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Boom degli utili per Google. Pubblicità e telefonia sugli scudi

Il terzo trimestre chiude con un balzo dei profitti del 32%. In aumento i ricavi derivanti da banner e attività non core. Prosegue la campagna assunzioni

15 Ott 2010

Google sorprende Wall Street con un terzo trimestre migliore delle
stime e con previsioni positive sulle vendite nonostante
l'aumento delle spese. Il titolo ha reagito con un balzo
superiore al 9% nelle contrattazioni dell'afterhours,
avvicinandosi alla soglia psicologica dei 600 dollari per
azione.

I profitti sono aumentati del 32% a 2,167 miliardi di dollari, 6,72
dollari per azione, un balzo in avanti rispetto agli 1,64 miliardi,
5,13 dollari per azione, dello stesso periodo del 2009. Escludendo
gli oneri, l'utile è stato di 7,64 dollari per azione, contro
i 5,89 dollari dell'anno scorso, e meglio dei 6,69 dollari
attesi dagli analisti. Il giro d'affari lordo è stato pari a
7,29 miliardi di dollari, il 23% in più rispetto all'anno
scorso, mentre quello netto è stato pari a 5,48 miliardi, anche in
questo caso meglio delle previsioni degli analisti per 5,27
miliardi.

"Il nostro core business è cresciuto molto bene e le
attività più nuove, in particolare quelle sulla telefonia mobile,
hanno mostrato significativo slancio", ha detto
l'amministratore delegato Eric Schmidt. Di pari passo con i
buoni risultati, Google ha anche incrementato il numero di
dipendenti: negli ultimi tre mesi sono state assunte 1.500 persone,
in aumento del 7%.

Il numero dei click a pagamento, ovvero il numero delle volte che i
navigatori cliccano sulla pubblicità di Google generando ricavi,
è salito del 16% rispetto allo stesso trimestre dell’anno
precedente. L'incremento è superiore alle attese degli
analisti, che scommettevano su un +15%. Il costo per click è
salito 3% rispetto al terzo trimestre 2009 e del 2% rispetto ai tre
mesi precedenti. Dopo tre mesi consecutivi di frenata, Google in
settembre è tornato a vedere crescere la propria quota di mercato
nella ricerca, passata a 66,1 da 65,4.

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