Netalia prepara il salto di scala nel mercato italiano del cloud. La società genovese ha varato un nuovo piano industriale che punta a raggiungere 50 milioni di euro di fatturato annuo attraverso la sola crescita organica, a decuplicare l’organico superando quota 200 dipendenti e ad arrivare alla quotazione in Borsa. L’orizzonte temporale fissato per centrare i tre obiettivi è di cinque anni.
La strategia si accompagna alla trasformazione dell’azienda in Società per azioni e a un rafforzamento patrimoniale che dovrà sostenere lo sviluppo commerciale, l’acquisizione di nuove competenze e il consolidamento delle infrastrutture utilizzate per erogare i servizi.
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Zunino: “Il digitale è una questione strategica nazionale”
Alla base del piano di Netalia c’è la volontà di rafforzare il ruolo degli operatori nazionali in un settore dominato dalle piattaforme internazionali e diventato centrale per imprese, amministrazioni pubbliche e infrastrutture critiche.
“In un quadro geopolitico mondiale sempre più instabile, il digitale è ormai diventato una questione politica e strategica nazionale, esattamente al pari della difesa: non può esserci alcuna vera sovranità per un Paese senza un controllo diretto e indipendente su asset e sistema digitale”, afferma Michele Zunino, amministratore delegato di Netalia.
La società intende quindi proporsi come un’“azienda di sistema”, capace di offrire infrastrutture e servizi soggetti alla normativa europea e gestiti da un operatore italiano. Una posizione che punta a intercettare la crescente attenzione di aziende e PA verso il controllo dei dati, la continuità operativa e la prevedibilità dei costi.
“Per questo, il nostro piano a cinque anni esprime la piena natura di azienda di sistema. Non rincorriamo semplici traguardi finanziari, ma l’obiettivo strategico di garantire all’Italia e al suo tessuto produttivo, dalle grandi aziende alla Pubblica Amministrazione, fino alle PMI, questa reale indipendenza. Scegliere un cloud nazionale significa infatti difendere il valore economico del nostro territorio e creare valore per l’intera comunità”, aggiunge Zunino.
La trasformazione in Spa e l’apertura agli investitori
Il primo tassello della roadmap riguarda l’assetto societario. Netalia ha completato la trasformazione in Spa e ha innalzato il capitale sociale a un milione di euro, attraverso un investimento effettuato dall’attuale proprietà.
L’operazione crea le condizioni per l’ingresso di nuovi soci. La società ha già deliberato un secondo aumento di capitale aperto a investitori esterni, che dovrebbe concludersi entro la fine dell’estate. Le risorse raccolte saranno destinate al finanziamento del piano e al rafforzamento della presenza sul mercato nazionale.
Il progetto industriale prevede esclusivamente crescita organica e individua nella quotazione in Borsa il punto di arrivo di un percorso che dovrà ampliare le dimensioni economiche e operative dell’azienda.
Organico decuplicato e competenze internalizzate
Una parte rilevante degli investimenti riguarderà il capitale umano. L’azienda, fondata nel 2010, punta a decuplicare l’attuale forza lavoro e a superare i 200 addetti, internalizzando competenze tecnologiche e operative considerate strategiche.
Il piano di assunzioni dovrà sostenere l’evoluzione dell’offerta e la capacità di seguire progetti complessi per grandi imprese, amministrazioni pubbliche e Pmi. L’espansione sarà inoltre accompagnata da accordi con system integrator, software house, operatori di telecomunicazioni e altre realtà della filiera digitale.
Sul versante infrastrutturale, la crescita non passerà attraverso la realizzazione di nuovi data center. Netalia intende utilizzare e valorizzare strutture già esistenti, combinando il riuso delle infrastrutture con partnership industriali distribuite sul territorio nazionale.
La partita del rimpatrio dei dati
La società punta a intercettare il processo di “repatriation”, ovvero il trasferimento di dati e carichi di lavoro dalle grandi piattaforme internazionali verso fornitori locali. Un fenomeno alimentato dalle esigenze di sovranità digitale, conformità normativa, resilienza e maggiore controllo sui patrimoni informativi.
Secondo i dati riportati dall’azienda, il mercato italiano del cloud vale circa 8 miliardi di euro e cresce a un ritmo annuo del 20%. La componente legata al rimpatrio dei dati potrebbe arrivare a generare un giro d’affari nell’ordine dei 400 milioni di euro l’anno nel corso dei prossimi esercizi.
Netalia concentra la propria attività sul modello public cloud, distinguendolo dai servizi di semplice colocation e dalle altre componenti del mercato dei data center. La proposta è rivolta alle organizzazioni che cercano infrastrutture gestite da un operatore italiano, conformi alle regole europee e caratterizzate da una maggiore stabilità tariffaria.








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