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AI sovrana, allarme sulle garanzie dei provider: il 28% non è verificabile


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L’indagine di Omdia su 35 fornitori in 20 Paesi evidenzia criticità nella trasparenza dei contratti e nella tutela dei dati in transito. Nell’80% degli accordi la resilienza delle reti resta fuori dalle responsabilità degli operatori. Per le Tlc si aprono nuove opportunità nel mercato enterprise. Il punto a Telco per l’Italia il 2 dicembre

Pubblicato il 20 ott 2026

Federica Meta

Direttrice



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Scheda di valutazione dei servizi sovrani


Punti chiave

  • Mercato in competizione tra hyperscaler, cloud e telco; il rapporto Omdia su 35 fornitori rileva che localizzare dati non basta e il 28% non offre prove verificabili.
  • Clausole contrattuali limitano le responsabilità: due terzi dei provider offrono solo crediti; clausole best effort; l’80% esclude la resilienza delle reti dalle garanzie.
  • Le telco emergono come partner affidabili; fino al 45% delle grandi aziende valuta nuovi fornitori. Omdia raccomanda certificazioni, trust center e SLA separate per rete e AI.
Riassunto generato con AI


L’AI sovrana si sta affermando come nuovo terreno di competizione tra hyperscaler, operatori cloud e società di telecomunicazioni. Ma dietro le offerte che promettono alle imprese il controllo dei dati e delle infrastrutture emergono lacune nelle garanzie contrattuali, nella trasparenza e nella gestione delle responsabilità. A documentarle è il rapporto “Sovereign AI: A Playbook for Success” di Omdia, che ha esaminato 35 fornitori in 20 Paesi. Il 28% dei provider non presenta prove verificabili a sostegno dei requisiti di sovranità dichiarati e, in alcuni casi, i costi degli audit necessari ad accertare la conformità dei servizi ricadono sugli stessi clienti.

AI sovrana, la localizzazione dei dati non basta

L’indagine di Omdia prende in esame condizioni contrattuali, accordi sui livelli di servizio, trattamento dei dati, pratiche di tutela della privacy e certificazioni. Il campione comprende sviluppatori di modelli avanzati di intelligenza artificiale, hyperscaler, operatori di data center, neocloud e società di telecomunicazioni.

Uno dei problemi individuati dagli analisti riguarda l’assenza di criteri condivisi per definire un servizio di AI sovrana. La localizzazione delle infrastrutture e dei dati all’interno dei confini nazionali viene spesso presentata come una garanzia sufficiente, anche quando il cliente non dispone di informazioni complete sulla gestione dei sistemi, sulle responsabilità operative e sui soggetti che possono accedere alle informazioni.

«Nessuno regolamenta chi possa definirsi un fornitore di AI sovrana, e le conseguenze sono evidenti», osserva Camille Mendler, Research Director, Telco B2B di Omdia. «Ospitare i dati localmente non equivale a garantire la sovranità. I fornitori seri devono dimostrare la propria credibilità attraverso operazioni trasparenti, contratti equi e prove delle proprie competenze. Questo comprende anche la rete, perché anche i dati in transito devono essere sovrani».

Per le imprese, la questione riguarda la possibilità di verificare concretamente gli impegni dei fornitori. La presenza di un data center sul territorio nazionale, per esempio, non chiarisce automaticamente quali soggetti abbiano accesso ai sistemi, quali normative si applichino alle diverse componenti del servizio e quali strumenti siano disponibili per controllarne la conformità.

Contratti e responsabilità, le criticità per le imprese

Le carenze interessano anche le condizioni economiche e contrattuali. Due terzi dei fornitori limitano gli indennizzi per il mancato rispetto degli impegni all’erogazione di crediti sui servizi, che il cliente può utilizzare per prestazioni successive.

Questa modalità di compensazione può risultare insufficiente quando un’interruzione del servizio compromette attività produttive, processi decisionali o applicazioni aziendali che dipendono dall’intelligenza artificiale.

La ricerca segnala inoltre il ricorso a clausole basate sul principio del best effort, che impegnano il fornitore a compiere ogni ragionevole sforzo per assicurare una determinata prestazione, senza prevedere necessariamente un obbligo di risultato.

La combinazione di responsabilità limitate e impegni difficilmente verificabili espone le aziende a rischi che possono emergere soltanto dopo l’attivazione dei servizi, soprattutto quando l’AI viene integrata in processi operativi essenziali.

Un altro risultato riguarda il confronto tra fornitori internazionali e locali. Nel campione analizzato, i provider statunitensi presentano generalmente condizioni contrattuali e livelli di trasparenza migliori rispetto alla maggior parte degli operatori locali che commercializzano soluzioni sovrane. Omdia segnala un’eccezione positiva per i fornitori indiani.

L’origine geografica del provider, dunque, non è necessariamente indicativa delle garanzie che un’impresa può ottenere. Pesano maggiormente la qualità degli accordi, la verificabilità delle certificazioni e la chiarezza delle responsabilità assunte.

Il nodo delle reti: nell’80% dei contratti la resilienza resta fuori dalle garanzie

Uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine per il settore delle telecomunicazioni riguarda la connettività. Otto contratti su dieci stabiliscono che la resilienza della rete è al di fuori del controllo o della responsabilità del fornitore. Una clausola che può lasciare scoperte alcune delle componenti necessarie al funzionamento dei servizi di intelligenza artificiale.

Le applicazioni AI si basano su infrastrutture distribuite, nelle quali le informazioni attraversano reti e sistemi differenti per raggiungere le risorse di calcolo. La localizzazione dei data center, quindi, non offre automaticamente garanzie sui percorsi utilizzati per trasportare i dati, sui soggetti che gestiscono le connessioni e sulle misure adottate per assicurarne la disponibilità.

Omdia richiama l’attenzione sulla sovranità dei dati in transito, un requisito che assume particolare importanza per le imprese soggette a vincoli normativi stringenti o che utilizzano l’AI in attività critiche.

L’esclusione della resilienza delle reti dalle responsabilità contrattuali introduce inoltre una possibile discontinuità tra le garanzie associate alle risorse di calcolo e quelle relative alla connettività. Per i clienti diventa quindi importante conoscere le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nell’erogazione del servizio.

Le telco guadagnano terreno come partner delle imprese

La crescente attenzione alle infrastrutture di comunicazione offre nuove opportunità agli operatori di telecomunicazioni. Secondo Omdia, un’impresa di grandi dimensioni o multinazionale su cinque richiede già specifiche garanzie sulla sovranità delle reti. Le aziende che adottano questi requisiti indicano inoltre le telco come i partner più affidabili per i servizi di intelligenza artificiale.

Il risultato apre prospettive interessanti nel mercato enterprise, dove gli operatori stanno cercando di ampliare il proprio ruolo attraverso servizi cloud, infrastrutture per il calcolo AI e soluzioni di connettività avanzata.

La disponibilità di reti gestite direttamente, insieme alle competenze in materia di sicurezza, monitoraggio e continuità operativa, può costituire un vantaggio competitivo nei confronti dei fornitori che controllano esclusivamente le risorse di elaborazione.

L’integrazione tra connettività e capacità computazionale può diventare un elemento distintivo dell’offerta AI delle telco, soprattutto per le organizzazioni che richiedono garanzie sull’intero percorso dei dati.

Il riconoscimento da parte delle imprese, tuttavia, deve tradursi in impegni contrattuali misurabili. La fiducia negli operatori di telecomunicazioni, da sola, non risolve le criticità individuate dalla ricerca.

Il 45% delle grandi aziende valuta nuovi fornitori ICT

Le esigenze di sovranità stanno già incidendo sulle decisioni di acquisto delle imprese. Secondo Omdia, fino al 45% delle grandi aziende prevede di aggiungere o sostituire un fornitore ICT nei prossimi 18 mesi per rispondere a requisiti di sovranità o conformità normativa.

Il dato segnala un possibile cambiamento negli equilibri competitivi del settore. La capacità di documentare le caratteristiche dei servizi e di offrire garanzie verificabili può assumere un peso crescente nei processi di selezione dei partner tecnologici.

Il fenomeno interessa sia i grandi gruppi internazionali sia i fornitori locali, chiamati a confrontarsi con richieste più precise sulla gestione dei dati, sulla disponibilità delle infrastrutture e sulle responsabilità contrattuali.

Omdia individua inoltre nelle piccole e medie imprese la categoria potenzialmente più esposta. Le organizzazioni con strutture IT ridotte dispongono spesso di risorse limitate per valutare autonomamente le dichiarazioni dei provider, esaminare la documentazione tecnica o commissionare verifiche indipendenti.

Il rischio è che la scelta di una soluzione presentata come sovrana avvenga senza una conoscenza adeguata delle condizioni operative e delle tutele effettivamente previste.

Certificazioni e SLA, le priorità per i fornitori

Per migliorare la qualità delle offerte, Omdia raccomanda ai provider di investire nelle certificazioni e nei trust center, strutture dedicate a rendere accessibili ai clienti informazioni documentate su sicurezza, conformità e gestione dei servizi.

Gli analisti suggeriscono inoltre di pubblicare Service Level Agreement (SLA) distinti per la connettività e per le prestazioni delle applicazioni AI. Una separazione che permetterebbe alle imprese di valutare più facilmente gli impegni assunti dai fornitori e di individuare le responsabilità relative alle diverse componenti dell’infrastruttura.

Un’altra indicazione riguarda lo sviluppo di partnership tecnologiche in grado di colmare eventuali lacune nelle competenze. Per gli operatori che intendono commercializzare soluzioni integrate, la possibilità di avvalersi di partner specializzati può contribuire a migliorare la qualità delle garanzie offerte.

Le conclusioni del rapporto assumono particolare rilievo per il mercato europeo, dove la necessità di ridurre le dipendenze tecnologiche eccessive si accompagna alla richiesta di infrastrutture e servizi conformi alle normative applicabili.

La disponibilità di garanzie documentate, condizioni contrattuali trasparenti e responsabilità chiaramente attribuite può diventare un fattore determinante nella competizione tra fornitori. Per le imprese, rappresenta anche uno strumento per valutare con maggiore precisione i rischi associati agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

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