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Antitrust, Steve Jobs chiamato al banco degli imputati

Il fondatore di Apple dovrà rispondere il 18 aprile alle accuse di gestione monopolistica dei contenuti digitali attraverso la piattaforma iTunes. La class action fu avviata nel 2005

23 Mar 2011

Steve Jobs, il fondatore di Apple in malattia per una ricaduta del
tumore al pancreas, sarà chiamato il 18 aprile a rispondere
all’accusa di monopolio. Un interrogatorio di due ore, e non
oltre, durante il quale verranno poste delle domande relative ad
alcune strategie adottate sulla piattaforma iTunes.

Secondo l’accusa i Drm (digital rights management – gestione dei
diritti digitali) di iTunes erano gestiti da un sistema chiamato
Fair Play che faceva in modo che i brani scaricati da iTunes
fossero riproducibili esclusivamente su dispositivi Apple. In
questo modo la casa di Cupertino si sarebbe posta in una posizione
di monopolio. Real Networks è uno degli sviluppatori che ha subito
la politica monopolistica di Apple: il suo software, chiamato
Harmony, permetteva di bypassare il blocco imposto dal sistema Fair
Play e utilizzare i contenuti di iTunes su qualsiasi player. La
casa di Jobs lanciò una contromossa sotto forma di aggiornamento
che rese inutilizzabile Harmony. Solo nel 2009 Apple ha eliminato
il Fair Play.

Thomas Slattery, un utente, nel 2005 avviò una class action
accusando l’azienda di Cupertino di aver violato le leggi
sull’antitrust. La causa, nota come “The Apple iPod iTunes
Antitrust Litigation”, è relativa ad un periodo che va dal 2004
al 2009.