Con l’aumento delle tensioni internazionali, la dipendenza dell’Europa da infrastrutture digitali controllate dall’esterno si sta rivelando una vulnerabilità strategica, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In uno scenario tanto delicato, la capacità di calcolo sovrana, supportata da energia pulita prodotta dallo Stato, offre una soluzione per affrontare sia la sicurezza digitale che quella energetica. “Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo sarà necessario confrontarsi con una sfida più profonda: non la mancanza di energia pulita, bensì l’incapacità di allineare rapidamente domanda, offerta e infrastrutture”. Ne è convinta Lucy Yu, ceo del Centre for Net Zero, che ha esposto la propria tesi con un articolo a firma sul blog del World Economic Forum.
l'analisi
AI, ecco perché all’Europa serve un nuovo modello di rete energetica
Secondo Lucy Yu, ceo del Centre for Net Zero, il Vecchio continente può ancora vincere la corsa all’intelligenza artificiale: a latitare non sono le risorse rinnovabili per alimentare i data center, bensì l’incapacità di allineare rapidamente domanda, offerta e infrastrutture

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