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Assoprovider: “In Europa i dati dei cittadini europei”

L’associazione dei provider indipendenti lancia l’allarme: “Non c’è alcun controllo sulle info collocate in database extraeuropei. Serve una strategia a livello comunitario che tuteli la privacy”

25 Ott 2011

I dati dei cittadini europei devono risiedere in Europa. A
chiederlo Assoprovider, l'associazione dei provider
indipendenti. "Assprovider – si legge in una nota – ripete da
tempo che i dati dei cittadini non possono finire nei data base di
tracciamento di aziende che non facciano parte della Ce, che li
sfruttano commercialmente a favore proprio e dei propri partner e
spesso a scapito di concorrenti europei, senza alcun controllo da
parte delle autorità europee o nazionali, senza potere escludere
che in futuro qualche falla nei sistemi di sicurezza non crei
problemi peggiori".

"A tale fine Assoprovider, prendendo spunto da quanto accaduto
in Germania, dove un Land ha chiesto a Facebook di non registrare i
dati dei suoi cittadini al di fuori dei confini della Germania
stessa, ottenendo una prima risposta a tale richiesta,
evidentemente basata su elementi solidi e comprensibili (ma lo
stesso vale per Google ed altri) e considerando che probabilmente
una soluzione generale per l'Europa (non locale quindi) può
essere trovata nella gestione degli stessi dati dei cittadini
europei da parte di una autorità unica europea, chiede ai politici
che rappresentano l'Italia in Europa di portare avanti questo
punto di vista fino ad arrivare ad una soluzione che garantisca la
privacy come cittadini e come consumatori di tutti gli europei e
nelle more chiede ai nostri rappresentanti politici di farsi
promotori di una soluzione italiana sulla scia di quanto richiesto
in Germania".