Nvidia fa leva sui grandi fondi di investimento per puntellare la propria strategia di espansione lungo la roadmap dell’intelligenza artificiale. Il colosso delle Gpu ha infatti siglato partnership con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e Kkr per creare piattaforme di finanziamento per infrastrutture di calcolo AI, al fine di mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi per la costruzione delle relative infrastrutture.
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Cosa prevede la strategia
Il produttore di chip ha precisato che i memorandum d’intesa contribuiranno a creare le prime piattaforme di finanziamento per il calcolo di questo tipo su scala globale, destinate a finanziare laboratori di intelligenza artificiale all’avanguardia, cloud e imprese. “Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e Kkr sono tra i principali investitori in infrastrutture al mondo, con una profonda esperienza nella valutazione di asset produttivi e di lunga durata. Insieme, stiamo creando piattaforme di finanziamento replicabili per aiutare l’ecosistema dell’AI a costruire le fabbriche di cui ha bisogno”, sottolinea Nvidia, precisando che le piattaforme sono progettate per creare pool di capitale dedicati a tassi interessanti per i propri clienti, posizionando il calcolo ad alte prestazioni e le infrastrutture AI full-stack come una classe di asset su cui investire.
Un cambio di paradigma
“Stiamo riunendo i principali fornitori di capitale a lungo termine a livello mondiale per garantire in modo indipendente le infrastrutture AI”, rilancia Jensen Huang, ceo di Nvidia. “Queste piattaforme di finanziamento aiuteranno i clienti ad accedere a risorse di calcolo limitate su larga scala e a costruire le fabbriche di intelligenza artificiale Dsx che alimenteranno ogni settore e ogni Paese”.
Per la società si tratta di una pietra miliare per l’intero settore dell’AI. “Siamo passati da un’era in cui le aziende acquistavano chip e costruivano data center progetto per progetto a un’era in cui le AI factory possono essere finanziate come infrastrutture produttive, con piattaforme replicabili, capitale istituzionale a lungo termine e una base clienti diversificata che utilizza la potenza di calcolo per generare ricavi”, spiega l’azienda in una nota. “La potenza di calcolo di Nvidia non è solo un chip. È una piattaforma completa che include calcolo accelerato, networking, software di sistema, framework di AI e un ecosistema globale di sviluppatori”.
Le AI Factory secondo Nvidia
Le AI Factory Nvidia Dsx sono in grado di eseguire un’ampia gamma di modelli, modalità e algoritmi: linguaggio, visione, riconoscimento vocale, biologia, AI fisica e robotica. “Una singola struttura”, continua il gruppo, “può servire molti clienti e gestire molteplici carichi di lavoro. Questo la rende flessibile e intercambiabile. È inoltre basata su un’architettura adottata a livello globale e utilizzata da tutti i principali cloud, produttori di sistemi e aziende in tutto il mondo. Quando le esigenze cambiano, la factory può essere utilizzata da un altro cliente, un altro cloud o un altro operatore. Questo ampio ecosistema offre alle soluzioni di calcolo Nvidia un vasto mercato di potenziali utenti e acquirenti, contribuendo a proteggere il valore residuo”.
Rispondere alle accuse di finanziamento circolare
La strategia ha una coerenza: la domanda di infrastrutture per l’AI è in continua crescita, ma l’accesso ai capitali è ancora disomogeneo. Molte grandi organizzazioni hanno bisogno di potenza di calcolo, ma non hanno ancora accesso ai finanziamenti necessari, né in termini di scala né di costi, per costruire rapidamente. Negli ultimi mesi, poi Nvidia è stata oggetto di vere e proprie accuse per accordi di finanziamento circolare in cui fornisce supporto finanziario ai partner nel settore dell’AI (basti pensare alle operazioni con Meta e OpenAI) per raccogliere fondi tramite debito, incrementando così i propri ricavi.
Il coinvolgimento di fornitori di capitale privato esterni potrebbe contribuire a mitigare alcune delle critiche, poiché distribuisce l’onere finanziario oltre Nvidia stessa.
Il gruppo è ben consapevole del giudizio di parte degli analisti, e non si nascondere dietro un dito: “Questa iniziativa è pensata per rispondere a tale preoccupazione. Stiamo portando capitale istituzionale indipendente a lungo termine nel mercato delle infrastrutture di intelligenza artificiale”, spiega l’azienda. “La domanda è reale: proviene da laboratori di intelligenza artificiale all’avanguardia, startup native dell’AI, aziende, fornitori di servizi cloud e paesi che sviluppano servizi di intelligenza artificiale. I fornitori di capitale valutano in modo indipendente ogni progetto, considerando il cliente, la domanda, l’utilizzo, il flusso di cassa e il valore residuo. Nvidia fornisce la piattaforma; gli investitori prendono decisioni di finanziamento in modo indipendente”.
In alcuni casi, comunque, Nvidia potrà fornire un meccanismo di supporto basato sul valore residuo fino al 25% di un’opportunità, valutato attentamente progetto per progetto. “Tale supporto è limitato, basato sul valore residuo e concepito per integrare, non sostituire, la valutazione indipendente”.
Nvidia del resto cerca di cavalcare un fenomeno già avviato da tempo: gruppi di private equity, a partire da Apollo e Blackstone, hanno strutturato accordi nel settore dell’AI per aiutare aziende come Anthropic a finanziare grossi investimenti in chip e data center. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Morgan Stanley prevede d’altra parte che i principali operatori del cloud computing spenderanno 3.500 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale nei prossimi due anni.







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