questo divario, il 76% dei decision maker It considera l’open source una leva per ottenere maggiore controllo su come l’Ai viene costruita e dove viene eseguita, confermandone il ruolo di elemento chiave per evitare il lock‑in e rafforzare la sovranità tecnologica.

Nei prossimi tre anni, gli intervistati ritengono che i benefici open source più preziosi per costruire fiducia nell’Ai saranno la trasparenza e una maggiore facilità di audit (82%), una personalizzazione più ampia per esigenze aziendali e normative (81%) e un maggiore controllo su come l’Ai viene costruita e dove viene eseguita (76%).

L’Italia si mostra inoltre particolarmente ricettiva verso standard guidati dalle policy per un’Ai affidabile e sovrana. Il 78% degli intervistati concorda sul fatto che politiche pubbliche e regolamentazioni dovrebbero imporre attivamente principi open source, come trasparenza, auditabilità e licenze aperte, per aiutare le organizzazioni a raggiungere la sovranità dell’Ai. Questo posiziona l’Italia in linea con la media regionale del 77% e davanti a Francia (70%) e Germania (72%), sebbene al di sotto dell’89% del Regno Unito. Il forte consenso tra gli intervistati italiani evidenzia un allineamento tra le priorità del settore e la direzione normativa su come dovrebbe apparire un’AI realmente affidabile.

Ai, exit strategy resiliente per garantire la continuità

Fabio Grassini, Regional Enterprise Sales Director, Red Hat, ha affermato: “Le organizzazioni italiane stanno mostrando forte slancio nell’adozione dell’Ai e tassi di implementazione dell’Ai agentica tra i più alti che abbiamo osservato in tutta Emea. Ma la nostra ricerca rivela un divario critico: sebbene il 71% abbia predisposto strategie di uscita, quattro aziende su dieci subirebbero comunque un vero disservizio se dovessero attivare quel passaggio. Mentre l’Italia affronta sia la regolamentazione europea sull’Ai sia le proprie priorità di sovranità digitale, le imprese hanno bisogno di infrastrutture che offrano un controllo reale, non solo la documentazione di un piano. L’open source fornisce questa base: la trasparenza per soddisfare i requisiti normativi, la flessibilità per evitare il lock-in e la capacità di governare sistemi di Ai che prendono sempre più spesso decisioni autonome per conto dell’azienda”.

L’importanza di trasparenza e auditabilità

“In tutta Emea, la conversazione nei consigli di amministrazione si è spostata dalla sperimentazione a come l’Ai possa essere implementata in modo da soddisfare aspettative di sovranità, sicurezza e conformità normativa. I risultati della ricerca mostrano un forte sostegno ai principi open source e a quadri normativi chiari che incorporino trasparenza e auditabilità nell’Ai. Questo ci dice che le organizzazioni non cercano un altro stack chiuso e valido per tutti; vogliono la libertà di combinare diversi modelli, acceleratori e cloud, mantenendo il controllo”, ha aggiunto Hans Roth, Senior Vice President & General Manager Emea, Red Hat.

La ricerca è stata condotta da Censuswide su un campione di 500 decision maker It nei seguenti mercati: 100 nel Regno Unito, 100 nei Paesi Bassi, 100 in Francia, 100 in Germania e 100 in Italia (età 25+). I dati sono stati raccolti tra il 20/03/2026 e il 31/03/2026.

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