La Physical AI diventa il terreno scelto dal Giappone per recuperare spazio nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. Tokyo non vuole replicare la corsa ai chatbot dominata dalle piattaforme statunitensi e cinesi. Punta, invece, sull’integrazione tra modelli multimodali, robotica, mobilità e industria manifatturiera.
Al centro della strategia c’è Noetra, società sostenuta da 44 imprese e organizzazioni giapponesi. Tra i membri principali figurano SoftBank, Sony, Nec e Honda, affiancati da gruppi industriali, centri di ricerca e specialisti dell’intelligenza artificiale.
L’iniziativa prevede anche una nuova infrastruttura di calcolo da 140 megawatt, operativa secondo i piani da giugno 2028. La struttura ospiterà circa 27.500 Gpu Nvidia Rubin e sosterrà lo sviluppo di modelli nazionali destinati al mondo fisico.
Per il settore delle telecomunicazioni, il progetto indica un’evoluzione strategica. Le telco non forniranno soltanto connettività. Dovranno integrare reti, data center, capacità computazionale e gestione sicura dei dati industriali. SoftBank ha già chiarito questa direzione. Il gruppo contribuirà con infrastrutture AI e altre risorse, assumendo un ruolo che supera quello tradizionale di operatore. La rete diventa parte della piattaforma industriale, mentre il calcolo assume un peso crescente nella catena del valore.
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Una risposta industriale alla corsa globale
Il progetto nasce dalla consapevolezza che il Giappone abbia perso terreno nei servizi digitali e nei grandi modelli linguistici. Tuttavia, il Paese conserva competenze avanzate nella robotica, nei semiconduttori, nei sensori, nell’automotive e nella produzione industriale.
La nuova strategia cerca quindi di trasformare questi punti di forza in un vantaggio competitivo. La Physical AI permette di collegare l’intelligenza artificiale alle macchine, agli impianti e agli ambienti reali. Non riguarda soltanto la generazione di testi o immagini. I sistemi devono comprendere spazio, movimento, oggetti e proprietà fisiche. Inoltre, devono elaborare informazioni provenienti da telecamere, microfoni, sensori e apparecchiature industriali. Questa capacità consente a robot e veicoli di interpretare l’ambiente e prendere decisioni.
Secondo il presidente e amministratore delegato di Noetra, Hironobu Tamba, il progetto assume un valore decisivo per il Paese. Il manager lo ha definito “l’ultima possibilità per il Giappone“, sottolineando l’urgenza di costruire una capacità nazionale.
La posta in gioco non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica. Coinvolge la competitività dell’industria, la sicurezza economica e la possibilità di governare dati strategici senza dipendere interamente da fornitori stranieri.
Il ruolo delle telco nella nuova filiera
La partecipazione di SoftBank mostra come la competizione sull’intelligenza artificiale stia cambiando il posizionamento degli operatori di telecomunicazioni. Per addestrare e utilizzare i nuovi modelli servono reti ad alte prestazioni, cloud, edge computing e grandi quantità di energia.
La connettività resta essenziale, ma non rappresenta più l’unico elemento distintivo. L’infrastruttura deve avvicinare il calcolo ai luoghi nei quali operano robot, veicoli e sistemi industriali. Allo stesso tempo, deve garantire tempi di risposta ridotti e continuità operativa. Questa evoluzione apre nuovi spazi per le telco. Gli operatori possono offrire capacità computazionale, piattaforme per la gestione dei dati e servizi dedicati alle imprese. Possono inoltre integrare reti mobili, data center e soluzioni di sicurezza.
Junichi Miyakawa, presidente e amministratore delegato di SoftBank, ha evidenziato il valore dei dati industriali. “In una società che convive con l’AI, i dati detenuti dalle industrie e dalle imprese giapponesi rappresenteranno una fonte fondamentale di forza competitiva“, ha spiegato. Secondo Miyakawa, “creare un ambiente nel quale questi dati possano essere utilizzati in sicurezza all’interno del Giappone è essenziale per rafforzare la competitività industriale del Paese”.
SoftBank sosterrà quindi Noetra fornendo infrastrutture AI e altre risorse. L’operatore lavorerà con i partner per favorire la crescita dell’industria nazionale e accelerare l’innovazione. Il coinvolgimento non appare occasionale. Tamba ha guidato in precedenza lo sviluppo del grande modello linguistico di SoftBank. Questa continuità rafforza il legame tra la strategia del gruppo e il progetto nazionale.
Un data center concepito come AI factory
La nuova infrastruttura rappresenta uno dei pilastri dell’iniziativa. Noetra prevede di realizzare un data center da 140 megawatt, progettato per supportare l’addestramento e l’esecuzione dei modelli multimodali. La costruzione dovrebbe partire nell’aprile 2027. L’avvio delle attività è previsto per giugno 2028. Nel frattempo, la società utilizzerà infrastrutture di calcolo gestite da fornitori con sede in Giappone.
Il progetto prevede circa 27.500 Gpu Nvidia Rubin, ottimizzate per i carichi legati ai grandi foundation model e ai sistemi agentici. Secondo le informazioni diffuse sul progetto, l’architettura comprenderà anche 13.750 Cpu Vera. La struttura funzionerà come una vera AI factory. Non ospiterà soltanto potenza di calcolo, ma un ambiente destinato a sviluppare modelli, agenti, gemelli digitali e applicazioni robotiche.
L’investimento conferma quanto l’infrastruttura sia diventata una componente della politica industriale. Senza una capacità nazionale adeguata, le imprese rischiano di trasferire dati sensibili verso piattaforme controllate all’estero.
Per il Giappone, il problema assume particolare importanza. Le aziende possiedono grandi quantità di informazioni provenienti da fabbriche, catene logistiche, veicoli e sistemi di produzione. Questi dati possono alimentare modelli altamente specializzati.
Il loro valore dipende però dalla possibilità di condividerli e utilizzarli in ambienti affidabili. Sovranità del dato e sovranità del calcolo diventano così due facce della stessa strategia.
Dai modelli linguistici alla comprensione del mondo reale
La roadmap di Noetra si sviluppa in tre fasi. Nel corso dell’anno fiscale 2026, la società punta a creare un foundation model dedicato al ragionamento e all’elaborazione del linguaggio naturale. Il sistema dovrà offrire una conoscenza avanzata della lingua giapponese. Dovrà inoltre seguire istruzioni complesse e svolgere attività di ragionamento logico.
Entro l’anno fiscale 2028, il progetto prevede un modello pienamente multimodale. La piattaforma elaborerà in modo integrato testi, immagini, video e audio, superando la separazione tra le diverse tipologie di informazioni.
Il passaggio successivo arriverà nel 2030. Noetra mira a realizzare una Real-world Native AI, capace di comprendere proprietà fisiche, relazioni spaziali e caratteristiche degli ambienti reali.
Questa evoluzione rappresenta il nucleo della Physical AI. Un robot industriale non deve soltanto riconoscere un oggetto. Deve valutarne la posizione, prevedere le conseguenze di un movimento e adattare il proprio comportamento. Lo stesso principio riguarda la mobilità autonoma, la logistica e la manutenzione delle infrastrutture. I sistemi devono interpretare contesti variabili e agire senza compromettere sicurezza e affidabilità.
Noetra renderà disponibili all’esterno i modelli sviluppati, con un rilascio graduale legato ai progressi della ricerca. La scelta può favorire la nascita di un ecosistema nazionale di applicazioni e modelli specializzati.
Dati industriali, sensori e competenze manifatturiere
La composizione del consorzio riflette la natura trasversale del progetto. Accanto alle imprese tecnologiche partecipano aziende dell’automotive, della produzione industriale, dell’energia, delle costruzioni e della farmaceutica. Il gruppo comprende, tra gli altri, Fujitsu, Hitachi, Kddi Research, Fanuc, Kawasaki Heavy Industries e Daikin. Questa varietà permette di unire competenze tecnologiche e conoscenza dei processi reali.
Sony porterà il proprio patrimonio nell’imaging, nei sensori, nell’intrattenimento e nei semiconduttori. Questi ultimi rappresentano una componente essenziale per acquisire dati dal mondo fisico e trasformarli in informazioni utilizzabili.
Hiroki Totoki, presidente e amministratore delegato di Sony, considera lo sviluppo del modello multimodale “un’iniziativa importante per rafforzare le capacità del Giappone nel campo della Physical AI e accelerarne l’impiego nel mondo reale“.
Il gruppo intende utilizzare le conoscenze maturate nel progetto anche oltre l’intrattenimento. L’attenzione si concentrerà sui semiconduttori e sulla creazione di valore attraverso la collaborazione con partner industriali.
Nec contribuirà invece allo sviluppo dei foundation model e alla loro integrazione nei sistemi. L’azienda rivendica una capacità end-to-end, dalla costruzione dei modelli fino all’implementazione e alla gestione operativa.
Takayuki Morita, presidente e amministratore delegato di Nec, ha richiamato anche il tema della sicurezza economica. Secondo il manager, sviluppare modelli giapponesi e ampliare le alternative disponibili attraverso la cooperazione risulta ormai essenziale.
La società punta a valorizzare il know-how industriale del Paese e i dati fisici di alta qualità. Su questa base svilupperà modelli specializzati per servizi avanzati e applicazioni nel mondo reale.
Robotica e mobilità diventano i primi laboratori
La presenza di Honda collega il progetto alla mobilità e alla robotica. Il costruttore metterà a disposizione le competenze sviluppate in decenni di produzione, ingegneria e ricerca.
Toshihiro Mibe, presidente e rappresentante esecutivo di Honda, ha sottolineato la necessità di coinvolgere imprese e istituti di ricerca diversi. La collaborazione dovrà accelerare l’impiego delle tecnologie e affrontare problemi sociali concreti.
Tra gli ambiti interessati figurano la produzione autonoma, la logistica, la sanità, la mobilità intelligente e la manutenzione delle infrastrutture. Si tratta di settori nei quali il Giappone affronta anche una crescente scarsità di lavoratori.
L’invecchiamento della popolazione rende l’automazione una necessità economica e sociale. Robot capaci di operare in ambienti complessi possono sostenere l’assistenza, la distribuzione delle merci e la gestione degli impianti. Tuttavia, il passaggio dai laboratori agli ambienti reali richiede livelli elevati di affidabilità. I sistemi devono gestire situazioni impreviste, proteggere i dati e operare secondo requisiti di sicurezza rigorosi.
Per questo, la Physical AI non può svilupparsi soltanto attraverso modelli di grandi dimensioni. Richiede dati industriali, capacità di simulazione, competenze di dominio e infrastrutture distribuite.
Preferred Networks e il ponte tra ricerca e applicazioni
Nel progetto partecipa anche Preferred Networks, una delle principali realtà giapponesi specializzate in intelligenza artificiale e deep learning. La società collaborerà con gli ingegneri distaccati dalle aziende fondatrici e con i ricercatori dell’Aist.
Preferred Networks contribuirà allo sviluppo del modello multimodale e delle tecnologie necessarie per la robotica. Il suo coinvolgimento aiuta a collegare la ricerca di base con le applicazioni industriali. La sfida consiste infatti nel creare un modello sufficientemente generale, ma capace di adattarsi a contesti produttivi differenti. Fabbriche, veicoli e strutture sanitarie presentano esigenze operative molto diverse.
Un foundation model condiviso può ridurre la duplicazione degli investimenti. Le singole imprese potranno poi specializzarlo utilizzando dati proprietari e competenze verticali.
Il modello consortile cerca quindi di evitare una frammentazione delle risorse. Allo stesso tempo, mantiene il controllo delle tecnologie considerate strategiche all’interno dell’ecosistema nazionale.
La sovranità AI passa dalle infrastrutture
Il progetto giapponese mostra come la sovranità tecnologica non coincida soltanto con la proprietà di un modello. Comprende il controllo dei dati, della potenza di calcolo, delle reti e dei processi industriali. Questa impostazione riguarda direttamente gli operatori di telecomunicazioni. Le telco possiedono infrastrutture distribuite, competenze nella gestione di servizi critici e rapporti consolidati con le imprese.
La crescita della Physical AI può ampliare questo ruolo. Robot e macchine autonome avranno bisogno di comunicare con piattaforme cloud ed edge, scambiando grandi volumi di informazioni. In alcuni casi, l’elaborazione dovrà avvenire vicino alla fonte del dato. Latenza, resilienza e sicurezza diventeranno quindi parametri decisivi, soprattutto negli impianti industriali e nei sistemi di mobilità.
Gli operatori possono trasformare queste esigenze in nuovi servizi. La semplice vendita di connettività lascia spazio a piattaforme integrate, nelle quali rete e calcolo vengono gestiti come un’unica risorsa. Il progetto Noetra rappresenta così un banco di prova per SoftBank e per l’intero comparto. La capacità di portare l’AI negli ambienti reali determinerà anche il valore futuro delle infrastrutture Tlc.







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