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Aviva, l’assicurazione si trasforma in fintech

20 Giu 2017

“Vogliamo trasformarci in una società fintech”. Lo ha detto Mark Wilson, Ceo della compagnia assicurativa Aviva, aprendo a Londra l’incontro in cui la società ha fatto il punto sugli investimenti e sulle proprie strategie tecnologiche e digitali. Aviva, si legge in una nota della società – investe oggi circa 100 milioni di sterline all’anno per l’evoluzione digitale dei propri prodotti e della propria struttura interna: “Un impegno che negli ultimi due anni si è concretizzato anche attraverso il lancio dei digital garage di Londra e Singapore, a cui a inizio 2017 si è aggiunto quello di Toronto. Vere e proprie fucine creative separate dalle sedi centrali, dove centinaia tra tecnici, designer e creativi sperimentano, esplorano e testano l’assicurazione del futuro, oltre a lavorare continuamente per affinare gli strumenti di customer service. Il tutto con un unico obiettivo: andare incontro alle esigenze dei consumatori che cambiano”.

Ma gli investimenti destinati all’innovazione non si limitano a quelli per la trasformazione interna. La società ha anche lanciato un fondo di venture capital finalizzato all’individuazione e al finanziamento di progetti unici e innovativi, capaci di plasmare il futuro dell’assicurazione. Avviato nel 2015, il fondo può contare su 100 milioni di sterline – da investire entro il 2020 – per sostenere start up che operano in quattro aree: internet of things, data analytics, miglioramento della customer experience e dei sistemi di distribuzione. A oggi i finanziamenti concessi sono già stati sette. Tra gli ultimi più significativi, si segnala quello da 4 milioni di sterline alla Owlstone Medical Ltd, società di diagnostica impegnata nello sviluppo di una sorta di “etilometro” in grado di individuare i primi sintomi del cancro ai polmoni o al colon-retto, che grazie al contributo di Aviva è arrivata a raccogliere fondi per 19,3 milioni di sterline totali. È di pochi giorni fa, invece, la notizia dell’assegnazione di 5 milioni di sterline alla start up insurtech inglese Neos, impegnata nello sviluppo di un prodotto che utilizza l’Internet of Things e gli smart home devices per la protezione delle abitazioni da fuoco, furti e allagamenti.

Le collaborazioni di Aviva spaziano in tutto il globo, dalla Silicon Valley all’Oriente – prosegue il comunicato – È di qualche mese fa, ad esemio, la chiusura di un accordo con il fondo cinese Hillhouse Capital e Tencent, la più grande società internet cinese, per dare vita a una compagnia assicurativa basata a Hong Kong che si focalizzerà sull’assicurazione digitale. Aviva, inoltre, è partner di Plug & Play, il più grande acceleratore di startup al mondo con base nella Silicon Valley. In Italia, la società collabora con importanti realtà dell’innovazione tra cui PoliHub, Startup District&Incubator del Politecnico di Milano.

“La strada intrapresa da Aviva a livello internazionale si riflette inevitabilmente anche sul nostro mercato – afferma Arianna Destro, Head of marketing & communication di Aviva in Italia – con iniziative che vanno dall’uso efficiente delle best practice di Gruppo, a collaborazioni su scala locale con importanti realtà dell’innovazione nel nostro Paese. L’obiettivo è il medesimo: soddisfare le esigenze dei nostri clienti in modo sempre più mirato, efficace e tempestivo”.

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