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LA SANZIONE

Antitrust, multa da 28 milioni a sette aziende di Tlc

Sanzionate Telecom Italia, Alpitel, Ceit Impianti, Sielte, Sirti, Site e Valtellina. Secondo l’Autorità avrebbero concordato condizioni contrattuali in grado di alterare gli incentivi degli Olo e degli stakeholder, pregiudicando la concorrenza

23 Dic 2015

An.F.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione complessiva di 28 milioni di euro per un’intesa restrittiva della concorrenza a carico di sette società: Alpitel, Ceit Impianti, Sielte, Sirti, Site, Valtellina e Telecom Italia. L’istruttoria dell’Autorità ha accertato una violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

L’accordo, si legge in una nota dell’authority, ha riguardato il coordinamento tra il 5 luglio 2012 e il 1° febbraio 2013 delle offerte economiche e di altre condizioni contrattuali nelle procedure per la selezione dei fornitori predisposte dalle società Wind e Fastweb. Ma anche quello sulle informazioni relative all’erogazione dei servizi di manutenzione correttiva, ossia la cosiddetta assurance. Un’attività che viene effettuata per ripristinare il servizio in caso di guasti segnalati dai clienti finali o per malfunzionamenti della rete, a cui Telecom consente di accedere agli operatori telefonici alternativi (Olo).

Secondo l’Antitrust, le condotte lesive della concorrenza consistono nella determinazione coordinata delle condizioni economiche contrattuali e delle informazioni trasmesse al regolatore, con l’obiettivo di limitare il confronto competitivo e prevenire l’evoluzione delle forme di erogazione disaggregata dei servizi tecnici accessori. Questo avveniva in un periodo di evoluzione delle modalità di erogazione dei servizi di manutenzione correttiva che avrebbero potuto determinare una maggiore disintermediazione del servizio.

L’istruttoria del Garante ha permesso di accertare l’esistenza di incontri e contatti tra le imprese sanzionate, volti a concordare le offerte economiche da presentare a Wind Telecomunicazioni e Fastweb per il servizio disaggregato di manutenzione correttiva end-to-end e, in generale, a condividere un piano di comunicazione univoca relativo alle condizioni di erogazione del servizio. Secondo l’Agcm le condotte esaminate erano idonee ad alterare gli incentivi degli Olo e degli stakeholder, pregiudicando così la concorrenzialità del mercato.

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